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Città Metropolitana. Tito, analisi del voto

Lanciare una nuova rubrica trattanto di politica in Penisola Sorrentina, argomento spinoso gia’ di suo, e’ complicato per una serie di ragioni. Quella che personalmente preferisco e’ la diversita’ di interpretazione e comunicazione di quasi ogni accadimento.

Per completezza al pezzo della scorsa settimana penso sia giusto aggiungere informazioni su chi scrive.  Ho quasi 44 anni e vivo lontano dalla Penisola con la mia famiglia da quasi tre anni. In passato ho trascorso diversi periodi all’estero, vuoi per studio, vuoi per lavoro. A Sant’Agnello sono stato in politica  in prima persona e ho avuto modo di interessarmi anche di cose al di fuori dell’ambito politico locale.

Visto il ricambio generazionale e l’incredibile ascesa dei mondi virtuali, mi sembra lecito un confronto, anche acceso sui dee espresse pubblicamente. Le mie pero’ sono idee personali e non necessariamente verbo per le masse. Dopo aver letto alcuni commenti su FB forse era il caso di ribadire il concetto ancora una volta.

Ho trovato interessante leggere I commenti al pezzo su quanto potrebbe essere bella la nostra terra. Sicuramente avrei potuto spiegare di piu’ che la cosa importante non era tanto la lista di persone da coinvolgere, ma l’idea di riunirle, anche al di la’ di contrastanti personalita’ e ideologie. Pochi caratteri per un post attraverso un social non sono il massimo per comunicare. Lo capisco bene. Per farlo nella maniera giusta ci sono altri mezzi, e c’e’ l’attivita’, quella vera, che si fa incontrandosi e parlando.

Molti, che siano giovani, adulti o “vecchiume” (mi approprio temporaneamente di un termine non mio, che tra l’altro nemmeno apprezzo…) sanno che il social network puo’ arrivare fino ad un certo punto.

Dopo quel certo punto comincia la vita vera, e l’azione che puo’ cambiare le cose. Sicuramente lo sa Peppe Tito, Sindaco di Meta, evidentemente uomo di “campo”, ma anche di “strategia politica”, vista la capacita’ di raccogliere consensi per il Consiglio Metropolitano anche al di la’ della nostra terra.

Non c’era nulla di scontato nella sua elezione. Del resto sugli 87 candidati, solo in 24 hanno ottenuto la poltrona. Se parliamo di ambito Penisola Sorrentina, la cifra ponderata individuale risultata accanto al suo nome e’ chiaramente deficitaria. Considerando il totale dei 92 aventi diritto tra gli amministratori da Vico a Massa, senza dilungarci nella complicata tabella di valutazione dei voti a seconda della popolosita’ dei Comuni rappresentati, appare chiaro che le 77 preferenze avrebbero potuto essere molte di piu’. La sensazione e’ che se in almeno tre Comuni su sei avessero spinto per Tito, andando al di la’ di esistenti equilibri politici (ancora molto forti, evidentemente), la posizione del Sindaco di Meta sarebbe ancora piu’ forte in quota PD alla Citta’ Metropolitana.

Prima di proseguire chiarisco di non condividere le modalita’ di questa elezione, e a dirla tutta, non mi piace nemmeno il criterio per il quale il voto di un Consigliere di Sant’Agnello valga meno di quello di altri Comuni.  Sara’ che sono di Centro Destra…

I Franchi tiratori citati dall’amico Salvatore Dare hanno evidentemente fatto la loro parte, e se parliamo di logica di partiti ci sta anche. Del resto, ricordo personalmente come nella mia amata Sant’Agnello, quando a candidarsi a quella che allora era Provincia, era Sagristani, perfino i “suoi” assessori e consiglieri (allora nell’amministrazione Orlando, voluta da tutti noi, insieme a Sagristani) se ne stettero a casa per tutta la campagna elettorale. All’epoca pero’ e non si offenda nessuno, Sagristani a Sant’Agnello vinceva da solo. Chi come me e pochi altri si spesero per lui portarono qualcosa che abbelli’ il risultato, che pero’ era di per se’ gia’ fatto di suo.

E in tema di chiaramenti (dovuti, viste le caratteristiche della vita virtuale di molti), sulla questione legata all’elenco dei “possibili salvatori della Penisola” ribadisco come non ci sono preclusioni da parte mia, tanto meno legate alla giovane eta’.

Cito quanto avvenuto nel 2003, alle Comunali del mio paese. Con quella che allora si chiamava Lista Giovani per Sant’Agnello, portammo in Consiglio Comunale le quattro piu’ giovani presenze dell’intero Consesso Civico (personalmente io ero il secondo piu’ giovane, ndr.). Tra sorrisi, pacche sulle spalle e complimenti ci fu detto anche tanto altro. Ci additarono come promotori di una lista “civetta” di Sagristani, cercando continuamente lo scontro e la polemica.

Ricevevamo pressioni su ogni argomento da dibattere. A quei tempi non esisteva FB e quindi non si lanciavano strali a mezzo tastiera. Ci siamo stati male, ma siamo anche cresciuti. Si, perche’ la politica attiva non e’ un gioco, e ha delle regole molto difficili da digerire. Avevamo fra I 28 ed I 32 anni. Non c’erano scontri fra giovani e “vecchiume”, ma c’era il confronto fra chi aveva piu’ e meno esperienza. Molte volte ci consigliavano di ascoltare, documentarci e poi parlare. Anche a noi piaceva l’idea di battagliare per migliorare le cose. Piano piano riuscimmo a ritagliarci qualche spazio, ottenendo anche delle deleghe.

Su FB ho letto dei nomi di giovani (che non conosco personalmente) e mi piacerebbe vederli all’opera insieme. Oggi, dopo aver riletto ed interpretato I risultati delle elezioni della Citta’ Metropolitana mi rendo conto che di gente che collabora insieme per la nostra terra c’e’ bisogno piu’ che mai.

Che dire! Ci siamo “sbattuti” tanto sulle varie bacheche dei social per una lista di nomi, dimenticandoci che ci sono divisioni a pochi km di distanza. Le dichiarazioni di un popolare politico Sorrentino all’indomani dell’elezione di Peppe Tito, in piena vena polemica contro chi alla Provincia ci e’ gia’ stato, rappresentando (bene o male, ad ognuno il suo giudizio, ndr.) la nostra terra, mi lasciano perplesso. Sa’ tanto di sassolone da tirare fuori dalla scarpa, e purtroppo non puo’ non essere indice di qualcosa di negativo per l’unione di una terra.

Ai Sindaci ed a Peppe Tito la possibilita’ di coinvolgere o meno, superando incomprensioni e screzi personali…

Salvatore Siviero