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La storia di Raffaele “Jaffa” Iaccarino. Il pornodivo della porta accanto

Vive a S.Agnello, fa tatuaggi a Marano. Ha frequentato l’Accademia di Rocco Siffredi e partecipato ad alcune scene di film hard. Ora sogna di girare un “cortometraggio”con attrici locali

Vi sareste aspettati di trovare un pornoattore in Penisola sorrentina? No, e invece c’è. Si chiama Raffaele Iaccarino, anche se tutti lo conoscono con il nome di battaglia: “Jaffa”. Vive a S.Agnello, ha il suo studio di tatuaggi “Vae Vinktis Tattoo” a Sorrento nel borgo di Marano, a due passi dal centralissimo bar la “Piazzetta”, è stato illustratore grafico per alcune aziende locali, ha studiato comunicazione visiva allo IED di Roma e frequentato il Liceo Classico “Marone” a Meta ed ha di recente intrapreso un percorso nel mondo del cinema hard. Il tratto è quello del pornoattore della porta accanto. Lo abbiamo incontrato al Bar Cherì, al rientro da un Master presso l’Accademia del porno di Rocco Siffredi. Una settimana di full immersion a Budapest per imparare i segreti dell’hard e partecipare ad alcune scene di film in produzione. Ma con un sogno nel cuore: girare un film porno con attori e attrici locali.

Perché una persona va all’Accademia del porno di Rocco Siffredi?
Sono sempre stato curioso. Alla ricerca degli aspetti intriganti della vita. Una sera su yuotube ho visto una intervista a Siffredi, mi ha colpito per chiarezza e trasparenza, poi ho guardato il reality su Netflix realizzato nella sua Accademia.
E poi?
Dopo essermi informato sui media ho inviato il curriculum e qualche foto. 10 minuti dopo mi ha risposto Rocco Siffredi dicendomi: ti voglio da noi.
Nessun ripensamento?
No, mi sono detto: o ora o mai più, non voglio perdere questa’altra occasione , Budapest mi aspetta.
Ci sono state altre occasioni?
In verità nel 2013 quando Valentina Nappi, oggi pornoattrice affermata di Pompei, cercava partner mi sono proposto e lei mi chiese di conoscerci, ma ho desistito.
Torniamo all’Accademia: che mondo hai trovato?
Un’organizzazione del lavoro di tipo aziendale. Il cinema hard, fatto a questi livelli, è un prodotto di qualità. Alla cui base c’è la testa, il resto è solo funzionale.
In che senso?
E’ necessario lavorare su sé stessi, sul proprio corpo, sulla capacità di concentrazione perchè e’ innaturale fare sesso davanti a tante persone ed essere fisicamente pronti in ogni circostanza. E invece, il mondo dell’hard chiede questo. Un traguardo che si raggiunge scavando in se stessi, aumentando la propria consapevolezza, creando empatia e chimica naturale con la propria partner. Un lavoro non da poco. Il sesso è l’ultima cosa.
Hai partecipato ad una sorta di master, c’era un classe?
Si 25 persone. 20 aspiranti attori e 5 interessati a sceneggiatura e regia.
Come si svolgeva la lezione?
Sono stati forniti gli elementi di base. A partire dalla gestione del budget di produzione, al sapersi muovere davanti alla telecamera, alla ricerca di una studiata naturalezza nella recitazione. E poi siamo stati coinvolti in alcune scene presenti in film in produzione.
Come è andata?
La metà della mia classe non ha partecipato. Alla fine non hanno retto allo stress emotivo.
Tu invece?
Solo al terzo tentativo sono riuscito a dare il meglio di me ed a ricevere i complimenti di Rocco Siffredi.
Cosa ti ha detto?
Trasmetti sensualità, si vede che ti piace proprio. Bravo!
Chi frequenta questi master?
In genere ragazzi giovanissimi, in media 23 anni, molti sono alla ricerca di sesso facile. Poi arrivano là e devono ricredersi. C’era anche una coppia di fidanzati.
Addirittura?
Si lei è arrivata a Budapest per sostenere il fidanzato aspirante porno attore. Una coppia bellissima. Piena di fiducia ed entusiasmo. Aperti e leggeri, non legati al possesso fisico. Una lezione notevole.
A proposito, tu sei fidanzato?
No, in questo momento no.
A casa ne hai parlato? Cosa ti hanno detto?
Mia mamma è olandese. Ha una mentalità che va oltre gli stereotipi culturali. Mi ha detto: se pensi che non ti danneggia, vivi questa esperienza.
Cosa ti ha lasciato la frequentazione dell’Università del porno?
Maggiore libertà nel vivere il mio corpo. E la voglia di realizzare un film, magari per partire un corto.
Hai già qualche idea?
Si vorrei realizzare tutto coinvolgendo la nostra bellissima Penisola sorrentina.
E’ solo un’aspirazione?
No, ho trovato già qualche finanziatore.
Cosa manca?
Vorrei utilizzare attrici locali.
Addirittura?
Certo. Penso che questa terra abbia mille inesplorate risorse. Anzi, lancio un appello dalle pagine del vostro giornale: sono alla ricerca della donna protagonista del film. Spero che qualcuna, tra le bellissime espressioni del territorio, si faccia avanti.