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Un laboratorio di cosmesi all’Oncologia del Pausillipon per coccolare ragazze e care-givers

Il progetto é coordinato dalla dottoressa Myriam Mazza

Il 13 marzo è partito con grande successo presso il reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Santobono-Pausilipon il progetto “CoccoliAMOci”, promosso dall’Associazione Genitori Insieme onlus (ex Carmine Gallo onlus) e coordinato dalla dottoressa Myriam Mazza, la giovane farmacista e cosmetologa di Torre del Greco recentemente insignita di un prestigioso riconoscimento nel corso di “Cosmofarma Exhibition 2019”, la grande kermesse nazionale della Farmacia che si è tenuta a BolognaFiere: il titolo di “farmacista dell’anno” negli Innovation Awards 2019. Questo premio le è stato riconosciuto proprio in virtù del suo forte impegno sul fronte della cosmesi oncologica, col progetto nazionale di volontariato che ha fondato, “Ricomincio da Me – Laboratorio di Estetica Sociale e Oncologica”, a favore delle pazienti affette da cancro, al fine di migliorarne la qualità della vita e coadiuvarne la risposta alle terapie, donando loro una dimensione di normalità attraverso la cosmesi. “Il tocco gentile- afferma- ricorda alle ammalate che hanno un corpo che può essere ancora fonte di benessere”. Il suo motto è: “Quando si cura una malattia si può vincere o perdere, ma quando si cura una persona si vince sempre”. Il protocollo operativo che la dottoressa Mazza ha elaborato grazie alle sue elevate competenze in tema di scienze e tecniche cosmetiche in campo oncologico, sta avendo successo nei reparti di Oncologia di tutta Italia, a partire da Messina dove è stato sperimentato per la prima volta un anno fa, e da marzo è approdato al Pausillipon di Napoli. Il progetto ‘CoccoliAMOci’ è dedicato alle adolescenti ricoverate con malattie tumorali e anche alle mamme dei bambini ammalati, per ridurne lo stress attraverso il recupero della loro dimensione femminile. Spiega Myriam: “L’estetica oncologica restituisce alle pazienti non solo la loro immagine, ma qualcosa di più profondo e prezioso: la sicurezza, il rispetto e l’amore per sè stessi. Tenere questi laboratori in ospedale ha l’obiettivo di cambiare la concezione degli spazi: il reparto non più solo come luogo di cura ma anche luogo di benessere. Sentirsi bella significa sentirsi viva, reattiva, avere una nuova speranza”. Il laboratorio si articola in due momenti: una parte teorico/dimostrativa e una pratica. La parte teorica, “Pelle e cosmetici: istruzioni per l’uso”, si basa su un laboratorio didattico con suggerimenti pratici per preparare la pelle alle terapie o al trucco, e prevede anche uno spazio per rispondere alle domande, in realtà una sorta di salotto tra amiche dove si chiacchiera e ci si confronta su tanti temi. Il momento pratico, denominato “Benessere”, prevede la possibilità di effettuare manicure, pedicure, o trattamenti viso/corpo mirati e personalizzati. Il tutto viene eseguito con guanti, le manualità sono dolci e delicate secondo il metodo che la Mazza ha acquisito specializzandosi presso l’ospedale San Raffaele di Milano. I trattamenti sono esclusivi e cambiano in base alle persone; per le adolescenti in cura, sono eseguiti solo previa autorizzazione degli oncologi. “Abbiamo deciso di fare questo progetto rivolto alle mamme e papà dei piccoli pazienti, che spesso per il dolore si ammalano insieme ai figli”, spiega la presidentessa dell’associazione Genitori Insieme onlus, Fiorella di Fiore, che aggiunge: “la figura del genitore in questi momenti di grande difficoltà per il bambino deve ispirare forza, positività, coraggio. Aiutare le madri a ritrovare l’immagine di sé, a non apparire distrutte ai propri figli o anche semplicemente a rilassarsi pochi minuti, sono gesti importanti, pur nella loro apparente semplicità”. Il laboratorio si terrà ancora nelle sale giochi del reparto ancora a maggio e giugno e poi riprenderà a settembre. Purtroppo in Italia ogni anno circa 2.200 bambini e ragazzi ricevono una diagnosi di tumore; tuttavia, grazie ai progressi nelle terapie, quelli che possono dire di averlo superata sono oggi ben 44.000: un esercito di giovani, molti dei quali ormai trentenni. A tutti i bambini e gli adolescenti colpiti, idealmente, è dedicato ogni gesto di attenzione e cura compiuto dagli operatori sanitari che si occupano di questa malattia. Fosse anche l’applicazione di un po’ di crema.

Carlo Alfaro