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Le riscossioni condominiali al tempo del Covid-19

Rubrica a cura di Andrea Di Martino

L’emergenza sanitaria tutt’ora in corso, diventata anche economica e finanziaria sta comportando anche un notevole aumento delle morosità condominiali.

Il ritardo o il mancato pagamento delle quote rallenta inesorabilmente tutto l’indotto condominiale e per gli amministratori sarà uno dei principali problemi da affrontare nel 2021, salvo i futuri DPCM.
Secondo l’art. 1129 del codice civile l’amministratore deve agire per il recupero delle spese condominiali entro sei mesi dall’approvazione del consuntivo, che secondo legge deve essere approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’anno solare.

L’amministratore non può “scegliere” su chi agire o meno, di fatti è obbligato al pari trattamento nei confronti di tutti, pena la responsabilità professionale in prima persona (revoca ed eventuale richiesta di risarcimento danni).
Di seguito si illustrerà brevemente l’iter: in caso di mancato pagamento spontaneo e dopo solleciti sia verbali che scritti (a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o pec) l’amministratore ha il dovere di rivolgersi ad un avvocato per richiedere ed ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo nei confronti del condomino moroso. Tale azione comporterà inevitabilmente degli ulteriori aggravi di spesa.

Il lockdown ha impattato anche sulle procedure esecutive che hanno subito alcune modifiche per quanto concerne le scadenze, di fatto chi ha la necessità di recuperare i crediti condominiali potrà dare corso ai pignoramenti mobiliari, immobiliari e presso terzi a partire dal 01/01/2021 salvo ulteriori proroghe.

Amm.re Andrea Di Martino
andreadimartino94@gmail.com

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