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Reddito di inclusione. Cosa è e a chi si rivolge

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Marcello Coppola Consulting
A decorrere dal primo gennaio 2018, è istituito il Reddito di inclusione (ReI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. La dotazione del Fondo Povertà è rideterminata in 1.759 milioni di euro nel 2018 e in 1.845 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. Il beneficio economico del ReI è riconosciuto per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e, superati tali limiti, non può essere rinnovato se non trascorsi almeno 6 mesi da quando è cessato il godimento. In caso di rinnovo, la durata è fissata per un periodo non superiore a 12 mesi. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su proposta del Comitato per la lotta alla povertà e previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono approvate linee guida per la definizione degli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale. Gli obiettivi e i risultati della valutazione multidimensionale sono definiti nel progetto personalizzato e devono «esprimere in maniera specifica e concreta i cambiamenti che si intendono perseguire come effetto dei sostegni attivati; costituire l’esito di un processo di negoziazione con i beneficiari, di cui si favorisce la piena condivisione evitando espressioni tecniche, generiche e astratte; essere individuati coerentemente con quanto emerso in sede di valutazione, con l’indicazione dei tempi attesi di realizzazione». Una buona premessa per una valutazione di impatto. Il progetto personalizzato individua una figura di riferimento che ne curi la realizzazione e il monitoraggio, attraverso il coordinamento e l’attività di impulso verso i vari soggetti responsabili della realizzazione dello stesso. Il progetto definisce metodologie di monitoraggio, verifica periodica ed eventuale revisione, tenuto conto della soddisfazione e delle preferenze dei componenti il nucleo familiare. I servizi territoriali operano in stretto raccordo con gli enti del Terzo settore attivi nel contrasto alla povertà. L’attività di tali enti e’ riconosciuta, agevolata e valorizzata da parte dei competenti servizi. Sulla base di specifici accordi di reciproco riconoscimento a livello di ambito territoriale o comunale, le equipe multidisciplinari includono nella progettazione personalizzata, ove opportuno, attivita’ svolte dagli enti del Terzo settore o presso i medesimi.

Dr.ssa Clelia Cafiero

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