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A tu per tu con Francesco Mauro (Pd): “Mai inciuci con Cuomo. Tito lancia Sagristani, ma lui non sembra entusiasta. Governare Sorrento? Ci proveremo”

Il consigliere: "Figlio di papà? Cammino sulle mie gambe. La principale opera pubblica è la manutenzione dell'arredo urbano..."

A tu per tu è uno spazio di confronto, un angolo di riflessione, una lunga chiacchierata, libera, spontanea, senza schemi prefissati.
Dopo il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, oggi chiude il primo giro Francesco Mauro, componente dell’opposizione in Consiglio comunale.

Consigliere, cominciamo dalla fine. Giuseppe Tito, che è esponente del suo stesso partito, vuole Piergiorgio Sagristani candidato alla Camera, nell’ambito del centrosinistra. Al di là della solita girandola di opinioni sul nome di Sagristani, secondo lei, cosa spinge un amministratore ad uscire allo scoperto, in maniera così prematura?  Strategia per preparare il terreno? O per “bruciarne” la candidatura? O altro?
“Facciamo uno step indietro: l’attuale legge elettorale non prevede coalizioni. La parola centrosinistra quindi si rivolge al Partito Democratico, e dubito che la selezione del candidato espressione della comunità democratica del nostro territorio seguirà questo tipo di imposizione. Il sindaco Tito sta svolgendo un ruolo di catalizzatore politico e in questo discorso cerca di far stare dentro anche Sagristani. Il quale non mi è sembrato entusiasta di questo “lancio”.

 francesco-mauro2A proposito di “insolite alleanze”, lei sostiene il “Sì” al prossimo referendum costituzionale.  Posizione condivisa da alcuni dei suoi “avversari” politici: anche il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, e l’ex assessore Raffaele Apreda voteranno sì. Come valuta questa strana circostanza? Sono cambiati loro o è cambiata la… “sinistra”?
“E’ una circostanza di merito. Quando si parla di referendum costituzionale faremmo bene ad accantonare le etichette di “destra” e “sinistra”. In questo momento il sì al referendum del 4 dicembre incarna le istanze di cambiamento che provengono da più parti della società italiana. Non mi stupisce una loro apertura verso il “sì” né ci leggo implicazioni politiche o ideologiche”.

Consigliere, facciamo un passo indietro. Nel 2015 il centrosinistra sorrentino è ritornato nuovamente alle origini, presentando un candidato sindaco che, dopo un primo storico mandato dal 1995 al 2000, aveva già provato, senza successo, la scalata verso la ri-elezione. Un dato in controtendenza rispetto al trend nazionale, dove il Pd è riuscito, quanto meno, a portare ai vertici o a candidare figure completamente nuove. Quanto è difficile questo processo a Sorrento? A parte lei, naturalmente, che è comunque molto giovane…
“Ho sempre parlato molto poco del periodo pre-elettorale che ha portato alla candidatura del prof. Pinto, essendoci aspetti anche personali di alcuni attori della vicenda. Proprio quella scelta, però, ci ha consentito di ripartire adesso con un nuovo corso: stiamo attuando la rotazione dei Consiglieri Comunali, c’è una nuova segreteria politica relativamente giovane, sta ripartendo il progetto dei Giovani Democratici. Non è facile, ma ci stiamo provando”.

Qualcuno, alla vigilia delle Comunali del 2015, vi definì la stampella di Giuseppe Cuomo. La vostra presunta “amicizia” si è poi rotta sulle tematiche del Comune unico. Adesso lo può dire: c’era un patto di non belligeranza? Dov’è la verità?
“Siamo stati, siamo e saremo alternativi alle Giunte Cuomo. Per visione della Città, modalità di fare politica e di intendere le istituzioni. Adesso basta con queste chiacchiere da bar: non c’è mai stato alcun accordo con Cuomo. Punto”.giuseppe-cuomo4

