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“Il giornalismo di qualità? Non è una corsa ai like”

Su Orwell.live l’intervista a Maria Pia Rossignaud, direttore responsabile di Media Duemila: dieci domande sui temi fondamentali dei nuovi linguaggi di oggi

 

“Lasciar perdere la corsa ai like (competere con i troll è complicato), ritornare ai fondamentali quali la qualità, l’umile ricerca di un dettaglio nascosto, il saper ascoltare sempre e chiunque”. È solo un estratto della lunga e completa intervista di Alessandro Nardone a Maria Pia Rossignaud, Direttrice di Media Duemila (la prima rivista italiana di cultura digitale, fondata nel 1983) e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia. L’intervista, pubblicata nelle scorse ore su Orwell.live, tocca i temi del giornalismo e della comunicazione, dei cambiamenti portati dalla rivoluzione digitale e della potenza dei social network. In dieci domande Nardone affronta con Rossignaud le problematiche dei nuovi linguaggi arrivando a parlare dell’Intelligenza Artificiale e del “rischio” rappresentato dal robot journalism.

L’intervista completa è disponibile su: https://orwell.live/2019/07/23/maria-pia-rossignaud-ce-sempre-un-po-di-passato-nel-nostro-futuro/.

Orwell, società iscritta al registro delle startup innovative, è un giornale che fa parte dell’ecosistema che si pone l’obiettivo, tanto ambizioso quanto improcrastinabile, di digitalizzare le nostre imprese riequilibrando il rapporto tra informazione e comunicazione.

Media Duemila, di cui Maria Pia Rossignaud è direttore responsabile, si dedica da più di 30 anni alle trasformazioni epocali indotte dall’avvento dell’era digitale. Nasce nel 1983 in contemporanea con l’avvento del personal computer: è di quell’anno la famosa copertina di Time con il Pc come personaggio dell’anno. L’idea è di Giovanni Giovannini storico presidente della Federazione Italiana Editori Giornali. Da più di 20 anni, in collaborazione con l’Osservatorio TuttiMedia, fotografa i cambiamenti in atto nella società, dando ampio spazio alle eccellenze soprattutto italiane, senza tralasciare le avanguardie estere.

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