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Corredino, lista nascita. Il bambino ha bisogno di…

C’era una volta il corredino, quello ricamato, lavorato a maglia, dalla futura mamma che, tra ghettine, babbucce, cappellini e bavaglini ricamati si preparava all’appuntamento con il suo bebè. Lentamente cresceva il pancione e lentamente crescevano copertine di lana e ricami sui lenzuolini, man mano prendeva forma il corredino e prendeva forma anche la consapevolezza di diventare genitori per una giovane coppia.
Oggi c’è la lista nascita e la sua prima caratteristica è la lunghezza e la varietà di prodotti che ci invoglia a comprare, si parte da un minimo di 30 pezzi per arrivare facilmente a 90 prodotti suddivisi per genere: allattamento, pappa, igiene. E in un attimo si è trasformati in “consumatori forti” e anche se c’è la crisi e anche se si può essere in difficoltà : “Di sicuro non risparmieremo sul nostro bambino, per un figlio tutto quello che occorre e anche più!”.
L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha reso noti in questi giorni i costi relativi al mantenimento di un bambino nel primo anno di vita. E, bisogna dirlo, si tratta di cifre che possono spaventare. Pare infatti che accogliere un figlio nel 2017 richiederà ai genitori un investimento finanziario che va da un minimo di 7.000 Euro (7.072,90 per essere precisi) a un massimo di 15.000 Euro (15.140,76). Insomma, un investimento notevole, un investimento non da tutti. Non sorprende che tra le cause della bassa natalità nel nostro paese troviamo proprio la questione economica.
Ovviamente, quando si parla di culle vuote, il discorso è più ampio e complesso, e non si generalizza né semplifica, ma sono tante le giovani coppie che esitano a coronare il desiderio di accogliere un figlio, perché non sono nelle condizioni di affrontare le spese definite indispensabili dal mercato, dalla pubblicità, dal sentire comune. Sì, perché i figli costano. Lo leggiamo sui giornali, lo sentiamo dire in televisione, i dati confermano questa tesi e a furia di dirlo diventa vero. D’altronde, chi vorrebbe far mancare qualcosa al proprio bambino? Per un figlio solo il meglio! Ed eccola qui la domanda. Il punto del discorso. Cos’è il meglio per un bambino che nasce? Di cosa avrà veramente bisogno nei suoi primi mesi e primi anni di vita?
Quello che serve a un neonato nei suoi primi mesi di vita sono mamma e papà, tutto il resto può rimanere tranquillamente sugli scaffali di negozi e farmacie , ma andiamo con ordine.

Un neonato minuscolo quando viene al mondo ha davvero pochissime esigenze: essere tenuto in braccio, essere cullato , allattato, amato. Poi di certo ci sarà bisogno di tenerlo pulito e riscaldato e di cambiarlo. Questa osservazione di partenza consente di osservare attentamente il bambino e i suoi bisogni. Ora non dobbiamo ritornare a lavorare a maglia (fortunata chi padroneggia ancora quest’arte!), ma dobbiamo capire che molti di questi gadget e accessori rispondono non a un bisogno reale dei nostri bambini, ma a un bisogno indotto, creato ad arte dalla pubblicità. Partendo da questa considerazione non diventeremo facili prede della pubblicità che, forte soprattutto dell’inesperienza dei genitori (quando si aspetta il primo figlio è difficile capire cosa può effettivamente servire e cosa no) e del loro legittimo desiderio di garantire tutto il meglio alla creatura che nascerà, li spinge verso la direzione dello shopping sfrenato.
Accanto alla pubblicità va aggiunto il sentire comune, il passaparola tra mamme, che spinge nella direzione dell’acquisto e sovente conferma la necessità di tanti prodotti elencati nelle famose liste nascita, salvo accorgersi poi, dopo la nascita, di aver affrontato molte spese inutili.
In realtà i bambini di ogni tempo e di ogni paese vengono al mondo con poche essenziali esigenze. E alla risposta di queste esigenze, nella maggior parte dei casi, ha provveduto la natura. Un neonato ha bisogno di latte, contenimento, calore. La madre è la risposta. Una risposta perfetta, meravigliosa. E se accanto alla madre c’è un buon papà, coinvolto e partecipe, ecco che siamo a cavallo. Servono braccia amorevoli, latte di mamma, disponibilità e tenerezza per accogliere un bambino. Servono energie, fatica, sostegno alla neomamma, perché crescere un bimbo piccolo è un impegno a tempo pieno, di giorno e di notte.
Va bene, ma non possono vivere di solo amore questi piccolini, giusto? In realtà l’amore fa buona parte del lavoro ma, certamente, ci saranno degli acquisti da fare. Alcuni accessori che per la nostra famiglia possono rivelarsi utili. Alcuni. Non la lunga lista proposta dai negozi specializzati. E per ogni accessorio che decidiamo di acquistare (e se ce lo facessimo prestare da famiglie che non lo usano più?), la spesa può essere elevata o contenuta. Il buon senso e il senso critico sono utilissimi alleati per difendersi dallo shopping compulsivo. Il buon senso e una buona conoscenza di quelle che sono le reali esigenze del bambino. Ecco, conoscere è fondamentale.
Qualche esempio pratico, partiamo dall’igiene del bambino: sul mercato troviamo una vasta mole di detergenti, shampoo, saponi, creme e cremine. Ma cosa serve per il bagnetto del bebè? La risposta degli esperti è: acqua tiepida e, se si vuole, un cucchiaio di amido di riso o di amido di mais; spesa sostenuta? pochi euro.
Esempi simili riguardano tutti gli aspetti dell’accudimento del bebè. Nella maggior parte dei casi la soluzione migliore, attenzione, non la seconda scelta, non un ripiego per risparmiare, per soddisfare i bisogni del bambino, è quella che non richiede grandi spese.