Da una analisi superficiale, la sinistra sorrentina sembra accontentarsi di… perdere. Nel senso: conosce molto bene il territorio e i suoi problemi, e sa elaborare una ricetta sempre puntuale e aderente. Dietro questa saggezza, però, c’è anche il rischio di crogiolarsi nella stessa presunta consapevolezza di essere un po’ i migliori. Lo dimostra il fatto che al momento di raccogliere i frutti in una tornata elettorale, qualcosa oggettivamente non funziona.  Questa – ripeto – è una analisi superficiale. Qual è l’analisi un po’ più approfondita?
“Per fare la guerra servono i soldati, inteso anche e soprattutto come radicamento nel tessuto sociale. Non è facile costruire un rapporto di questo tipo con l’elettorato, soprattutto quando non hai la possibilità di fare politica per mestiere. Qui però nessuno si crogiola, anzi siamo sempre molto autocritici, forse anche troppo. Poi c’è un gap su come siamo visti all’esterno e su come comunichiamo le nostre attività, anche questo è un aspetto importante”.

Fino a pochi anni fa, la sinistra sorrentina riusciva quanto meno ad acquisire le simpatie di cooperative, associazioni, e del mondo del volontariato in genere. Non parlo di gestione clientelare delle stesse, sia chiaro. Quelle realtà provenivano, comunque, da una cultura di sinistra. Oggi, almeno a Sorrento, sembra succedere l’inverso: la cosiddetta “destra” si rivolge e attinge a larghe mani da questo mondo.  Non è che state perdendo ‘contatti’ con il vostro elettorato storico?
“Eviterei di semplificare in questo modo i termini “sinistra” e “destra”. Dopodiché è innegabile che tale processo è continuamente alimentato dalla gestione clientelare della cosa pubblica. Per quanto ci riguarda, lo ripeto: abbiamo la necessità di riconnetterci al tessuto sociale cittadino”.

Quella del lavoro è una tematica tanto cara alla “vecchia” sinistra. A Sorrento, ci sono migliaia di lavoratori a tempo determinato, tanti praticamente “sfruttati” in nome del raggiungimento dell’indennità di disoccupazione. Voi cosa fate?
“In troppi fanno finta di non ricordare che Sorrento è stata la prima Città d’Italia e esprimere il proprio dissenso e preoccupazione riguardo la NASPI, tramite un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale. E sapete da chi era stato proposto? Dal Partito Democratico!  Il Comune di Sorrento si è poi dotato di un tavolo di concertazione (ormai inutilizzato) per concordare la strategia turistica con operatori e lavoratori del settore. E sapete da chi era stato proposto? Dal Partito Democratico. A Sorrento è poi stato ospitato in un’iniziativa pubblica il prof. Taddei, tra i principali autori del Jobs Act, che ha chiarito alcuni aspetti della norma e della NASPI. E sapete l’incontro chi l’ha organizzato? Il Partito Democratico. In occasione del bilancio previsionale 2016 sono stati proposti alcuni correttivi locali in favore dei lavoratori stagionali, purtroppo bocciati. E sapete chi ha portato avanti questa battaglia? Il Partito Democratico.
Ma guardiamo avanti: pochi giorni fa ho partecipato con piacere a un’assemblea di lavoratori stagionali, confermando il nostro impegno verso la causa, a breve ci saranno novità”.

Consigliere, è risaputo il suo giudizio negativo sull’amministrazione comunale. Ma qual è la cosa che più l’ha fatta incavolare in questi mesi di consiliatura, tra i banchi dell’opposizione?
“Il ruolo delle opposizioni talvolta è semplicemente essere “contro”. A Sorrento abbiamo la fortuna che le opposizioni in Consiglio Comunale si sono sempre dimostrate aperte al confronto e mai strumentali, offrendo la propria disponibilità per migliorare i provvedimenti adottati. Chi rifugge spesso a questa logica è la maggioranza, e nulla fa più rabbia che sbattere contro un muro di gomma”.

Qual è invece la cosa che ha più apprezzato? Sempre se c’è…
“L’istituzione dello “sportello Europa” in convenzione gratuita con la Fondazione ITS-BACT, progetto portato avanti silenziosamente dal vicesindaco Cancellieri e snobbato dal resto dell’esecutivo. Imprese, associazioni e semplici cittadini hanno oggi uno strumento gratuito di supporto per la partecipazione ai bandi comunitari, allargando il campo delle opportunità a loro disposizione. E’ un progetto molto interessante”.

