Share, , Google Plus, Pinterest,

Print

Posted in:

Il migrante | Il trasferimento, il ritorno e la scuola senza… zaini

Rubrica a cura di Salvatore Foggiano

RUBRICA A CURA DI SALVATORE FOGGIANO
Cari lettori,
rieccomi, a giugno ci siamo lasciati quando ancora non conoscevo l’esito del trasferimento. Ebbene sono felice di dirvi che l’ho ottenuto e sono stato assegnato nuovamente a Marino, proprio nella stessa scuola dove ho fatto l’anno di prova nel 2016.

L’arrivo, pochi giorni fa, nel paese del vino e alla scuola Pertini ha suscitato in me un turbinio di emozioni molto forti, felicità nel rivedere le mie amiche colleghe con le quali si sono sprecati abbracci e baci il primo giorno, ma anche confusione nell’incontrare per strada o al supermercato molti alunni ormai cresciuti che mi hanno riconosciuto, confuso nel vederli così diversi, ormai dei piccoli ometti.

Quest’anno sto in una classe che adotta la formazione “ a scuola senza zaino” che è un modo completamente diverso di concepire educazione e apprendimento; parte dalla concezione che i bambini devono sviluppare le loro competenze e la loro autonomia attraverso varie attività che a loro appaiono come gioco ( l’aula è sistemata in banchi che si chiamano isole, il materiale è in comune, pochi compiti a casa, lavoro sempre in gruppo ecc); devo dire che per me è tutto nuovo ma anche stimolante.

Il primo giorno, io e le colleghe, abbiamo svolto l’accoglienza agli alunni con il tema dei dinosauri, ciascun insegnante rappresentava uno di loro e chissà perché per me hanno pensato al Megalodonte (per via della mia pancia? Boh) però mi piace, è un dinosauro acquatico.

Anche con la casa mi sono subito sistemato grazie a mia madre che ha messo tutto a posto in un baleno. La cosa più divertente che mi è capitata è stata col tecnico del telefono: arrivato a casa, ha sistemato la linea e poi quando gli ho chiesto di dare un’occhiata alla T.V. che non si vedeva, lui ha osservato un po’ l’antenna e poi gridando mi ha detto: “Ahhhhhhhhh ma voi avete messo la femmina nella femmina, perciò non funziona”. Allora io gli ho risposto sorridendo: “Sì, ma involontariamente”. E lui riprende. “Ma voi lo sapevate che il maschio va nella femmina? ” “Tendenzialmente sì”, replico ridendo. E lui: “Fate una cosa, andate dal ‘cinese’ e comprate due maschi così fate maschio-femmina, maschi-femmina e con le due coppie state apposto” e va via.

Che dirvi, dopo questa lezione di elettronica ma anche di anatomia sessuale, prendo le spine, metto a posto la T.V.

Ora, però, devo lasciarvi, sta arrivando il tecnico per il forno e speriamo bene…, intanto vi dò appuntamento al mese prossimo.

Salvatore Foggiano