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“Tito aiuti mio figlio”

Appello di Michela C, madre di un giovane detenuto ai domiciliari " un alloggio in zona, la distanza non mi consente di assisterlo"

Un alloggio in Penisola perché F.R., 25 anni, possa scontare  vicino casa la parte residua di una sentenza di condanna agli arresti domiciliari, proprio di recente ridotta nel II° di giudizio.

L’appello è lanciato da Michela C., mamma del ragazzo, oggi detenuto a Nocera Inferiore.

Non sono munita di auto – dice la donna – e questo rende una condizione familiare già difficile, ancora più gravosa ed onerosa. Sono l’unica persona su cui mio figlio può contare, ma non lavoro. Per me prestare assistenza a mio figlio è un dovere morale, ma farlo a distanza  è veramente complicato. Ogni due giorni devo andare da lui,  per raggiungerlo i tempi sono lunghi. Se fosse più vicino, gli potrei garantire una cura migliore, maggiore tempestività rispetto alle richieste e, credo, anche lui potrebbe affrontare il percorso di recupero meglio. Chiedo al sindaco di Meta, Giuseppe Tito, che so essere sensibile ai problemi sociali e soprattutto attento alle persone in difficoltà, di darmi una mano e trovare una soluzione al problema che viviamo”.

 

La storia raccontata dalla signora Michela parte qualche anno fa “nell’autunno 2019 hanno sfrattato lui e il padre, da cui sono separata, da via Cassari a Meta  perché non pagavano il fitto. Il padre è riuscito ad ottenere, grazie alla chiesa,  un alloggio ma per mio figlio hanno detto che non c’era più posto. Così è finito in strada, è stato prima ospitato in una casa di riposo, ma dopo pochi giorni lo hanno sfrattato per non meglio precisati motivi. Così è finito in strada, un po’ si sono fatti carico di lui persone come il Professor Francesco  Soldatini di Meta, presidente del Piano sociale di zona,  che ha garantito una sistemazione  attraverso  b&b o abitazioni private.  In seguito gli è stato trovato un alloggio a  Trarivi, a spese del Comune. Nell’occasione è stato anche assunto al cimitero di Meta,  poi è finito  in comunità ad Avellino. Ma quando è tornato dalla comunità l’alloggio di Trarivi non era più disponibile. Preso dallo sconforto e dall’effetto di psicofarmaci ha rapinato la stazione Circum di Piano. E’ stato arrestato, poi, dopo 4 mesi di carcere è finito ai domiciliari. Oggi si trova a Nocera Inferiore. Chiedo al sindaco di Meta, ed a chiunque può aiutarmi, un alloggio per fargli finire i domiciliari qui. Mi impegno a garantire la mia costante presenza ed assistenza. Un aiuto può cambiare la nostra vita in meglio”.