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Maurizio Marchetti e Carlo Alfaro: due sorrentini premiati dall’associazione Emily Dickinson

 

La cerimonia conclusiva della XXI edizione del prestigioso Premio Letterario Internazionale Emily Dickinson 2017-2018, promosso dall’omonima associazione culturale, fondata e presieduta dalla scrittrice e giornalista Carmela Politi Cenere, si è svolta a Napoli, giovedì 18 gennaio 2018, presso la Sala Consiliare Silvia Ruotolo della V Municipalità (Vomero-Arenella), in Via Morghen 84. Nel corso della serata, alla presenza di un folto e attento pubblico, la presidente del Premio, prof.ssa Carmela Politi Cenere, il presidente della V Municipalità, dott. Paolo De Luca, e l’ing. Ruggiero Cenere, hanno consegnato gli ambiti premi ai vincitori decretati dalla giuria, costituita dalla stessa Carmela Politi Cenere, dalla prof.ssa Luisa Gregory, dall’avv. Carmine Monti, dall’ing. Ruggiero Cenere e da iscritti all’Associazione. Il tutto si è svolto in un’atmosfera di festa, gioia e pregnante cultura, che documentano la vitalità del Premio. Il Premio si articola in varie sezioni: libri editi e inediti di narrativa, poesia (singola o silloge), saggistica, più una sezione speciale riservata agli studenti. Tra i tanti premiati, anche due sorrentini: Maurizio Marchetti, secondo premio poesia inedita con la sua lirica “Vita”, un sentito inno alla vita da parte di un giovane uomo che ha sentito di stare per perderla, e Carlo Alfaro, menzione speciale nella sezione narrativa inedita con il racconto “Grassa da morire”, dedicata al dramma dei disturbi del comportamento alimentare. Da sempre, questo Premio si caratterizza, tiene a precisare la presidente, per l’alto valore intellettuale e morale delle opere selezionate. La Politi Cenere istituì il concorso, 21 anni fa, per dare risalto e valorizzare anche in Italia una delle personalità letterarie più interessanti di tutti i tempi, Emily Dickinson, la grande poetessa americana che rivoluzionò il modo di concepire e fare poesia. La Dickinson (1830- 1886), che dall’età di 25 anni non uscì più dalla propria camera, vestiva solo di bianco in segno di purezza, non si legò mai a un uomo e amava svisceratamente la natura. Al momento della sua morte, la sorella scoprì nella camera di Emily 1775 poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo. Dal 1998 è disponibile una nuova raccolta completa delle sue liriche, in tre volumi (1789 poesie più 8 in appendice). Nei 21 anni del Premio, con grande dedizione, superando ostacoli e difficoltà, la Politi Cenere si adopera affinché la cultura, l’amore per la poesia e la letteratura, la conservazione e il rispetto per il patrimonio storico, diventino un valore fondante della società. La professoressa è particolarmente sensibile verso le nuove generazioni: il Premio, infatti, offre grandi opportunità di espressione agli studenti che possono parteciparvi con le loro opere, in sezioni del concorso a loro destinate. Grazie al suo impegno costante, il Premio ogni anno è una fucina di diffusione di cultura e bella scrittura. Docente di Italiano e Latino nei licei, Carmela Politi Cenere è anche apprezzata scrittrice. Con la sua penultima opera, “Città nel caos”, Carmela Politi Cenere affronta una tematica di denuncia: i mille primati culturali del luminoso passato storico-artistico di Napoli sembrano azzerarsi davanti al colpevole silenzio delle istituzioni, capace di annullare i fasti di millenni di storia che passa attraverso volti e nomi consegnati alla memoria dei posteri. La scrittrice è poi tornata in libreria lo scorso anno con “L’ombra di Masaniello vaga per Piazza del Mercato”, opera dal grande valore storico edita da Graus, con cui ha trionfato a Torino ottenendo il Primo Premio assoluto per la narrativa nell’edizione 2017 del “Premio I Murazzi”. Con uno stile avvincente ed immediato, pensando anche ad un pubblico di giovani lettori, pur senza dimenticare il rigore della vera ricerca storica, l’autrice racconta una delle pagine più fosche della storia del nostro Mezzogiorno, quando Tommaso Aniello d’Amalfi, conosciuto come Masaniello (Napoli, 29 giugno 1620 – Napoli, 16 luglio 1647), fu il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.