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Pelle a pelle, vicini per stare bene

La pratica di tenere il proprio cucciolo a contatto pelle a pelle, in braccio o in fascia, è una pratica antica, utilizzata anche da altri mammiferi e non esclusiva della nostra specie. Fin dai primi minuti dopo il parto è istintivo per la madre stringere a sé il proprio bambino, percepirne il calore e la consistenza, e nel contempo osservarne la forma, i lineamenti, i movimenti. Si tratta di un momento magico e ad alto impatto emotivo per entrambi i genitori, ma fondamentale anche per il neonato, che nel contatto ritrova l’equilibrio perso con la nascita. Il contatto pelle a pelle e la kangaroo mother care sono pratiche di accudimento istintive e dai numerosi effetti benefici. Per questo sono utilizzate come vere e proprie forme di assistenza e cura del neonato.

KANGAROO MOTHER CARE: il contatto che cura

La marsupioterapia o Kangaroo Mother Care (KMC) è la cura del neonato pretermine, attraverso il contatto pelle a pelle con il genitore.  Si tratta di un metodo che consente di promuovere il benessere e lo sviluppo del neonato, tenendolo semplicemente a contatto diretto con la pelle del genitore. Nel 1978, in Colombia, ispirandosi alle modalità di accudimento dei cuccioli dei marsupiali (la nascita in queste specie avviene “pretermine”, quando il cucciolo per sopravvivere deve alloggiare e nutrirsi a lungo nel marsupio) hanno iniziato a sperimentare questa pratica, semplice ed economica, che da allora si è velocemente diffusa anche nei tecnologici ospedali dei paesi occidentali. In questo caso si parla di kangaroo mother care (KMC) o assistenza con il metodo marsupio, e richiede diverse ore al giorno di contatto pelle a pelle, associato all’allattamento esclusivo al seno (quando possibile) e a una dimissione precoce dall’ospedale.  Fu il pediatra Ray Martinez, ad introdurlo per primo negli anni Settanta a Bogotà, adottandolo come metodo semplice ed efficace per contrastare i problemi dei piccoli prematuri che nascevano in ospedali sovraffollati e sforniti di incubatrici. I benefici del contatto pelle a pelle ed il successo che anche in Europa e negli Stati Uniti riscontrò tra medici ed infermieri, permisero a questo metodo di diffondersi fino a divenire consuetudine in molti reparti di Ostetricia, Neonatologia e Terapia intensiva neonatale.

E’ ormai accertato che la Kangaroo Mother Care apporti benefici notevoli al neonato pretermine e a termine, facilitando tra le altre cose il processo di attaccamento con il genitore, proprio grazie al contatto privilegiato che promuove. Il neonato e il genitore sono coinvolti anche a livello sensoriale. Il contatto pelle a pelle permette loro di annusarsi, toccarsi, sentire l’uno il calore dell’altro, offrendo al piccolo la preziosa sensazione di essere contenuto. Nei neonati prematuri, anche quelli di peso molto basso, il contatto pelle a pelle viene utilizzato come una vera e propria forma di assistenza e cura, in alternativa all’incubatrice.

Quali benefici comporta il contatto pelle a pelle?

L’efficacia di questo approccio è stata messa in luce grazie a studi e ricerche condotti recentemente in diversi Paesi del mondo. La Kangaroo Mother Care favorisce principalmente:

  • L’allattamento al seno
  • Il coinvolgimento della madre, attraverso un contatto più intimo e diretto
  • La relazione genitore/bambino e il processo di attaccamento
  • Un adattamento più rapido alla vita extrauterina
  • Una migliore termoregolazione
  • Una migliore stabilità dei parametri cardiorespiratori
  • Minori aspirazioni e rigurgiti
  • Adattamento e stabilizzazione del neonato
  • Degenza più breve nei neonati prematuri

 

Il contatto pelle a pelle (skin to skin) tra mamma e bambino (ma l’esperienza è utile anche per il papà) può essere considerato una pratica importante anche nei giorni successivi al parto, con importanti benefici per il bambino. Oggi disponiamo di numerose ricerche che ci autorizzano a considerare lo skin to skin sicuro e utile, da proporre e da promuovere ogni volta che le condizioni di mamma e neonato siano stabili.

