martedì, Febbraio 27, 2024
Homesalute e benessereConfessioni di una mamma "speciale"Tatto, autonomia e autostima. Cosa ho imparato al corso Braille

Tatto, autonomia e autostima. Cosa ho imparato al corso Braille

Pubblicato il

Marcello Coppola Consulting

Che cosa migliora le persone che siamo? Che cosa ci può arricchire quando siamo genitori di esseri speciali ? In questo frangente della mia vita posso affermare che conoscere persone positive le quali mettano a servizio le loro abilità e le loro competenze , gratuitamente , per rendere accessibile ad un gruppo di persone la conoscenza del codice Braille ,può considerarsi una risposta .
Dal 6 Febbraio ho iniziato a frequentare un’ interessante laboratorio gratuito sulla scritture Braille, rivolto ad insegnanti, operatori sociali, studenti e genitori e organizzato presso la Biblioteca di Piano di Sorrento dall’Associazione L’Isola e in collaborazione con la Fondazione Sinapsi, specializzata nei trattamenti dei non vedenti. Il corso è guidato da Margherita Carbone ( per l’Associazione L’isola) ,dall’Assistente sociale Cinzia D’Agostino e dalla tiflologa Carmen Ibello (per Fondazione Sinapsi) con l’intento non solo di preparare i partecipanti riguardo alla scrittura e lettura del codice Braille ,ma anche di condividere filmati ed esperienze laboratoriali che diano indicazioni valide e pratiche sulla disabilità e sull’approccio verso le persone non vedenti ,sensibilizzando sull’argomento e ponendo anche al centro quanto la disabilità non debba essere di ostacolo all’autonomia e ,pertanto, quanto sia fondamentale rivolgersi alle persone senza guardare alle loro difficoltà come limiti , ma come occasioni di sviluppo. Perché una mamma di un ragazzo autistico ad alto funzionamento sta dedicando il suo tempo ad interessarsi al mondo dei non vedenti ? Confesso che per caso sono venuta a conoscenza di questo corso e ho scelto di parteciparvi sullo scadere del termine ,prendendo l’ultimo posto rimasto. Dalla mia quotidianità di “mamma del diversamente abile” ho capito che nulla accade per caso. Vivendo questa esperienza sto scoprendo molti punti di arricchimento anche per un approccio metodologico verso l’autismo ,mi spiego .Per le persone non vedenti un buon metodo di avvicinamento al mondo esterno è lo sviluppo del tatto(non l’unico ovviamente), infatti lo scopo di questo corso è anche progettare e realizzare libri tattili che poi saranno donati per l’utilizzo nelle scuole. Sto imparando che il tatto può essere anche per i bambini autistici un buon punto di partenza ,lo sviluppo tattile molto spesso è una tappa evolutiva che manca a questi bambini per cui diventa essenziale far riconoscere gli oggetti toccandoli cosi da recuperare questa tappa evolutiva e permettere al cervello di ricevere attraverso il tatto quelle risposte neurologiche che servono a comunicare messaggi utili da rielaborare .Le parole spesso sfuggono ai bambini autistici ,troppe indicazioni sono difficili da seguire, i tempi di attenzione sono brevi ,non per loro volontà ,ma per uno sviluppo neurologico che ha saltato appunto alcune tappe evolutive e quindi, spesso si sopperisce a questa mancanza con l’utilizzo di immagini .E’ una cosa che faccio anche io con mio figlio per aiutarlo nello studio ma grazie a questa esperienza ,che mi sono donata, sto capendo quanto il tatto sia importante e quanto momenti pratici di vita quotidiana e autonomia possano servire ad uno sviluppo più ampio che infonda una buona dose di autostima. Spesso i genitori di bambini disabili sono terrorizzati dal lasciar fare le cose ai propri figli ,questi nostri timori sono un ostacolo allo sviluppo, quello a cui dobbiamo mirare è dare delle opportunità ,credere alle loro capacità ,supportandoli ,ma non sostituendoci a loro. Allora inventiamo dei libri tattili per i nostri bambini , facciamo i biscotti con loro ,lasciamogli accarezzare la corteccia degli alberi, stappare fili di erba ,solletichiamo i loro piedi con rami e foglie insegniamo a loro che ce la possono fare. Per noi genitori posso consigliare di arricchirci non solo di nozioni ma soprattutto di momenti vissuti ,perché conoscere persone belle ci miglira e la nostra serenità la possiamo donare ai nostri figli.

Colomba Belforete

Ultimi articoli

Piano.Non fitto ai B&B: è Fernando Maresca che parla non Giuseppe Arpino

Nel numero di Agorà oggi in edicola, per un involontario errore di impaginazione, è...

“Politelling – le storie che cambiano il mondo”: la nuova politica tra narrazione e comunicazione raccontata nell’ultimo libro di Pasquale Incarnato

Napoli – In un mondo in continua evoluzione, tra tecnologia e innovazione, anche lapolitica...

Invalsi. Le prospettive di Agenda Sud

Si terrà il prossimo martedì 27 febbraio, il seminario “I dati INVALSI per il...

Scompare Toni Savarese. E’ stato AD di Strega Alberti

Lutto per la famiglia Savarese di Vico Equense, nota per la gestione di strutture...

Articoli simili

Autismo. “Simbologia e stereotipi, c’è bisogno di consapevolezza”

Partiamo da un pezzo di puzzle, partiamo dal colore blu poi focalizziamo nella mente...

Autismo batte Coronavirus

E’ da poco passata una settimana forzata in casa e dopo solo tre giorni...

Quando il Natale è davvero magico…

Mi prende una strana tristezza durante questo periodo di attesa del Natale. La gioia...