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“Il mio figlio speciale mi ha spiegato il 2 aprile”

Si avvicina il 2 aprile la giornata della consapevolezza sull’autismo, che quest’anno capiterà il giorno di Pasquetta per cui molti eventi sono anticipati o posticipati alla data. Non è facile vivere questa giornata quando si è soli, quando si è all’inizio di un percorso ogni storia che si incrocia è un dolore che si rinnova, poi se si supera questa fase si vuole manifestare la propria consapevolezza per dimostrare al mondo esterno che l’autismo è una gabbia apparente, in cui si può entrare in punta di piedi per creare un legame che può arricchire.

Questi due passaggi li ho vissuti entrambi, mi sono trovata grazie ai social a conoscere storie, libri, vedere video di ogni genere, e leggendo ho ritrovato le mie sensazioni. Da mamma ho capito che uscire fuori mi avrebbe aiutato, tanto che ho cominciato a scrivere post, poesie a partecipare ad eventi proprio sui social come: ebook gratuiti di testi condivisi con altri genitori e anche giornate degli abbracci con foto condivise su facebook dalle famiglie, in vari comuni d’Italia. Nel giugno 2015 lottando con i miei timori ho avuto la forza di organizzare un seminario invitando Nuni Burgio, una donna straordinaria che si dedica allo sviluppo dei genitori per supportare i figli. Nel 2016 il mio comune si colorò di blu per la prima volta, coinvolgendo le scuole: fui invitata a leggere delle mie poesie nella piazza centrale dall’allora assessore alle politiche sociali, ci fu il lancio dei palloncini blu in cielo. Fu una grande emozione. L’anno scorso con il supporto di altre mamme e un’organizzazione autonoma fatta in pochi giorni riuscimmo ad organizzare un convegno e poiché la giornata dell’autismo capitò di domenica, con la collaborazione delle parrocchie sparse sul comune di Vico Equense, ci fu il lancio dei palloncini blu anche quella fu una forte emozione.

Quest’anno confesso che la tentazione di progettare qualcosa di nuovo mi era sfiorata, ma lo sviluppo di mio figlio ha messo i freni al mio entusiasmo, mi ha riportato a quello che è veramente importante, in questo momento delicato della sua crescita e cioè guardarlo negli occhi per quello che è, uno splendido adolescente che vuole solo essere un ragazzo come i suoi coetanei e che mi ha chiesto: “Perché organizzi per me le cose dell’autismo? Io sono M. !!!” Questa sua frase mi ha aperto un mondo, la sua schiettezza mi ha resa fiera di come sta crescendo, perché ciò che conta è lui come persona, le sue paure di adolescente che vuole solo essere accettato sono uguali alle paure di tutti gli adolescenti, quei dubbi che ha, li hanno tutti i ragazzi. E’ vero il controllo della sua emotività è più sensibile e va supportato in questo con amore e pazienza, ogni parola va ponderata, va aiutato a scuola e le sue reazioni possono sfociare in crisi; ma lui sta cercando la sua autonomia. Allora quest’anno metto da parte il mio essere “mamma del diversamente abile” e con orgoglio, gioia e speranza, sono la mamma di mio figlio, un ragazzo come gli altri che desidera il suo posto in questo mondo e che io accompagnerò da dietro guardandolo camminare. Questo sarà il mio 2 Aprile del 2018 e ringrazio mio figlio che continua ad insegnarmi ad essere mamma.

Colomba Belforte