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Nino Cuomo tra politica e confraternite

"Prossime elezioni comunali? Potrei provare a fare il sindaco. La chiesa locale mal sopporta le congreghe. Percorso parcheggio-porto: avanti con l’intervento dei privati"   

Avv. Antonino Cuomo, professionista da sessant’anni, ex Sindaco di Sorrento, dirigente dei coltivatori diretti, priore per diversi decenni di una delle più importanti arciconfraternite di Sorrento, pubblicista ed autore di diversi testi di storia locale, come si può definire?
Un sorrentino che vuol bene al suo paese e che si è impegnato e s’impegna in diverse iniziative che possono essere utili a Sorrento.
Alle prossime elezioni si candiderebbe nuovamente a Sindaco?
A parte che ci vogliano, ancora, quasi tre anni, ma ci si rende conto della mia età? Fra tre anni avrei novant’anni: come si può prevedere cosa può succedere da un anno all’altro. E’ vero che De Mita, è tornato a fare il sindaco di Nusco ed ha due anni più di me“. Comunque fra un paio d’anni se ne potrà parlare: però sempre secondo le condizioni nelle quali il Signore vorrà che io sia. Diceva Sant’Agostino (se ben ricordo): “L’uomo si agita, ma è Dio che lo conduce!”.
In ogni caso, alla mia età non avrei da temere tranelli e vendette. E nessuno potrebbe accusarmi di avere interessi personali da difendere. A 90 anni non avrei carriera da fare o da sistemare. Mi sembra una situazione che, nel complesso, avrebbe più aspetti positivi che negativi. Potrei offrire alla città la mia esperienza ed il mio amore per questa terra. L’età – sempre che ci  arrivi – potrebbe essere un limite ma anche una opportunità straordinaria.
Oggi è Sindaco suo figlio, Peppino: un giudizio?
Non può essere concesso a me dare un giudizio. Comunque credo che la sua esperienza ed il suo impegno possano giudicarsi positivi. Anche se ha un carattere differente dal mio. Riesce a non farsi troppi nemici, a differenza di quanto feci io nella mia esperienza da amministratore. Grazie a questa qualità è riuscito a farsi eleggere al primo turno, avendo contro sfidanti di tutto rispetto, come Marco Fiorentino ed il Professore Ferdinando Pinto. Per il mio temperamento, non sarei mai riuscito in questa impresa. Ha fatto quello che l’attuale sistema gli ha consentito. Quando amministravamo noi, avevamo più potere, oggi c’è in mezzo la macchina comunale. Bisogna affidarsi ai funzionari, tutto più complicato. E poi Peppino è giustamente prudente nel ponderare decisioni e nel fare scelte, condizionato, forse, dalle mie vicissitudini da amministratore pubblico. Ha fatto bene.
Chi è stato il miglior sindaco di Sorrento?
Guglielmo Tramontano.
Perché ?
E’ stato il primo a capire che il turismo sorrentino doveva essere impostato sulla cultura. Le bellezze naturali, per quanto superbe, si possono trovare anche altrove, la cultura è una tipicità immateriale che ci rende unici e su cui svetta la figura straordinaria di Torquato Tasso che dobbiamo sempre più promuovere e salvaguardare. Non dimentichiamoci che, nel 1799, per essere stata, Sorrento, la patria del Tasso, la salvò dalla distruzione da parte dei francesi . Meno male che l’Istituto “Torquato Tasso” ha ripreso l’attività e potrà ricordare il nostro Poeta, almeno  nelle sue date celebrative, l’11 marzo ed il 25 aprile.
A proposito di sindaci, chi è stato il peggiore?
Nino Cuomo ( e ride, ndr).
Cominciamo a parlare di temi di attualità. Collegamento tra il porto ed il parcheggio Correale. C’è un confronto tra chi vuole che l’intervento e la gestione sia pubblica e chi invece punta al coinvolgimento dei privati. Lei che dice?
Sono per il privato, da sempre.
E perché? Non c’è il rischio di affidare un bene di primaria importanza strategica a chi segue solo la logica del profitto ?