Consigliere, un gioco: lei è il sindaco di Sorrento. Qual è la prima cosa che fa?
“Materialmente? Scopa, paletta e si ripulisce il Comune, la casa di tutti i cittadini”.

E la seconda?
“24 ore in cammino per le frazioni e per il centro toccando con mano i problemi e confrontandomi con i cittadini (non più come candidato, ma come sindaco), partendo da chi non mi ha votato. Poi al lavoro per rispettare il programma e gli impegni presi”.

Un giro di opinioni su qualche tematica che già proposi al sindaco di Sorrento.

  • SorrentoIl turismo a Sorrento è un comparto in ascesa: di chi il merito?
    “Dal lato della domanda: crisi delle destinazioni concorrenti. Dal lato dell’offerta: l’incredibile patrimonio di competenze e know-how dei lavoratori nel settore dell’accoglienza, sono loro la vera risorsa distintiva per il nostro turismo”.
  • Eventi: c’è una critica, sempre molto vibrante da parte dell’opposizione, per i costi eccessivi, rapportati ai benefici. Ma lei al governo cittadino, cosa farebbe?
    “Una politica turistica di livello necessita di un adeguato cartellone di eventi, ma neanche basarsi unicamente su questo. Per prima cosa va fatto uno studio sull’impatto che questi eventi hanno avuto sull’incoming turistico. No agli sprechi, no a eventi “ad personam”. Ma soprattutto concordare tipologia di manifestazioni e periodo dell’anno insieme agli operatori del settore”.
  • Tassa di soggiorno: come gestirebbe l’investimento?
    “Attuando la legge: recupero e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico”.
  • Sicurezza stradale, come interverrebbe per rendere più sicure le nostre strade?
    “E’ essenziale migliorare la luminosità, soprattutto in prossimità degli attraversamenti pedonali, regolamentare la sosta e il transito degli autobus turistici, riposizionare gli stalli di sosta a distanza rispetto le strisce pedonali. Ma soprattutto controlli sul rispetto di tutto il Codice della Strada”.
  • Si parla di bici contromano: sarebbe favorevole alla realizzazione di una pista ciclabile? Lo ritiene un intervento fattibile?
    “La mia idea di Città prevede mobilità sostenibile e pedonalizzazione del centro. Abbiamo strade molto strette per la realizzazione delle piste ciclabili, andrebbero rimosse le aree di sosta. E poi una pista ciclabile solo interna alla Città, per la “grandezza” di Sorrento, non ha molto senso”.
  • Ordinanza antirom: favorevole?
    “Assolutamente contrario. Non risolve il problema ma getta solo fumo negli occhi, combattendo i poveri e non la povertà. Se poi si ritiene ci siano altri motivi, dall’ordine pubblico a condizioni di salute, non può essere questo lo strumento per affrontarli”.
  • Buca dopo la pioggia

    Opere pubbliche: qual è la priorità a Sorrento?
    “La manutenzione dell’arredo urbano”.

