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LA PAURA. L’EMOZIONE CHE CI SALVA LA VITA Prima parte

Da questa settimana e per le prossime abbiamo scelto di dedicare la rubrica Psico News alle emozioni, occupandoci, di volta in volta, di una di quelle principali e che maggiormente connotano le nostre esperienze, da bambini e da adulti. Partiamo dalla paura, un’emozione scomoda in una società che ci vuole sempre sul pezzo, efficaci, efficienti, assertivi e sicuri di sé. Un mondo insomma che meno ci vuole spaventati…e più ci rende ansiosi. L’ansia è una forma di paura con caratteristiche specifiche: è una sensazione di allarme, come se stesse per accadere qualcosa, come se ci fosse una minaccia incombente, la previsione di un pericolo più che uno stimolo reale esterno spaventoso. Fino ad arrivare al panico, dove subentra la paura di morire, quando proprio la paura, nelle giuste dosi, è l’ emozione che ci salva la vita. E’ grazie a lei che ci guardiamo intorno con cautela prima di attraversare la strada o che ci prepariamo bene prima di dover sostenere un esame o un impegno di lavoro. E’ lei che ci fa scappare di fronte ad un tipo poco raccomandabile o che ci fa tirare fuori le unghie e i denti se siamo costretti a difenderci. Ci mette in guardia dai pericoli insomma e così facendo preserva e migliora la nostra vita. Quando non la paralizza ovviamente. Cambiano le forme e le modalità di espressione ma la paura è una di quelle emozioni che ci fa compagnia lungo tutto il nostro percorso di vita. Ci ricorda la natura profondamente sociale dell’essere umano, il nostro bisogno di essere rassicurati e coccolati dalla presenza dell’altro. Una delle immagini per eccellenza della paura è il bambino che si stringe tra le braccia della mamma con il volto affossato nel suo collo. Ed è proprio lì, allo stadio germinale, la base della fiducia in sé e nel mondo, necessaria per sviluppare un sano rapporto con la paura. Uno stile genitoriale iperprotettivo non è d’aiuto da questo punto di vista, poiché trasmette al bambino la sensazione che il mondo sia un posto pericoloso o che lui non sia sufficientemente forte per affrontarlo da solo.  Da qui tutta una serie di insicurezze che possono ostacolare il percorso di autonomia del bambino. D’altra parte, anche uno stile genitoriale distaccato e poco accogliente dal punto di vista emotivo può condurre per vie diverse alla stessa paura di affrontare la vita: possiamo sentire fiducia in noi stessi se qualcun altro per primo si è fidato di noi, ci ha lasciato fare ma intanto, e fin quando necessario, ci ha fatto sentire che, se ne avevamo bisogno, era lì. La base sicura, così viene definita in “psicologese”, quella da cui il bambino parte per esplorare il mondo e a cui sente, o meglio deve sentire, di poter tornare ogni qual volta ne ha bisogno. Accoglienza ma saper anche lasciare andare, rassicurare ma anche far sentire di potercela fare da solo: entro queste dimensioni dialettiche il genitore deve cercare l’equilibrio più adatto per quel bambino che ha di fronte. Alcune paure sono tipiche dei bambini in determinate fasce d’età. Nei primi anni di vita generalmente insorgono la paura dell’estraneo, poi quella di separarsi dai genitori, poi ancora quella del buio. Con l’ampliarsi dell’immaginazione il bambino potrebbe cominciare a temere fantasmi e mostri e con la reale comprensione del concetto di morte, verso l’inizio dell’età scolare, questo tema potrebbe diventare oggetto di paura. Con il tempo e se trovano il giusto accoglimento queste paure tendono a rientrare in maniera naturale. E’ fondamentale che il bambino senta di poterne parlare, che il suo sentimento non venga ridicolizzato perché quello è reale anche quando oggettivamente non c’ è nulla da temere. Offriamo strategie adeguate al bambino per consentirgli di esprimersi in quanto chiudersi  potrebbe invece acuire questi timori. Parlare, disegnare, drammatizzare le proprie paure in presenza di un adulto di riferimento che faccia sentire il bambino accolto, contenuto e al sicuro, è il miglior modo per esorcizzarle. Può essere d’aiuto, inoltre, leggere insieme delle fiabe che hanno come tema specifico le paure infantili e come protagonisti personaggi timorosi che, nel corso della trama, trovano poi strategie per affrontare le proprie paure con coraggio, personaggi insomma con cui il bambino possa identificarsi, ricordando, a lui e a noi, che «il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura» (Nelson Mandela).

Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043