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Percorso Meccanizzato. Quello che nessuno dice

L'intervento di Raffaele Attardi " il rischio è di generare flussi incontrollati, alla faccia della vivibilità"

La discussione intorno al percorso meccanizzato che dovrebbe consentire tramite ascensori il collegamento dal Porto di Sorrento al Parcheggio Correale che si trova al centro della Città, è all’ordine del giorno.

I commenti sulla utilità dell’opera sono in genere positivi perché tutti pensano che l’opera, realizzata sottoterra , non avrà impatto sul paesaggio , e che consentirà di eliminare il carosello di pulmini che dal Porto sciamano verso piazza Tasso, producendo un impatto positivo sull’ambiente e si spingono fino al punto di dichiarare, con la benedizione della Regione Campania, che si tratta di un’opera che favorirà lo sviluppo sostenibile della Città.

Ormai l’etichetta di opera finalizzata a garantire lo sviluppo sostenibile non si nega più a nessuno :ma basta essere persone di buon senso per capire che per esprimere un giudizio sull’impatto dell’opera ci sono molti altri parametri di cui bisogna tenere conto.

Infatti se si realizza un collegamento veloce fra il Porto ed il Parcheggio Correale, si rende il Parcheggio Correale simile ad un hub , ovvero un terminal capace di accogliere e distribuire flussi di turisti generati da navi e da traghetti, molti superiori a quelle attuali.

Flussi di cui la Città non ha il controllo , in quanto il Porto è stato a suo tempo classificato ( forse poco opportunamente ) di interesse Regionale , e quindi soggetto a regolamentazioni riguardanti gli imbarchi e gli sbarchi che non dipendono dall’ Amministrazione Comunale.

Nulla vieta di pensare che il Porto, sulla spinta di chi ha interesse ad aumentare questi flussi , possa accogliere il doppio , il triplo , e perché no , un numero di passeggeri dieci volte superiore a quelli attuali .

E la maggior parte delle persone che arriveranno saranno escursionisti ,destinati solo a transitare per il parcheggio . La maggior parte di questi escursionisti non farà altro che ad imbarcarsi su bus diretti verso tutte le località della costiera, generando così nuovo traffico sulla statale , a tutte le ore del giorno , per consentire agli escursionisti di raggiungere le località e ritornare in giornata per consentire , ai crocieristi di cenare a bordo , e agli altri di tornare a casa con i traghetti .

Perciò a fronte dell’ ipotetico vantaggio della eliminazione dei pulmini lungo via De Maio , , si verificherà l’incremento dei flussi escursionistici e dei bus sulla statale. E per capire quanto possa essere rilevante questo aumento , basta pensare che una sola nave da crociera da mille passeggeri può generare un pacchetto di 25 bus circolanti in andata e ritorno lungo la statale .e stiamo parlando di una piccola nave da crociera…

E il peggioramento della viabilità e delle condizioni ambientali non interesserà solo Sorrento , ma tutti i Comuni fino a Castellamare , finendo quindi con lo spingere per la realizzazione di nuove strade e favorendo quindi l’antropizzazione del territorio e quindi l’estensione dell’enorme autogrill nel quale perennemente viviamo .

L’insieme di tutto questo produrrà perciò molto probabilmente un cambiamento rilevante nella vivibilità, ma anche nella economia della Città . E ne resterà coinvolto l’intero comprensorio , sia perché il traffico coinvolge tutti , sia perché si allontanerà qualsiasi ipotesi di bloccare i bus prima dell’ingresso in penisola e ridistribuire i flussi crocieristici i in maniera più equa nel comprensorio .

Questa mancanza di lungimiranza può pregiudicare pesantemente il nostro futuro :solo una ridistribuzione dei flussi turistici può consentire di sanare molte ferite e se le vie del mare trovano un comodo hub a Sorrento, ben difficilmente si riqualificheranno i porti di Castellamare di Stabia , di Torre Annunziata e l’intero comprensorio sarnese vesuviano.

Ma torniamo a Sorrento : io sostengo da sempre la tesi che non ci si deve opporre ai cambiamenti , ma che bisogna avere la capacità di governarli. Non voglio imporre la mia visione a nessuno ma certamente non è accettabile che certe cose vengano proposte senza riflettere sui rischi che la loro realizzazione comporta : viviamo in un paese meraviglioso che offre tante opportunità ma dobbiamo avere la capacità di scegliere, valutando i rischi che ogni scelta comporta.

Anche Alice nel paese delle meraviglie , cercando di uscire dalle tante contraddizioni in cui si era venuta a trovare, ha dovuto chiedere aiuto .

Gatto , disse Alice , mi diresti per favore, che strada devo prendere per andarmene da qui,? Dipende molto da dove vuoi andare , disse il Gatto.
Non mi importa molto il dove, disse Alice. Allora non importa quale strada prendi ,disse il Gatto. E noi dove vogliamo andare ?

