Share, , Google Plus, Pinterest,

Print

Posted in:

Scienza, giocattoli e riciclo nel garage di casa

Giuseppe Di Guida riproduce il pendolo di Newton e la macchina alternativa di Watt, ma realizza anche una go kart e modellini di navi d'epoca

Può la base di un uovo di Pasqua diventare una presa d’aria di un go kart? E le palline da pingpong possono essere elementi di un anemometro? E il volano di un videoregistratore può trasformare il moto alternato in moto rotante? Certo. A fornire la risposta è un uomo geniale che, attraverso il riutilizzo di materiale da smaltire, costruisce oggetti su basi scientifiche, seguendo le leggi  della fisica,  utilizzate sin dai tempi più remoti. Lui si chiama Giuseppe Di Guida, vive a Sorrento, lungo una traversa di Via degli Aranci, ricorda un po’  lo scienziato del film “Ritorno al futuro” anche se  è un ex comandante della flotta Lauro. Ha guidato la celeberrima superpetroliera  “Coraggio”,  all’epoca in cui solcava i mari  la seconda nave per dimensioni a livello mondiale. Ora, in pensione, trascorre il tempo libero nel proprio  garage, dove crea, inventa, trasforma cose che potrebbero sembrare giocattoli ma che, in realtà, sono applicazioni di principi scientifici. Tra gli oggetti disposti nel suo laboratorio c’è una catapulta, un apparecchio per la trasmissione in codice Morse, vari orologi (che funzionano ciascuno secondo meccanismi diversi, come quello a pendolo, quello ad asta, quello che riproduce la torre di Sorrento), c’è un anemometro per misurare l’intensità del vento, una piccola giostra meccanica. Poi, c’è il pendolo di Newton, che serve a dimostrare la trasmissione elastica dell’energia, e la riproduzione del primo esempio di macchina alternativa di Watt, che trasforma il moto alternato in moto rotante. È realizzata con il volano di un videoregistratore, una siringa e un pezzo di antenna. Il pezzo forte, però, è il go kart costruito per il suo nipotino di undici anni, Nicolò Zabardast che, scherza Giuseppe, è anche il suo “pilota collaudatore”.

“Un giorno scendemmo in garage e Nicolò espresse il desiderio di avere una piccola auto – racconta il comandante Di Guida -. Cercammo un po’ di materiale e trovammo l’anta di un vecchio mobile da cucina, qualche tubo di gomma, led inutilizzati, basi di uova di cioccolata, scope e ombrelli. Poca roba, ma tanta volontà. Così ci ingegnammo per recuperare altri pezzi e, ora, ecco un go kart che va a 30 km orari e che si ricarica con l’elettricità a 24 volt”. Ma studiamola nel dettaglio. Lo sterzo è costruito con un sottovaso e rinforzato con un tubo di gomma, per il piantone dello sterzo è stato utilizzato un manico di scopa; il freno funziona con un sistema a martellina, realizzato con suola e tacco di una vecchia scarpa; c’è un acceleratore progressivo fatto con mixer audio, il tubo dell’aria è fatto con l’angolare di un testa letto e la seduta con lo scheletro di un sediolino per bambini; le luci sono strisce di led recuperati da materiali di risulta;  per il cambio è stata usata la parte superiore di un birillo in plastica. “E’ sicuramente una delle opere che attrae di più l’attenzione – continua Di Guida -. Tra l’altro, la sto modificando perché il mio nipotino è cresciuto. Non potendo cambiare il telaio, voglio almeno rendergli più comoda la seduta, allungando con tavole l’appoggio per le gambe”. Un work in progress, che, nell’ambiente perfettamente ordinato, ben si armonizza con vere e proprie opere d’arte realizzate dall’ex comandante .

 

Tra queste spicca la riproduzione fedele di un bellissimo veliero d’epoca il “Victory”,  vascello di prima classe comandato dall’ammiraglio Horazio Nelson nella battaglia di Trafalgar. Si tratta di un modellino che, secondo una stima fatta da “Generali”, potrebbe  essere assicurato per migliaia di euro, ma ci sono anche modellini meno imponenti ma di ma di sicuro fascino con la riduzione in miniatura di navi costruite all’interno di bottiglie o, addirittura, di lampadine. Giuseppe Di Guida non è solo uno scienziato, ma è anche un artista e un maestro, in senso lato. Infatti, se i bambini visitano il suo garage atelier, lui non lesina spiegazioni e mostra come la fisica e la meccanica non siano aride materie scolastiche, ma banchi per realizzare giocattoli, modelli e opere artistiche. Perché le applicazioni non sono solo quelle sul cellulare, ma sono materia e possono illustrare il passato e definire il futuro. Da qui l’invito di Giuseppe Di Guida ai bambini: “La maggior parte del mio tempo, sia di mattina che di pomeriggio, lo trascorro qui – dice l’ex comandante -. Se i bambini vogliono, possono venire a trovarmi nel mio garage a via degli aranci 37. Mostrerò loro oggetti che raccontano le scienze in modo diverso”.