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Il migrante | Lacrime e gavettoni di fine anno scolastico

Rubrica a cura di Salvatore Foggiano

Cari lettori,
anche quest’anno scolastico. è terminato. Pochi giorni fa, si è chiusa la scuola e ora mi appresto a fare le valigie, insieme a mia madre, per tornarcene a Sorrento per l’estate.

Prima ho detto che la scuola è terminata, ma l’ultimo giorno è stato emotivamente stressante sia per me che per i bambini; tutti sapevamo che era l’ultima volta che ci vedevamo e mentre fingevamo che fosse un giorno più o meno come tutti gli altri, solo con la differenza di una lunghissima ricreazione a base di Torcolo, thè freddo e dolci, all’improvviso sono scoppiati a piangere: prima una bambina e poi piano piano tutti e infine anche il sottoscritto.

I loro pianti erano strazianti a tal punto che la vice-preside è arrivata in classe a rimproverarli guardandomi un po’ contrariata mentre io le dicevo: “E’ inutile che mi guardi, io non li rimprovero perché inibirei i loro sentimenti, anche se sono manifestazioni esagerate e un po’ isteriche, questo per loro è un momento importante”.

Certo, ho cercato di risollevarli facendo battute scherzose e cercando di fargli capire che è necessario crescere e questo comporta delle piccole sofferenze e che poi loro potevano continuare a vedersi, aggiungendo che queste sono le amicizie più profonde. Per farli sorridere gli ho detto: “Ora andate a lavarli il viso e così salutate anche il vostro amico bagno, fedele alleato dei vostri momenti di noia”. Errore gravissimo in quanto lì hanno incontrato i bambini di terza che, vedendoli piangere, hanno iniziato anche loro a farlo.

La giornata è terminata con un conto alla rovescia per il suono della campanella e gavettoni d’acqua (è un’usanza che c’era anche a Voghera, è una guerra di palloncini d’acqua dove gli alunni più piccoli aspettano all’uscita quelli più grandi e gli lanciano i palloncini d’acqua, io l’ho subito sia l’anno scorso che quest’anno da parte di alcune maestre) per tutta la piazza antistante la scuola.
Con questo ultimo racconto vi lascio per le vacanze e vi aspetto a Settembre non sapendo ancora se resterò qui a Perugia o avrò il trasferimento in qualche altro luogo, buona Estate e a risentirci.

Salvatore Foggiano