Share, , Google Plus, Pinterest,

Print

Posted in:

Valentina Pepe, la giornalista di Piano che scrive per Panorama

Sette in famiglia, pc sempre accesso e relazioni con architetti, musicisti e scrittori di fama mondiale. Dalla Penisola sorrentina a Milano, una vita di occasioni e “connessioni”

Indossa con stile un entusiasmo contagioso. Sorride e fa parlare le mani, con quel vezzo tipico che svela le radici. Perché al sud, il sole arriva negli occhi e si scioglie nei gesti. È così anche per Valentina Pepe, la designer d’interni di Piano di Sorrento conosciuta in tutta Italia. Un curriculum professionale che fa impallidire – interior designer e giornalista per Panorama e testate specializzate in design e architettura – e una assoluta versatilità non solo nei temi che tratta, ma anche nella capacità di relazionarsi a tutti, dai trend setter della Milano che conta agli artisti, artigiani e piccoli imprenditori scoperti durante la “realizzazione” dei suoi articoli. Perché per Valentina scrivere è il punto d’arrivo di un processo che parte da un’intuizione e percorre  un iter di studio, di ricerca, di analisi e, soprattutto, di sintesi.

Cosa ti piace del tuo lavoro?         

Il processo creativo. Immagini una pagina e, poi, la vedi stampata proprio così, come la avevi pensata. Intanto, per arrivare a quel risultato, hai conseguito un” master “sull’argomento che hai trattato per la tua rubrica, perché hai trascorso le notti a leggere, informarti, ricercare, sfogliare rubriche e navigare in Internet. Un percorso meraviglioso, di arricchimento e crescita. E di connessioni.

Connessioni?

Rapporti, relazioni, contatti. Questo lavoro mi permette di conoscere persone meravigliose, guru del settore del design e dell’architettura, ma anche scrittori, musicisti, stilisti. Le interviste ti dischiudono la possibilità di conoscere personaggi incredibili. Mi capita di entrare nelle loro case, di leggere negli arredamenti le loro storie, di sentire affiorare dei ricordi e raccoglierli. Ciascuno mi lascia un frammento di sé. È forse questa la parte più bella del mio lavoro. E Milano, in questo, è una città complice.

In che senso?

Milano è la città delle opportunità. Puoi scendere a prendere un aperitivo e conoscere la persona in grado di cambiarti la vita. A un paio di “miracoli” ho assistito e, in parte contribuito. In alcuni casi, mi sembra di essere stata io stessa un canale di energie. Se ad una barista, dallo smisurato talento di illustratrice, dai l’occasione di entrare in contatto con brand importanti, il suo futuro cambierà. Vale lo stesso per piccole aziende. Scovo in rete qualche dettaglio che mi colpisce. Telefono e scopro che dietro un oggetto c’è un vissuto e ci sono idee, persone, storie. Nella potenzialità dell’incontro, c’è il valore aggiunto di Milano.

Sembri innamorata della tua città d’adozione…

Ho vissuto a Roma, a Perugia, a Bologna e ho amato tutti i posti dove sono stata, ma di Milano sono innamorata. I servizi sono efficienti, gli stimoli continui. Vivo in una zona dove stiamo sperimentando il “social street”, una rete di quartiere dove si organizzano eventi, si offre sostegno, si scambiano  notizie, richieste, informazioni. Ho venduto l’auto. La mattina posso scegliere di muovermi con tram, metro o bus. Il senso civico è altissimo e le voci critiche di cittadini e associazioni spingono  l’amministrazione a far funzionare tutto. Ovviamente, mi mancano tanti aspetti della vita in Penisola sorrentina .

Per esempio?

Mi manca percorrere le strade e ritornare ai ricordi evocati. E mi mancano gli affetti, la famiglia, gli amici di sempre. Trasferirsi significa sempre ripartire da quello che si è. Rappresenta un’opportunità, ma anche il rischio di perdere qualcosa di sé. Siamo molto di più delle persone che siamo diventate.