Il discorso per me è diverso. Il punto centrale è che il collegamento è un’opera da fare per cambiare il volto di Sorrento e rendere la città ancora più competitiva. Mentre si trovano i soldi ed il pubblico prende i suoi tempi continueremo ad aspettare e l’attesa potrebbe essere lunga. L’interesse pubblico è tutelato con la realizzazione dell’opera, il resto sono chiacchiere. Se continuiamo ad auspicarne la realizzazione, ma attendendo il finanziamento, considerando che i tempi del pubblico sono noti, non facciamo gli autentici interessi della città. Non fu una società privata che realizzò, oltre un secolo fa il collegamento tramviario fra Sorrento e Castellammare, che dopo la concessione passò al pubblico? Non si è fatto così per collegare la Villa Comunale con il mare con un ascensore? Per esperienza personale, poi, le opere realizzate dai privati costano  sempre meno!
E qual è il più importante problema attuale per Sorrento?
Il corso pubblico!
In che senso?
Perché ne riflette la stessa vita della città: per i residenti, per gli ospiti e per quanti vi giungono per il loro lavoro. E’ assurdo che per percorrere un  chilometro si debba impegnare, a volte, anche più di mezz’ora!
Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare delle Confraternite. Lei è decano di quella di quella di Santa Monica ed ex Priore. Ci parla del ruolo di questi antichi sodalizi religiosi?
Nel passato, nei momenti difficili: quando la Chiesa pensava più al…….materiale (non c’è bisogno d’illustrare questo termine),  la Chiesa stessa  si è retta grazie alle Confraternite che hanno svolto e svolgono un ruolo importantissimo nel preservare e consolidare riti secolari in cui le nostre comunità si riconoscono. Questa affermazione la pronunciai circa quindici anni fa, quando tutte le confraternite dell’Arcidiocesi furono convocate dal Delegato Diocesano.
La gerarchia diocesana supporta le Confraternite?
Più che supportare direi che, forse, le sopporta.
Perché dice questo?
Non saprei dirlo, certo è che le Confraternite hanno una forza patrimoniale consistente e questa ne determina una grande autonomia, al di fuori della vita religiosa.
Fra cento anni come vorrebbe essere ricordato?
Come un sorrentino che ha amato Sorrento più di ogni altra cosa.
Ha fatto rinunce per quest’amore ?
Nei primi anni ’50, ero corrispondente del quotidiano  “Il Tempo” ed amico personale di Gaetano Angiolillo, figlio del fondatore del giornale. Mi voleva in redazione a Roma, non andai. Non potrei vivere in nessuna altra città fuori o lontano da Sorrento.
 Come è cambiata la città negli ultimi 50 anni ?
Si è passati da una economia diversificata, con il turismo al 50%, 25% agricoltura e 25% artigianato. Ad una incentrata prevalentemente sul turismo che supera oggi i 2/3 del totale. Oggi, anche nelle storiche famiglie contadine, l’impegno nell’agricoltura è secondario e si svolge nel tempo libero rispetto ad altre attività come appunto i servizi per il mercato turistico. L’artigianato è in declino per l’aumento dei costi, reggono solo i grandi “store” , ed oggi anche queste strutture vivono difficilmente. In effetti è cambiato il turismo, e con questa svolta la clientela è diversa! Infine, non dice  niente lo sviluppo eccezionale dei “B&B”, che ha reso difficile trovare un alloggio per chi deve sposarsi o riceve lo sfratto?
Chi è stato la persona più importante nella sua vita?
Senza dubbio mio padre. Di grande severità, ma capace di gesti di straordinaria bontà.
Lei che padre è stato?
Questo dovrebbe chiederlo ai miei figli.
Dio e l’aldilà, qual è la sua idea?
Dio esiste, ha creato l’uomo e lo lascia libero di agire. L’Aldilà ce lo possiamo immaginare in modi diversi, ma fin dalle origini l’uomo ha sentito che l’esistenza terrena ha un orizzonte altrove. E proprio la perdita di Dio e dell’Aldilà ha portato ad una decadenza di valori ed ha alimentato cattive pratiche. Dio e l’Aldilà rappresentano un limite all’agire umano, vanno recuperati  specie nelle nuove generazioni fredde rispetto alla Fede per costruire un futuro migliore.    
Ha scritto un articolo sulla crisi circa la frequenza dei fedeli nelle chiese?
Sì, spinto da una considerazione generale. Ed ho anche fatto rilevare come molti sorrentini fanno pressione per partecipare alle tradizionali e famose Processioni del Venerdì Santo ed alcuni pretendono (e magari lo svolgono) ruoli di prestigio e poi,  in un anno, non entrano in una chiesa per ascoltare una messa!