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Mare e benessere. Quali connessioni?

 

Di fronte al mare, la felicità è un’idea semplice, scriveva il romanziere francese Jean-Claude Izzo. In effetti quante volte, avvertendo sensazioni di benessere al solo guardare il mare, ci siamo chiesti “ma come se ne può fare a meno?”, “come fanno quelli non lo hanno a portata di sguardo?”. Costeggiando il nostro territorio, questo immenso specchio d’acqua che ci si para dinnanzi fino all’orizzonte, può regalarci momenti di calma, di rilassamento, di benessere. Tanti di noi avranno ricordi, più e meno belli, al cospetto di questo paesaggio: un bacio, una proposta di matrimonio, risate tra amici, un litigio, una scelta importante.  Ma il mare ha davvero tutto questo potere? I neuroscienziati  se lo sono chiesto ed hanno cercato la spiegazione nel nostro cervello. La risposta della scienza è sì! Mare e benessere sembrano essere strettamente connessi. Riportiamo qualche ricerca a tale riguardo. Uno studio condotto da alcuni ricercatori della Michigan State University, rileva che guardare il mare migliore la salute mentale riducendo lo stress. Intanto, l’effetto rilassante del mare sembrerebbe dovuto al fatto che ci mette al riparo da una sovrastimolazione sensoriale a cui chi fa vita di città è perennemente sottoposto. Il movimento del mare, nella sua immensità, ha un effetto quasi ipnotico, in grado di regalare sensazioni di tranquillità. Non a caso, il rumore del mare, che nella sua ripetitività suona come una dolce ninna nanna, è uno di quelli più utilizzati come sottofondo nelle tecniche di rilassamento e di meditazione. Sembra infatti che sia in grado di promuovere le onde cerebrali alfa, quelle implicate in uno stato di attenzione senza sforzo. Uno studio condotto presso l’Università della California ha messo in evidenza che gli ioni negativi, massicciamente presenti nel mare,  stimolano nel nostro cervello la produzione di serotonina, in grado di favorire stati di rilassamento e che ci fa sentire, allo stesso tempo, pieni di energia. Sempre a proposito di ioni negativi, uno studio condotto presso il Mount Carmel College di Bangalore rileva che questi favoriscono migliori prestazioni cognitive. Di fronte al mare vengono sollecitate anche le nostre potenzialità creative: mentre in altri contesti più stimolanti le nostre risorse devono essere impiegate per mantenere l’attenzione, di fronte ad uno scenario fatto di una distesa d’acqua e pochi altri elementi identificabili, esse possono essere messe a disposizione di nuovi pensieri e idee. In generale, l’acqua ha un valore simbolico molto importante in psicologia. E’ capace di risvegliare uno stato emotivo primordiale che riesce ad inibire la nostra parte più razionale. Il colore blu fa la sua parte: viene infatti identificato, dalla psicologia dei colori, con la calma, la profondità e la saggezza. Dunque, se ci sentiamo particolarmente tesi per una decisione da prendere o una prova da affrontare, o se semplicemente vogliamo regalarci un momento per noi di pace e relax, sappiamo dove andare..con la fortuna di avere l’imbarazzo della scelta!

Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043