Bisogna perciò scegliere, se vogliamo fare di Sorrento un Città che privilegia il turismo residenziale , o se vogliamo vivere in un perenne autogrill . E se decidiamo di vivere in autogrill , cosa che è sempre meglio di una periferia desolata, bisogna però anche stabilire cosa fare per evitare di incasinarlo e dequalificarlo troppo. Se si esagera , può anche diventare obsoleto, come accade ai tanti che aprono e chiudono introno noi.
E qualunque cosa decidiamo di fare, dobbiamo governare il cambiamento .

La cosa si potrebbe fare attuando sottoponendo il progetto degli ascensori ad una procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) , effettuare cioè gli studi per valutare cosa accadrà nelle diverse situazioni e stabilendo le misure di mitigazione da introdurre per mitigare i danni prodotti dagli i effetti negativi ,magari integrando le valutazioni ambientali con studi per valutare i rischi sulla business continuity, ovvero sui rischi che determinano le scelte dal punto di vista economico.

Stiamo infatti riducendo l’economia della Città al solo turismo , e stanno diventando marginali tutte le altre attività, e questo non va bene perché se il turismo si ferma, sprofonderà nel baratro, senza ammortizzatori tutta la Città, una Città fatta non solo di Aziende , che forse possono sopravvivere in altro modo , ma fatta anche da una platea di lavoratori , il cui numero supera in alcuni momenti quello degli abitanti e che nella maggior parte ormai ,non hanno altro reddito se non quello generato dal turismo .

E il recente blocco della viabilità è un ammonimento di cui bisogna tenere conto.
Un cambiamento così importante come la trasformazione del Porto in un hub , deve essere gestito in maniera controllata e devono essere coinvolti nella scelta i Cittadini, le Amministrazioni della intera penisola ( e per quanto mi riguarda anche tutti quelli del comprensorio sarnese vesuviano , o quantomeno quelli delle città costiere ) , gli imprenditori , perché questa scelta , che si fa con autorizzazioni , beni e soldi pubblici, interessa tutti .

Le scelte vanno condivise , e bisogna farlo subito .
Mi rendo conto che la via di simulare cosa accadrà prima di decidere è piuttosto impervia , e che richiederà tempo , perciò vorrei rispondere in anticipo a quelli che , magari in buona fede , diranno che gli ascensori vanno fatti subito , tenuto conto del problema che c’è a Via Luigi De Maio, una stradina di poche decine di metri, soffocata dallo smog , dal rumore e dal traffico , in cui oggi transitano tutti i mezzi su gomma della città .

 

Ma se veramente si vuole l’opera per raggiungere questo risultato , allora facciamo una cosa più semplice : è facile calcolare quanta gente oggi sale e scende dal Porto ,prendiamo questo numero come riferimento e invece di realizzare questo megaprogetto stabiliamo di realizzare tanti ascensori quanti servono per portare nel centro della Città solo queste persone.
E stabiliamo anche l’obbligo, una volta fatti gli ascensori di sospendere contestualmente il servizio dei pulmini . Questo perché prevedere che fatti gli ascensori , i pulmini si fermino da soli , è una ipotesi tutta da verificare : gli operatori del settore infatti sono cresciuti in numero, a questi si sono aggiunti non decine , ma centinaia di nuovi operatori NCC, e questa categoria rappresenta ,anche occupazionalmente una realtà , di cui si dovrà tenere conto e che non si potrà tanto facilmente cancellare.

Perciò se si voglio veramente fermare quantomeno i pulmini, anche questo cambiamento deve essere regolamentato. E per renderlo accettabile bisogna studiare su come fare per ridurne gli effetti sociali : una ipotesi potrebbe essere quello prevedere nel bando di realizzazione degli ascensori l’obbligo di assumere gli autisti per adibirli al nuovo servizio .

 

Smettiamola perciò di pensare solo a quale deve essere il soggetto migliore pubblico o privato , per realizzare gli ascensori e cogliamo questa ennesima opportunità per decidere consapevolmente quello che deve essere non solo il futuro della nostra Città , guardando contemporaneamente anche al contesto , cioè al comprensorio in cui viviamo , e ai tanti soggetti coinvolti in questa scelta, coinvolgiamoli e sensibilizziamoli per decidere insieme su cosa serve veramente per realizzare un’opera sostenibile , e stabiliamo insieme quali devono essere le regole da rispettare per ottenerlo .

Se non facciamo questo , la realizzazione degli ascensori non sarà altro che la ripetizione di una storia già vissuta : il Porto funzionerà come il tunnel di Seiano, canalizzando altro traffico.

E ci troveremo stretti in una morsa .

Raffaele Attardi