Per il bambino, i benefici documentati sono numerosi: migliore regolazione termica, minore consumo di calorie e di zuccheri nel sangue, migliore adattamento delle funzioni cardiache e respiratorie, minor consumo di ossigeno, riduzione significativa della durata del pianto, incremento del peso postnatale più rapido, facilitazione dell’avvio all’allattamento, migliore modulazione sonno-veglia. Alcuni studi hanno documentato, anche a distanza di diversi mesi dalla nascita, effetti positivi sulla relazione genitori-figlio e sullo sviluppo neuro-comportamentale del bambino.

Recentemente sono state presentate ricerche che hanno mostrato, durante le ore di contatto pelle a pelle, una significativa riduzione del cortisolo salivare (ormone dello stress) e un aumento dell’ossitocina (ormone del piacere) sia nel neonato sia nel genitore. Gli studi di neuroscienze hanno rilevato differenze tra madri e padri, ma anche per questi ultimi è dimostrata l’utilità e l’efficacia del contatto con il bambino. In molti ospedali, in caso di nascita da cesareo o di impedimento materno, viene proposto il contatto pelle a pelle al papà. Sono descritte interessanti esperienze che utilizzano lo skin to skin anche durante il trasporto in ambulanza del neonato presso un altro ospedale, in alternativa  all’impiego dell’incubatrice.

Lo stato di rilassatezza e il contenimento dello stress legato alla nascita favoriscono lo sviluppo delle regioni cerebrali che regolano le emozioni e le competenze cognitive superiori. L’altro importante settore recentemente indagato dai ricercatori riguarda il microbioma, cioè l’insieme dei germi sani presenti all’interno e sulla superficie del corpo, che, entrando in competizione con i germi patogeni, permette di aumentare enormemente le difese immunitarie ed evitare così lo svilupparsi di pericolose infezioni.

Il modo più efficace di ricevere microbioma materno è proprio lo skin to skin, frequente e prolungato fin dal momento della nascita (o appena possibile). A seguito di un taglio cesareo, soprattutto se non preceduto dal travaglio, il microbioma è scarsamente rappresentato e alcune ore di contatto pelle a pelle al giorno permettono di accelerarne lo sviluppo.

ASSISTENZA E CURA DEL NEONATO

I primi studi con metodologia scientifca sulla KMC sono quelli dei gruppi inglesi, svedesi e olandesi degli anni ‘80. Da allora sono state condotte numerose ricerche e revisioni sistematiche (cioè analisi di diversi studi e quindi di casistiche molto ampie), che ci autorizzano a considerare la kangaroo mother care e il contatto pelle a pelle pratiche sicure e altamente efficaci per l’assistenza sia dei neonati prematuri sia di quelli sani. Si tratta di modalità assistenziali molto semplici e intuitive, essenziali soprattutto nei neonati prematuri e in quelli patologici che devono trascorrere lunghi periodi in ospedale, subendo stimoli dolorosi e stressanti legati alle terapie e agli accertamenti diagnostici.

Con un buon supporto è possibile una KMC anche con neonati di peso inferiore al chilogrammo o con supporti respiratori artificiali, cateteri e sonde. Per i genitori dei neonati patologici è un’occasione per sentirsi utili, per partecipare attivamente alle cure, per conoscere meglio il proprio bambino.

 

Tanti benefici per la salute del piccolo

Ma cosa si intende per contatto pelle a pelle? Il piccolo con indosso solo un cappellino e il pannolino viene posato sul petto della mamma. Il corpo della madre funziona come un termosifone: si è visto che così il bimbo mantiene una giusta temperatura corporea, senza bisogno di incubatrice. A contatto con la mamma, il neonato è tranquillo, la frequenza cardiaca si regolarizza, l’ossigenazione è migliore e si riduce il rischio di ipoglicemia. Grazie a questa vicinanza, la neomamma produce anticorpi mirati per gli agenti patogeni che entrano in contatto con il bimbo, e questi anticorpi vengono poi passati al bebè tramite il latte materno. Secondo alcuni studi, inoltre, il contatto pelle a pelle riduce la percezione del dolore e può influire positivamente sullo sviluppo del sistema nervoso. Il risultato di tutti questi benefici di salute è che il ricovero ospedaliero diventa più breve e si riducono i casi di ri-ospedalizzazione.

Il contatto è la via per riavvicinarsi dopo la separazione della nascita per tutte le coppie mamma-bambino, e rappresenta una risorsa ancor più preziosa per chi ha vissuto l’esperienza traumatica di un parto prematuro.  Per la mamma sentire il corpicino nudo del suo bimbo, il tocco delle manine sulla pelle, è una sensazione intensa, bellissima.  E il bambino ritrova il battito del cuore, la voce, il profumo della mamma, si sente contenuto, protetto, rassicurato. Una situazione di intenso benessere per entrambi, che favorisce e rafforza il loro legame.