Ripercorriamo un po’ il tuo percorso professionale?

Dopo la laurea in Lettere Moderne e Conservazione dei Beni Culturali ho seguito un master in design e arredamento. Così, ho scoperto una vera passione per l’architettura di interni e product design. Così, ho iniziato a lavorare nella progettazione degli spazi per l’accoglienza, uffici e residenze. Un giorno, per lavoro, mi sono trovata ad una riunione con la redazione di fanpage a Napoli. A strettissimo giro mi è stata proposta la collaborazione e sono divenuta autrice, curatrice ed articolista per la sezione design di un portale che, per traffico web certificato, è il terzo in Europa. A Napoli è iniziato il mio percorso di giornalista, che è poi decollato a Milano. Sempre per quelle “connessioni” di cui prima parlavo.

Ora con chi collabori?

Scrivo per periodici e blog del settore, tra i quali Design d’autore, che vanta 3,4 mln like su facebook e Luxos magazine. Ho un mio blog di arte, design, architettura, fotografia e moda. www.valentinapepe.it e lavoro come regolar contributor con il settimanale Panorama, edito dal gruppo Mondadori. Poi, curo diversi profili pubblici social e creo progetti di comunicazione e strategie per aziende e studi di architettura.

Una delle esperienze professionali che ti è piaciuta di più?

Qualche tempo fa sono stata autrice di un rotocalco di tendenze contemporanee in onda su Sky. Il processo creativo mi ha portato a curare musiche, immagini, testo.  Un lavoro tanto impegnativo quanto appagante. In genere non amo molto apparire, preferisco rimanere dietro le quinte. Temo che l’outfit metta in ombra il lavoro che c’è dietro. Eppure, mi è piaciuto.

Pensi mai a fare televisione?

Ho avuto delle proposte, ma ho declinato. Per ora ve bene così.

Dove vuoi arrivare?

A mantenere un equilibrio tra la mia dimensione “casalinga” e la mia vita professionale. Armonia, questo il mio obiettivo. Poi, voglio ampliare conoscenze e competenze, voglio imparare tante cose, voglio sperimentarmi su temi che mi sono ostici o che considero lontani dalla mia sensibilità. Mi piacciono le sfide. Quando ho un obiettivo, smuovo mare e monti per poterlo conseguire.

Che casalinga sei?

Mi ostino ad essere un fenomeno. Sveglia all’alba e folletto prima di svegliare le bambine. Mi piace l’ordine, in casa, come nelle giornate. Sono metodica, cucino almeno due volte al giorno e ottimizzo i tempi facendo la spesa con un click. Di mattina lavoro come una forsennata, di pomeriggio sono la mamma che recupera le ragazze a scuola, segue gli impegni scolastici e non, è attenta ai cambiamenti e cerca il dialogo. Spesso rinuncio ad eventi, ma quando proprio non posso mancare, allora porto con me la mia grande famiglia. È incredibile la capacità di adattarsi dei bambini. Una dodicenne può trasformarsi, in una serata, in una PR di professione. Ecco perché è meraviglioso seguire i figli, perché è impareggiabile la soddisfazione che possono darti le loro riflessioni, complesse e sorprendenti insieme.

Riesci a conciliare tutto?

Non è sempre semplice. Ma mi faccio in quattro perché mi piace il mio lavoro e perché adoro la mia famiglia allargata. Siamo in sette, ed è bellissimo. Poco male se viene erosa un po’ di mondanità. In compenso ci addormentiamo insieme. Vivo con serenità la mia dimensione di mamma. Lo ho scelto e ne sono felice.

Come ti definiresti?

Sono un’ottimista, credo nella forza positiva delle persone e dei messaggi. Mi piace chi ha realizzato il proprio sogno e non ne provo invidia. Piuttosto, guardo con ammirazione quelli che hanno successo e che sanno vivere bene. Ecco, io sono una che ama la felicità.

Nancy De Maio

 

One Comment

Leave a Reply