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Tante emozioni in circolo..tra i banchi di scuola!

Se volessimo dare una colonna sonora alla settimana appena trascorsa, il suono della campanella ci pare sia quello che meglio la rappresenta. I cancelli delle scuole si sono nuovamente aperti alle scolaresche. Il traffico è tornato ad essere in tilt nelle fasce orarie di ingresso e di uscita da scuola. Trovandosi in giro a quell’ora, non si può fare a meno di constatare le svariate sfumature di emozioni e vissuti che accompagnano questo momento. Per alcuni è tempo di primo inserimento. Per altri è arrivato il momento di passare al grado successivo di scuola. Per molti è giunta l’ora di ritornare alla propria classe e di rivedere compagni e docenti salutati temporaneamente a giugno. Così ci si ritrova ad incrociare i volti stanchi e sbadiglianti di chi, un po’ alla volta, dovrà riabituarsi alla levataccia mattutina. Bimbetti che indossano il loro nuovissimo zainetto con le immagini del cartone preferito quasi trascinati verso nuove esperienze. Corpi tesi di fronte all’incertezza di cosa li attenderà. Gruppetti di giovani intenti a raccontarsi le avventure di questa, oramai quasi al termine, estate 2018, talvolta incuranti di macchine e moto che cercano di farsi strada. Qualche sorriso sul volto di quei genitori che, finalmente, avranno tempo per respirare un po’ mentre i loro figli saranno impegnati a scuola. Per fortuna anche la gioia negli occhi di un bel po’ di bambini e ragazzi desiderosi di tornare tra i banchi, insieme ai loro compagni, per imparare tante nuove cose. Insomma un momento carico e significativo, per alcuni più che per altri, da non sottovalutare e da gestire adeguatamente per favorire una buona relazione tra lo studente ed il suo universo scolastico. Proviamo a darvi qualche suggerimento concreto. Innanzitutto è importante che i genitori costruiscano un dialogo con i figli rispetto a come stanno vivendo questo momento. Per farlo non è sufficiente chiedere un generico “com’è andata?” o “cosa avete fatto?”. In molti casi ci ritroveremo risposte del tipo “tutto bene” e “niente”. Partiamo noi dal raccontare la nostra giornata, qualcosa che ci ha rallegrati o, piuttosto, buttati un po’ giù. Ovvio che il senso non deve essere caricarli dei nostri di vissuti ma predisporli alla condivisione emotiva, in uno scambio quasi giocoso, della serie diciamoci a vicenda una cosa che ci ha resi tristi, una che ci ha fatti felici ed una che ci ha provocato rabbia, ad esempio. Scegliamo il momento giusto, che non sempre è quello in cui ci si ricongiunge e magari c’ è fretta di passare in salumeria, prima che chiuda, o di tornare a casa per preparare il pasto. Costruiamo un buon dialogo anche con gli insegnanti, senza perdere di vista che si ha uno scopo comune e rispetto al quale non si è in competizione. Creiamo relazioni anche con gli altri genitori per favorire frequentazioni tra i figli oltre che intorno ai banchi di scuola: fare i compiti e studiare insieme ai compagni può rendere questo impegno meno gravoso e abituare all’autonomia. Diamo una certa gradualità a questo momento di passaggio: complici le giornate ancora calde, prendiamoci un po’ di tempo prima di riprendere con le altre tante attività che riempiono il pomeriggio di bambini e ragazzi, facendogli godere ancora di passeggiate all’aria aperta e di qualche tuffo in acqua. Osserviamo il comportamento di bambini e ragazzi, monitoriamo il loro atteggiamento rispetto alla scuola, sia dentro, attraverso gli insegnanti, che fuori. Segnali di malessere come particolare ansia, rifiuto di andare a scuola, somatizzazioni come mal di testa e mal di pancia al risveglio, non vanno presi sotto gamba ma compresi, in modo da poter fornire il giusto supporto insieme agli insegnanti e, laddove si faccia fatica a comprendere cosa stia accadendo e a gestirlo, consultando un esperto per delle indicazioni mirate sullo specifico caso. Desideriamo concludere augurando un buon anno scolastico a tutti!

Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043