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Il migrante | Il virus e la straordinaria resilienza di docenti, alunni e personale scolastico: la scuola tra vaccini, Did e… una risata

Cari lettori,
dopo le feste di Natale, contrariamente ad alcune voci sulla chiusura delle scuole per il dilagare del virus, sono rientrato in classe insieme alle colleghe, ai colleghi e ai bambini.

Certo la situazione non è facile, alcuni docenti sono a casa e anche molti alunni sono col virus, però stanno iniziando a vaccinarsi e questo fa ben sperare che presto saremo tutti protetti. A tal proposito devo dirvi che è molto carino vedere i miei alunni tutti impettiti e, sentendosi importanti, che mi dicono: “Maestro, domani non vengo perché devo andare a vaccinarmi con la prima dose”. Oppure: “Maestro, mamma ha prenotato la mia vaccinazione”. Stamattina addirittura un’alunna è entrata raggiante in classe, con un sorriso smagliante e ad alta voce ha detto: “Sapete, adesso anche io ho il green pass” con un senso di orgoglio particolarissimo.

Fare didattica non è facile, ogni mattina ed ogni pomeriggio devi avere il pc acceso sperando che la linea internet regga per far lezione contemporaneamente ad alunni a casa in DID e in classe, programmare le lezioni ed i collegamenti del giorno dopo, correggere i compiti attraverso una chat o una mail e guardare ogni mattina i banchi e le cattedre speranzosi di essere ancora tutti presenti, anche se purtroppo non è quasi mai così. L’aspetto buono che mi procura gioia e un senso di appartenenza è nel vedere come tutti noi, colleghi, alunni e anche genitori affrontiamo la situazione facendoci forza l’uno con l’altro.

Dal punto di vista didattico in questo periodo sto spiegando il singolare e plurale e a questo proposito voglio farvi fare una risata: avevo assegnato un piccolo esercizio dal libro ai ragazzi, dove ad ogni parola al singolare, loro dovevano aggiungere il plurale; una mia alunna che tra l’altro è proprio brava, mette tutto giusto:
casa- case, albero-alberi, scuola-scuole fino a che arriva a …zoccolo-“zoccole” convinta di aver fatto bene, io le spiego l’errore, trattenendo la risata. Ecco perché mi piace tanto lavorare alla scuola Primaria, per questa ingenuità che ancora resiste ed esiste.
Beh, vorrei raccontarvi tanto altro, ma ve le racconto il mese prossimo.

Salvatore Foggiano