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Piccoli attori di successo. Gaia e Gianmarco, da Vico al cinema nazionale

Al liceo scientifico “Gaetano Salvemini” di Sorrento sono conosciuti come i “Fratelli Boo”. Sono Gianmarco e Gaia Bonagura. Hanno 15 e 17 anni. Lui ha i capelli un po’ arruffati e l’aria un po’ svampita, sembra timido ma nelle cose che dice c’è carattere. Lei indossa shorts e scarpette da ginnastica, ha gli occhi intensi e la spontaneità di chi non ha bisogno di sembrare “costruita”. Sono belli, come tanti adolescenti che hanno un sogno che li accende. Per raggiungerlo, studiano da quattro anni alla scuola di cinema la “Ribalta”, di Castellammare di Stabia, una fucina di talenti del piccolo e del schermo. Ma come hanno iniziato? Gianmarco frequentava lezioni di hip hop, nello stesso stabile. Gaia aveva problemi di dizione. Così, mentre elementi contingenti hanno determinato l’ingresso alla “Ribalta”, la passione ha fatto il resto. Ad oggi, possono già raccontare le loro esperienze su set televisivi trasmessi da emittenti nazionali. Gianmarco ha recitato nel corto “La fiera del Mobile” di Matteo Garrone, nella “Squadra mobile 2” ed ha fatto una comparsa nellaserie tv “L’amica geniale” prodotta da HBO, Rai Fiction e TIMvision. Anche Gaia ha recitato nella serie “Furore 2”, in onda su canale 5.

Cosa significa per voi recitare?

Gianmarco: Per me è una sfida ad entrare nei personaggi, a riconoscere e incontrare i personaggi che sono in me. Mi sento me stesso quando recito molto più di quanto lo sia nella vita di tutti i giorni.

Gaia: Per me è pura magia. Quando entro in quella sala, con le pareti nere, lascio fuori tutto. In quel momento sono concentrata solo su quello che sto per vivere. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, noi non studiamo recitazione, ma studiamo noi stessi. Rovistiamo nel nostro bagaglio d’esperienze e di emozioni e mettiamo in scena quello che abbiamo trovato. Torniamo alla sensazione del vissuto. Siamo noi stessi, cambiano solo le parole, che il copione ci presta. Recitare non è fingere, anzi, è essere se stessi pienamente.

Parliamo dei set e dei sentimenti che avete provato.

Gianmarco: E’ sempre molto emozionante. Mi affascinano molto sulle macchine e gli di scena, i carrelli, le telecamere, le luci. Poi, ovviamente, ogni set è diverso. Quando ho recitato con Matteo Garrone sentivo i suoi occhi addosso e la “responsabilità” di dare il massimo in quel momento. Non c’è da sottovalutare, inoltre, il caldo o il freddo, l’abbigliamento da indossare, i tempi. Tutte variabili che incidono sullo stato d’animo.

Gaia: Nella serie “Furore 2” ho interpretato Cettina, una cameriera meridionale incolpata di aver rubato una spilla. Quando ho fatto il provino, insieme a una mia amica, per me era la prima esperienza e non immaginavo che mi avrebbero chiamata. Alla convocazione ero titubante, sentivo il personaggio un po’ distante da me. Ma poi quel set mi ha regalato una delle emozioni più grandi della mia vita.

C’è rivalità all’interno del gruppo della “Ribalta”?

Gianmarco: I nostri compagni della “Ribalta” fanno il tifo per noi, e noi per loro. Non c’è rivalità, ciascuno di noi è in grado di trasmettere qualcosa in particolare, ha una fisicità più adatta ad un personaggio, ha un volto più vicino a quello che immaginano i registi. Non ci temiamo, conosciamo punti di forza e debolezze di ognuno e ci fa piacere se qualcuno centra un obiettivo e viene selezionato.

Quali sono gli atteggiamenti delle persone che conoscete rispetto al vostro percorso?

Gaia: Le persone che ci sono più vicine non danno troppo peso alle esperienze che facciamo. Vivono con noi la nostra quotidianità, di cui la scuola fa parte. I conoscenti, invece, spesso ci identificano con il personaggio che abbiamo interpretato.

Pensate di concentrarvi esclusivamente sulla carriera cinematografica?

Gianmarco: Il sogno resta, ovviamente, quello di diventare attori professionisti. Ma in questo campo concorrono tantissimi fattori e la fortuna è uno di questi. Sicuramente continuerò a studiare recitazione, magari all’Accademia a Roma, e nel frattempo mi iscriverò ad una facoltà universitaria. C’è ancora un po’ di tempo per pensarci, ma sono orientato verso Ingegneria o Architettura.

Gaia:Tra qualche anno io sarò a Roma, all’Accademia. Ma farò il massimo per conciliare questo impegno con quello universitario. Sono due le professioni che mi piacerebbe intraprendere: nutrizionista o insegnante di scuola primaria. Ma prima di tutto, nel mio futuro, vedo una famiglia e una casa. Sono le basi, tutto il resto è incerto.