Un altro esempio pratico. L’alimentazione. Oggi noi siamo qui grazie al latte materno che ha permesso la sopravvivenza della specie nei secoli. Ebbene, il latte materno specie-specifico per il cucciolo d’uomo (e quindi garanzia di tutta una lunga serie di benefici effetti per la salute del bambino nell’immediato e a lungo termine) è la risposta, quando si parla di alimentazione. Non affrontiamo qui l’argomento delicato e complesso degli allattamenti non riusciti, ma siamo consapevoli del fatto che a oggi, sono ancora tante, troppe, le mamme che avrebbero voluto nutrire al seno i loro bambini e non hanno potuto realizzare questo desiderio
Esiste però un figura di sostegno, l’ostetrica , in grado di poter affiancare queste donne, aiutarle e offrire una corretta informazione. Quello che possiamo dire, infatti e in estrema sintesi, è che nella maggior parte dei casi a mancare non è stato il latte, ma sono state le informazioni corrette e il sostegno giusto.
E lo svezzamento? Le costosissime pappe, gli omogeneizzati, i biscotti per i primi mesi? Anche qui l’alternativa, non dispendiosa, sana ed economica c’è. Offrire al bambino assaggi del normale cibo di famiglia. Che naturalmente sarà cibo di buona qualità, fresco, di stagione, cucinato in modo sano. A tutto vantaggio della salute di grandi e piccini.
Nelle liste nascita troviamo biberon, ciucci, scaldabiberon, sterilizzatori, ma se la mamma allatta non avrà certo bisogno di tutto ciò. E ancora, ci sono famiglie che hanno investito cifre importanti in carrozzine e passeggini per scoprire che amavano portare in fascia o marsupio il bebè o che il bambino stesso preferiva quest’ultima modalità rispetto alla carrozzina all’ultimo grido e che quindi, magari al posto del modello superaccessoriato, poteva bastare anche un modello “basic”, semplice ed economico.
Ma allora , come regolarsi? Un suggerimento è quello di non farsi prendere dall’urgenza, per comprare c’è tempo. Va da sé che acquisteremo tutto quello che serve per andare in ospedale e anche qualche piccolo accessorio per il piacere di farlo, perché ci ha colpito e pazienza se poi non ci servirà, ma fatto questo ricordiamo che non ci sono acquisti obbligatori, non rimandabili.
E se ci fossimo dimenticati di qualcosa? C’è sempre il papà, la nonna, la zia che può fare un salto al supermercato, al negozio, in farmacia, in base a quello che serve.
Insomma conviene farli nascere questi piccini, fare conoscenza e iniziare a capirsi. Capire di cosa ha effettivamente bisogno il nostro cucciolo, quali sono le sue richieste, che temperamento ha e che tipo di mamma è nata in sala parto. Sì, perché c’è anche questo aspetto da scoprire : che tipo di mamma diventeremo? Quante certezze costruite prima della gravidanza o della nascita sono destinate a svanire? Quante esigenze saranno trasformate o comunque adattate alla nuova realtà che non è mai del tutto uguale a quella immaginata?
Gli esempi sarebbero tanti. Ci sono alternative low cost per ogni capitolo di spesa. Ottime alternative. Alternative preferibili a quelle con il cartellino del prezzo. L’impegno richiesto ai genitori è quello di informarsi, riflettere e poi scegliere. Scegliere sempre. Consapevoli del fatto che, anche per quanto riguarda gli acquisti, non esistono ricette universali, valide per tutti, perché ogni bambino è diverso e ogni famiglia è unica e speciale. Ricordiamo che ogni famiglia che nasce è storia a sé, quello che per un bebè o una coppia è fondamentale per altri può risultare inutile
Superati i primissimi mesi, questo atteggiamento risulta vincente anche successivamente, quando i bambini cominciano ad esplorare la realtà che li circonda. Prendiamo ad esempio il box, una scatola che limita la libertà del bambino, il suo corretto sviluppo psicomotorio, in molti casi si trasforma in un grande cesto porta giocattoli perché il bambino non ci è mai rimasto per più di due minuti senza protestare o tentare la fuga. E quanti giocattoli giacciono inutilizzati perché i migliori restano sempre i mestoli della cucina di mamma? O la bacinella per il bucato della nonna? Pensiamo poi alle chiavi “patrimonio dell’umanità” che da secoli li incantano o li fanno smettere di piangere o pensiamo al telecomando con il quale penseranno di essere al telefono con il papà o il loro amato supereroe.
La società dinnanzi all’arrivo di un bebè ci invita a comprare, comprare, riempire le nostre case di oggetti, prodotti, accessori, senza pensare invece che dovremmo renderle più a misura di bambino, dovremmo fare spazio, prepararci allo sconvolgimento (bellissimo, ma pur sempre sconvolgimento) che diventare genitori comporta.
Crescere bambini felici, amati e soddisfatti, comprando meno e investendo di più su noi stessi, è possibile. Di più, può essere la strada per trasformare la società dei consumi nella società degli affetti. Si può partire anche da qui per costruire un mondo migliore. E allora facciamo i nostri conti. Siamo abbastanza ricchi per accogliere un bambino? Ma la risposta non è in banca , è nel nostro cuore, destinato ad aprirsi ad un amore così totalizzante e unico, che non si può spiegare a parole. Perché alla fine è proprio lì nei nostri cuori, il segreto per accogliere e crescere un bambino felice.
Per informazioni e contatti
Dott.ssa Ostetrica Ilaria Borrelli
e-mail :ilaria.borrelli1383@gmail.com
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