Il contatto pelle a pelle favorisce anche la buona riuscita dell’allattamento al seno.  Aumenta del 50% la probabilità di allattamento esclusivo al momento della dimissione ospedaliera, con effetti positivi anche sulla durata delle poppate: quando mamme e bimbi possono stare vicini dopo la nascita, l’allattamento dura più a lungo.

Una pratica molto comune in ambiente ospedaliero, in particolare nelle culture occidentali, è quella di separate le mamme dai loro neonati.  Ma tale separazione costituisce un importante fattore di stress fisiologico per il bambino, che ha invece bisogno del contatto pelle a pelle. Qualcuno potrebbe domandarsi da dove nasce questa moda del contatto pelle-pelle tra il neonato e la mamma. Perché non è sufficiente che la mamma prenda in braccio il suo bambino lavato, pulito e vestito? La risposta è da cercare nella magia e nel mistero dei primi minuti di vita. Subito dopo la nascita il bambino inizia a sedurre la mamma e la mamma inizia ad innamorarsi del suo bambino, non il bambino immaginato durante la gravidanza, ma quello reale che vede per la prima volta, che annusa e che tocca per la prima volta. Prendere in braccio un bambino pulito, profumato e vestito è un po’ come prendere in braccio un bambolotto o un bambino qualunque. Il neonato non ancora lavato, nel contatto pelle-pelle con la mamma, innesca una relazione potente e intima che permette ad entrambi di sentire l’odore e il calore l’uno dell’altro.

 

La madre, senza esserne consapevole, deve elaborare  la sensazione di trovarsi improvvisamente con la pancia vuota, il neonato deve ritrovare l’utero che l’ha nutrito e protetto fino a quel momento. Durante i mesi della gravidanza la donna, sentendo i movimenti del bambino, lo percepisce come una parte di sé; dopo il parto deve cominciare ad accettarlo come una persona separata da lei. E’ probabile che la percezione che la madre ha del suo bambino nei primi minuti di vita possa condizionare il loro rapporto per gli anni successivi o addirittura per tutta la vita; effettivamente molte donne già anziane ricordano e raccontano il loro parto come se fosse avvenuto da poche ore. La nascita è qualcosa che forse accade troppo velocemente, occorre pertanto nei minuti successivi tentare di riappropriarsi del tempo e il contatto pelle-pelle recupera un ritmo più giusto; dopo la tempesta un po’ di calma, così mamma e neonato possono cominciare a ragionare.

Cercando di vedere il parto con gli occhi del neonato è intuitivo che dopo l’avvio della respirazione autonoma egli cerchi di ritornare allo stato rassicurante precedente la nascita, ricerca cioè quello che è stato  definito “l’abbraccio pulsante” dell’utero; il contatto pelle-pelle è un mezzo privilegiato che gli permette di ritrovare quell’abbraccio perso improvvisamente. Dopo la nascita il neonato è sconvolto dal freddo, dalla luce e dai rumori, ma in particolare dal vuoto; avendo vissuto in acqua fino a quel momento sperimenta per la prima volta la forza di gravità ed è terrorizzato dalla sensazione di precipitare; la pancia calda della mamma è il suo nido naturale, è lo spazio che lui stesso ha lasciato libero e che ora può a buon diritto rioccupare. E’ stato dimostrato che se nella prima ora dopo il parto il neonato viene tenuto a contatto pelle-pelle con la sua mamma la conoscenza di entrambi sarà facilitata, la mamma sarà tanto gratificata da sentire meno la stanchezza e il dolore, il neonato sarà tanto tranquillo da aprire gli occhi e cercare il seno. Tutto quello che avverrà nei giorni e nelle settimane successive potrà essere un po’ più semplice e naturale, un passaggio tra l’utero e il mondo meno violento e complicato.

Ad eccezione del neonato e della sua mamma e del suo papà nessun altro adulto è in grado di partecipare fisicamente ed emotivamente alla relazione che si crea col contatto pelle-pelle, e chi ha il compito di fornire assistenza durante il parto dovrebbe fare attenzione a non ostacolare questa relazione.  L’ inizio del dialogo tra il neonato e la mamma dovrebbe avvenire come se in quel momento al mondo ci fossero soltanto loro, o come se in quel momento loro fossero il mondo.

Per info e contatti

Dr.ssa Ostetrica Ilaria Borrelli

ilaria.borrelli1383@gmai.com

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