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Taglio albero di via Caposcannato/ La rabbia di Claudio d’Esposito (WWF): “In 65 anni di storia ha resistito a tutto, tranne che all’ultimo geometra”

“Stiamo approfondendo la vicenda del taglio del Pino di Via Caposcannato. Intendiamo valutare con i legali del WWF le eventuali azioni da intraprendere. Quello che è accaduto è semplicemente vergognoso!!!”.

A parlare è Claudio d’Esposito, il responsabile locale del WWF. D’Esposito ha cominciato a prendere visione della documentazione relativa al vero e proprio blitz che giovedì 25 maggio scorso ha portato all’abbattimento del pino di via Caposcannato.

D’Esposito nel suo intervento aggiunge… 

In sintesi il “parere fitosanitario” è stato redatto in 2 paginette e poche righe. Porta la firma del Dottor Agrario Miriam Frigerio). Sulla scorta di questo parere l’ANAS ha chiesto l’abbattimento dell’albero per “…non correre il rischio di procurare danni”. Ebbene il parere è stato scritto a distanza sulla base di 2 semplici foto. Inviate per corrispondenza? Inoltre senza alcuna verifica in situ delle condizioni dell’albero. A dichiararlo è stato lo stesso agronomo.

Il responsabile del WWF non se la prende solo con l’ANAS. Sbotta infatti anche contro il Comune…

Ma c’è dell’altro. A decidere definitivamente il reale pericolo rappresentato dall’albero è stato il signor Mariano Severi. Severi di professione è “geometra”. E’ in servizio all’UTC di Piano di Sorrento. All’oggetto del suo sopralluogo si legge: “Verifica dello stato di conservazione dell’esemplare di Pigna”. Quasi come se un albero avesse una data di scadenza o magari stesse sotto naftalina?

Secondo d’Esposito il tecnico comunale in appena 10 righe avrebbe “sentenziato”…

“…la base dell’albero si presenta secca, marcia e addirittura sfaldabile con le mani e senza alcuno sforzo!!! Ovvero il tecnico comunale rileva la presenza di marciscenza e secca (?) del colletto dell’albero di che trattasi e dell’apparato radicale a vista (?) Qualcuno dovrebbe spiegare all’apprendista agronomo del comune che una cosa o è “marcia” (eccesso d’acqua) o è “secca” (mancanza d’acqua) … delle due l’una!!! In quanto all’apparato radicale a vista resta da capire come abbia fatto il tecnico geometra a “vedere” le radici che si trovano a decine di metri sotto la superficie del suolo e, in ogni caso sotto il manto stradale? Tuttavia proprio da tali discutibili e surreali osservazioni scaturisce la sentenza di condanna: si evincono i motivi di pericolosità dell’esemplare e il grado di mantenimento e contenimento dello stesso” … roba da Totò e Peppino!!!

Lo sfogo dell’esponente dell’associazione ambientalista si conclude poi con molto rammarico. Rammarico per quanto è accaduto…

“Al di là della facile ironia, resta l’enorme amarezza di aver assistito impotenti alla distruzione di un altro tassello del nostro paesaggio, con l’ennesimo abbattimento di un grande albero, ammirato da tutti e sopravvissuto indenne a sessantacinque anni di storia … sopravvissuto a tutto e tutti ma non all’ultimo geometra che gli ha fatto visita.”