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NON TUTTI GLI EROI INDOSSANO IL MANTELLO: STORIE DI PSICOLOGI IN EMERGENZA. “E’ QUANDO HO CAPITO CHE DOBBIAMO MORIRE CHE HO COMINCIATO A SCEGLIERE COME VIVERE”

Non tutti gli eroi indossano il mantello, alcuni operano silenziosamente, infiltrandosi con cautela tra le strade strette ed inerpicate del dolore e della rabbia. Ah! Stanno ben attenti a non farsi chiamare eroi! Sanno bene quanto possa tramutarsi in una trappola la presunzione di poter aiutare, magari tutti! Magari anche chi l’aiuto non lo vuole proprio. Sanno bene quanto sia importante ricordarsi d’essere umani, ogni giorno ed in ogni fase del lavoro affinché quel benedetto Super Ego non si vesta di prepotenza e faccia danni. Ci riferiamo a tutti coloro che operano nell’assistenza: medici, infermieri, vigili del fuoco, forze dell’ordine e psicologi. Ci riferiamo in modo particolare a quanti operano nel  campo dell’emergenza. Pochi mesi fa è nato, dal desiderio di alcuni amici psicologi, il gruppo campano di Psicologi per i Popoli parte della più ampia Federazione Nazionale PxP. Un gruppo giovane quello campano ma che da subito ha scelto di mettersi in gioco partecipando al campo scuola nazionale svoltosi a Marco di Rovereto (TN) e sapientemente organizzato dal gruppo PxP Trentino. Tre giorni trascorsi fianco a fianco per conoscersi, per formarsi. Al rientro, come spesso accade, i bagagli erano non solo più pesanti ma si erano anche moltiplicati! C’è stato bisogno di qualche zaino in più per portarsi dietro la storia di A. che per 12 mesi ha lavorato al fianco dei giovani della comunità di Amatrice dopo il dramma del terremoto che oggi, è rientrata a casa sua in Veneto, ma non è più la stessa. La storia di L., che più di trent’anni fa ha imparato chi è e cosa fa uno psicologo in emergenza da una bimba non accompagnata del Rwanda: spesso non è altro che un oggetto transazionale, per dirla con Winnicott, come una copertina di Linus lo psicologo ha il compito di accompagnare con dolcezza dal dolore alla vita, dal trauma alla resilienza. Con dolcezza e spesso nel silenzio: “cosa avrei mai potuto dire al fratello di un ragazzo morto? Lì, accovacciato accanto alla sua bara, rabbioso, infuriato! Nulla. Non avrei potuto dire nulla e così mi sono solo accovacciato accanto a lui e alla bara” racconta G., psicologo romano. Dai loro racconti emerge quanto, anche chi ha il compito di aiutare gli altri, può essere vittima dello stesso trauma sviluppandone uno vicario ed entrando in uno stato di stress e paralisi. Il sostegno che gli psicologi possono dare ai soccorritori oltre che alle vittime è palesemente rilevante così come lo è per gli psicologi, avere un occhio che guarda fuori ma uno che, al contempo, guarda dentro ai propri bisogni, ai limiti, al proprio essere “umano”. Forse l’unico vero super potere!

Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043