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Rimpasto in Giunta. Gennaro apre all’esterno, Andrea chiude

Continua la fibrillazione interna

Sembrerebbe una lotta di tutti contro tutti, quella che, tacitamente si sta consumando in maggioranza. Il gruppo si sta sfaldando e le posizioni politiche di molti esponenti stanno affermandosi con chiarezza, seguendo indirizzi che creano non pochi imbarazzi ai big del partito democratico, che consideravano l’amministrazione di Vico Equense vicina al partito. Ma andiamo con ordine. Alcuni esponenti della lista Vicoinvolgiamo hanno aderito alla Lega di Matteo Salvini, sebbene non abbiano ancora formalizzato in consiglio comunale il loro avvicinamento al partito di governo; altri consiglieri non partecipano più agli incontri del martedì sera; altri ancora sono pronti a costituire il gruppo di Fratelli d’Italia. Senza parlare dei dissidenti del 3 agosto, quelli che in Consiglio comunale si scagliarono contro il sindaco Andrea Buonocore, salvo poi rimanere nel limbo, sospesi tra essere e non essere gruppo di maggioranza. Infatti, nonostante il documento letto da Giuseppe Aiello, i consiglieri firmatari del testo, non hanno avuto formalizzato l’allontanamento e l’iniziativa politica è rimasta solo un atto potenziale, una miccia da far esplodere. Ma cosa unisce questi componenti della lista Vicoinvolgiamo? Cosa li accomuna? Sembra che il terreno d’intesa sia la sfiducia al sindaco e l’esigenza di sostituire il Presidente del Consiglio comunale, Massimo Trignano, reo di nutrire velleità incompatibili con le mire del capogruppo di maggioranza, Giuseppe Aiello. Ma facciamo un passo indietro. La vicinanza di alcuni consiglieri alle compagini di centro destra, sta facendo innervosire sia il primo cittadino, sia  Massimo Trignano. Si dice che i consiglieri regionali di riferimento e lo stesso presidente della Giunta campana, Vincenzo De Luca, abbiano mal digerito la deriva delle posizioni politiche assunte dagli esponenti della maggioranza, tanto da chiedere spiegazioni a Buonocore e Trignano. Altra questione delicata è la composizione della giunta comunale. Per scongiurare la diffida formale da parte della Regione bisogna necessariamente intervenire, nominando un assessore donna in base alla legge sulla parità di genere. In virtù di questo, è necessario inserire una donna in giunta, e bisogna farlo presto. Infatti, la quota rosa è inesistente dopo le dimissioni dell’assessore al bilancio Daniela Gianna. Anche qui, l’equilibrio è delicato. C’è sempre l’ombra di Gennaro Cinque dietro ogni cambiamento. Per il super assessore non basta l’introduzione di una donna. Serve, invece, un rimpasto, che apra ad altri gruppi presenti sul territorio. In questo modo si raggiungono due obiettivi: si allarga il suo consenso e, contemporaneamente, viene impressa una scossa ad alcuni consiglieri che non risponderebbero alle sue aspettative.  Dunque, al vaglio per ricoprire la carica di assessore due o tre nomi spendibili: Giuseppe Russo di Arola, candidato sindaco con tre liste, Matteo De Simone, già suo assessore, e persone vicine a Benedetto Migliaccio. Il sindaco Andrea Buonocore, invece, è su posizioni diverse: strizza l’occhio a qualche ex consigliere di maggioranza per recuperare consensi e reclama una persona di fiducia in giunta, anche se questo indebolirebbe ulteriormente la sua posizione nei confronti dei consiglieri di maggioranza.

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