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LA POSTA DELLA PSICOLOGA NEI PANNI DI UNA QUINDICENNE: COSA SI CELA DIETRO L’ABBIGLIAMENTO IMBARAZZANTE DEI FIGLI ADOLESCENTI

Capita piuttosto spesso che ci vengano richiesti suggerimenti o consigli relativamente a tematiche specifiche, al di fuori dello  spazio consulenziale. Alcune di queste domande toccano argomenti di interesse ad ampio raggio, così abbiamo pensato di rispondere ad esse. Potete porcele scrivendoci in privato alla pagina Facebook dello studio (Studio Psicologico Romano-Di Maio) oppure ai numeri sotto indicati. Buona lettura!

Salve dottoresse, sono madre di una ragazza di 15 anni, io e mio marito abbiamo notato un cambiamento che ci preoccupa ed innervosisce molto. Da bambina è sempre stata molto attenta all’aspetto, amava scegliersi autonomamente i vestiti e gli accessori. Le piaceva guardarmi truccare e desiderava provare tutto ciò che era mio: scarpe, gioielli, trucchi, vestiti. Le piaceva farsi pettinare e passava ore allo specchio. Ecco, quella bambina non c’è più. Si è rasata metà dei capelli seguendo una moda che a me e mio marito non piace proprio. Indossa felpe più gradi anche di due taglie, insomma sembra proprio trasandata. Io e mio marito la confrontiamo duramente ma ne riceviamo solo porte sbattute e improperi. Cosa le sta accadendo? Sembra proprio allo sbaraglio, non la riconosciamo più.

Grazie per la sua domanda nonché esaustiva descrizione, emerge dalle sue parole tutta la fatica che lei e suo marito state facendo in questo periodo. Facciamo un gioco, provi a far ritornare la memoria a un tempo che sembra ormai lontanissimo, al periodo in cui sua figlia è nata. Ricorda come si sentiva? Finalmente tra le braccia un esserino piccolo e meraviglioso ma al contempo fragile e sconosciuto. Sì, sconosciuto! Se fa uno sforzo di memoria certo ricorderà quanta fatica c’è voluta per conoscersi reciprocamente, per imparare a muoversi su nuovi ritmi, nuove necessità, in un ballo a tre e non più a due. In un ballo in cui uno dei tre dipendeva completamente da lei. Poi le notti sono diventate meno insonni, la malattie meno spaventose e l’interazione sempre più fluida.  Non è accaduto per caso, l’avete imparato insieme. Adesso sua figlia sta vivendo una nuova metamorfosi, una nuova trasformazione. Così come da piccola ha dovuto con fatica imparare a camminare, parlare, mangiare da sola ecc, adesso sta imparando a conoscersi di nuovo, non solo come figlia ma anche come donna. Ci spieghiamo meglio: questa è la fase in cui gli ormoni fanno scintille, il corpo si trasforma, la scuola diventa più impegnativa e viene richiesta sempre maggiore autonomia. Un’indipendenza tanto agognata dai ragazzi, certo, ma che richiede lo sforzo di assumersi responsabilità, oneri e non solo onori. Ma ciò che rende veramente faticoso questo passaggio è relazionarsi con un corpo che cambia velocissimo. Le donne poi, ne vedono gli effetti in misura anche maggiore: l’arrivo delle mestruazioni, il seno che cresce (troppo o troppo poco o in maniera sproporzionata), i fianchi si allargano e i lineamenti cambiano. Insomma, un bel caos da gestire a soli quindici anni! La sensazione è paragonabile a quella della perdita di controllo: “non sono più padrona del mio corpo!”

Il vostro vissuto è molto comune e condiviso da tanti genitori che, come voi, si sentono inermi dinanzi a questi cambiamenti così drastici e a tratti spaventosi. Molte mamme ci confidano che le figlie o i figli si abbruttiscono letteralmente. Noi ci crediamo, tanti sono i ragazzi che incontriamo che starebbero meglio senza tutto quel trucco, senza quei quintali di gel, senza cappelli fin sopra gli occhi e sciarponi da rapinatore. Che starebbero meglio con una maglia colorata o con il volto scoperto a mostrare un viso che merita d’essere visto. Ma lungi da noi commentare, criticare, disapprovare. Perché? “Perché è faticoso imparare a conoscere un corpo nuovo e che cambia rapidamente al ritmo di ormoni che oggi mi fanno sentire felice e un minuto dopo la persona più triste del mondo, perché devo trovare la mia strada e posso farlo solo se sperimento tutte le possibilità che ho, così un giorno mi sento di vestirmi tutto nero, il giorno dopo potrei andare in giro come Candy Candy, non è follia, non sono pazza, sto solo capendo chi sono, cosa mi piace. Troverò la strada e l’equilibrio”. Ecco cosa ci risponderebbe un adolescente se ne avesse contezza, ma non ne ha e allora scalcia, scalpita  e sbatte le porte. Abbiate pazienza, è in una condizione di svantaggio, non gli serve approvazione, solo accoglienza. Un’accoglienza fatta di cuore e braccia aperte che dicono ti amo qualunque cosa tu scelga di essere.

 

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Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa-psicoterapeuta ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043