  • Parcheggio Lauro, favorevole o meno al project?  Ha mai pensato di andare dal presidente della Regione De Luca, suo “compagno” di partito, per chiedere il ri-finanziamento dell’opera?
    “Sono tendenzialmente contrario al project financing perché la ritengo un’opera dalla fondamentale rilevanza strategica per la Città, quindi di primario interesse pubblico. De Luca si assunse l’impegno in campagna elettorale, nel mio piccolo sto segnalando ai miei riferimenti, il tema resta caldo”.
  • Parco Giò: lei è favorevole? Secondo lei, ci sono i margini per superare i rilievi finora evidenziati?
    “Favorevole alla creazione di un parco pubblico e alla restituzione di un “polmone verde” a quella parte di Sorrento. I rilievi possono essere tutti superati, ma non vedo la volontà politica della maggioranza per farlo, l’interesse per la realizzazione di un parcheggio, seppur a norma della vigente programmazione urbanistica, è ancora forte. Il punto critico è: chi acquista il terreno? Se deve farlo il Comune ritengo che sia un investimento assolutamente non prioritario, considerati i vincoli di bilancio e la gravità di altre situazioni cittadine. In ogni caso è urgente emettere l’ordinanza per il ripristino dello stato dei luoghi, se il privato non ottempera si profila l’acquisizione a patrimonio comunale”.
  • Barriere architettoniche: oramai, al di là degli ostacoli urbanistici, la città sembra assediata anche da ostacoli apparentemente mobili. Tavolini, sedie, mercanzie varie, carichi e scarichi di bus turistici o di pulmini a noleggio. Cosa propone per contemperare le esigenze legittime di chi vive con le esigenze di chi lavora?
    “Definire le regole chiare e precise con le organizzazioni dei commercianti e dei trasporti. Non è possibile assistere alla privazione degli spazi dei cittadini in questo modo. E’ necessario trovare un punto di equilibrio tra le parti: chi fa impresa deve essere tutelato, ma deve prima di tutto rispettare le regole”.
  • C’è un problema salute quasi scomparso dalle agende della politica: il Pd fece approvare un atto di indirizzo per il monitoraggio di aria e mare. Dov’è finito?
    “Me lo chiedo anche io, l’amministrazione sembra avere altre priorità. L’argomento non gli interessa”.
  • Stadio Italia: voterebbe il progetto del comandante Aponte?
    “Sì, purché prevalga l’interesse pubblico”.
  • Mobilità in costiera sorrentina: quanto è difficile mettersi d’accordo con i Comuni limitrofi e tentare di approntare un piano traffico intercomunale?
    “Il piano esiste già, fu approvato quasi 20 anni fa (giunta Pinto a Sorrento) ma mai attuato e probabilmente oggi andrebbe rivisto. Ma questo è solo uno dei problemi comprensoriali che fanno capire la necessità di avere un decisore unico: troppi galli a cantare non fa mai giorno”.

Consigliere, come si vince a Sorrento? O meglio, la sinistra ha ancora chance di tornare a governare? Lei dirà sicuramente di sì, ma potrebbe “argomentare”? “Radicamento territoriale che interpreti la voglia di cambiamento. Al momento non esiste nessuno dei due fattori, e questo non dipende solo dal centrosinistra. La Città è politicamente stanca, è critica verso la nullafacenza di questa amministrazione ma non ha ancora la forza e il coraggio di andare verso qualcosa di nuovo. Bisogna costruire il giusto entusiasmo intorno a un progetto collettivo e plurale, limitarci a parlare di “sinistra” a Sorrento significa perdere in partenza. E’ necessario aprirsi al mondo dell’attivismo civile e sociale, il quale però, se continua a voler essere “super partes”, finisce con l’essere il miglior alleato dello status quo”.

Mauro, quanto pesa il suo cognome? E quanto incide l’apporto di suo padre nella sua attività politica?
Abbastanza da essere libero nelle scelte e per frenare prima di decisioni avventate. Papà è una risorsa utile per chi fa politica a Sorrento, in qualsiasi schieramento. Averlo a casa è una fonte continua di spunti e informazioni utili, ma lo ripeto sempre: cammino sulle mie gambe”.

Oramai la politica è cambiata: si è passati dal manifestino attaccato di notte, ad una politica da social network. Lei come utilizza Facebook per la sua attività pubblica?
“La comunicazione politica ormai è sempre più sostanza, oltre che forma. Utilizzo quotidianamente i social per diffondere le mie idee e la mia esperienza in Consiglio Comunale, forse annoiando qualcuno ma va bene così”.

Domanda di marzulliana memoria: qual è il suo sogno ricorrente per Sorrento?
“Una Città in cui, terminati gli studi, hai la possibilità di restare e costruirti un futuro, anche se non hai alle spalle una famiglia agiata. Una volta si diceva che “anche l’operaio vuole il figlio dottore”, e penso sia questo il sogno più bello che si possa avere per le prossime generazioni”.

Giuseppe Damiano

2 Comments

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  1. La scrittura di Damiano è piacevole perchè non è infiocchettata da frasi fatte e luoghi comuni di cui abusano tanti dilettanti allo sbaraglio e il livrea.