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Un happening teatrale per “recuperare emozioni”

L'iniziativa promossa dall'associazione Oltre il Guscio

Venerdì 30 luglio scorso, l’incantevole location dell’abbazia di Crapolla, nel borgo di San Salvatore, ha fatto da cornice all’happening teatrale “Centro Recupero Emozioni”, un progetto teatrale ideato dall’Associazione “Oltre il Guscio” di Vico Equense, con la collaborazione e il coordinamento di due attori professionisti campani – Aldo De Martino e Monica Maiorino – residenti a Roma. L’iniziativa ha preso corpo durante lo scorso mese di marzo, ed è stata portata avanti attraverso collegamenti a distanza, a causa delle restrizioni anti Covid-19. Soltanto una settimana di laboratorio in presenza nel mese di luglio, seguito dalla messa in scena del copione, rappresentato da una serie di storie intime e personali. Protagonisti, adulti e ragazzi con disabilità e non, invitati semplicemente a raccontarsi ed esprimersi in piena libertà attraverso lo scritto, il dialogo, il disegno, il canto, il movimento. Il risultato è stato molto sorprendente, per l’impegno e la bravura dei protagonisti, che si sono messi in gioco con estrema naturalezza, oltre che ricco di emozioni per tutti i presenti. Grazie a Margherita Aiello, presidente dell’Acove (Associazione Commercianti Vicani) tutte le storie, scritte di proprio pugno dagli interpreti e corredate dai fumetti del giovane Stefano Volpe, sono state raccolte in un libretto, donato a tutto il pubblico presente. Ma si parla già di una replica dell’evento prima che il mese di agosto finisca.
Emilia Terracciano, Garante per le persone con disabilità del Comune di Vico Equense, nell’ambito dello svolgimento della sua attività, ha promosso e si è fatta coinvolgere in prima persona in questo progetto inclusivo, strutturato da questa realtà associativa di volontariato che opera sul territorio vicano nel campo della disabilità, formata in gran parte da mamme di ragazzi con disabilità.
“Si tratta di un’opportunità per le persone con disabilità – afferma il Garante – di far sentire la propria voce e di vivere attivamente la propria vita, sviluppando e realizzando il potenziale creativo, artistico ed intellettuale di ciascuno. Ciò non solo per sé, ma anche per l’arricchimento della società”. “La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, riconosce a tali soggetti il diritto a godere di una piena inclusione e partecipazione all’interno della comunità, in condizioni di uguaglianza con gli altri. “È fondamentale, quindi – continua la dottoressa Terracciano – creare delle occasioni dove poter promuovere la consapevolezza sulle capacità e i contributi delle persone con disabilità. Queste opportunità però non devono essere fine a se stesse, ma diventare dei contesti inclusivi stabili e duraturi, un risultato di civiltà acquisito per la nostra comunità, poiché è dovere e responsabilità di tutti dare alle persone con disabilità risposte concrete sul territorio, assicurando i loro diritti” conclude Emilia Terracciano.

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