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Il cibo che influenza l’umore!

Risponde alle nostre domande il dottor Salvatore Cuomo, biologo nutrizionista

Il cibo che influenza l’umore e viceversa. Vuoi la ricetta per il buonumore? Ce la suggerisce il dott. Salvatore Cuomo, perfezionato in educazione alimentare e prevenzione delle malattie dismetaboliche.

Cervello e intestino sono direttamente collegati e ormai è risaputo che nel nostro intestino sono stati trovati neurotrasmettitori come quelli presenti nel cervello. Insomma, la scienza ha ampiamente dimostrato che l’intestino è la nostra seconda mente!

A questo punto la domanda nasce spontanea: è davvero possibile influenzare l’umore con il cibo? Se sì, come è che accade?

“Sento le farfalle nello stomaco”, “Ho preso una decisione di pancia”, “Ho mal di pancia dalla paura”… A chi non è capitato di pronunciare o sentire espressioni del genere? Sono sempre più numerose le evidenze di una profonda connessione tra cervello e intestino. L’intestino è capace di elaborare stimoli ricevuti dal corpo, di interagire sinergicamente con il Sistema Nervoso Centrale, di prendere decisioni in autonomia. In particolare, i milioni di microrganismi in esso presenti, noti come microbiota intestinale, sono tra i principali regolatori di questa connessione. La comunicazione avviene mediante il nervo Vago, attraverso una serie di neurotrasmettitori, ormoni ed altri mediatori chimici. È fondamentale comprendere che lo stato di salute dell’intestino si riflette su quello del cervello e viceversa. Periodi di forte stress possono incidere sulla normale funzionalità intestinale, al tempo stesso, disequilibri intestinali possono alterare sensibilmente il nostro umore.

Quali sono i cibi che ci fanno sentire “felici”?
Esiste una grande varietà di “alimenti della felicità”, così definiti proprio perché capaci di incidere sul tono dell’umore. I meccanismi che condizionano lo stato d’animo sono regolati da neurotrasmettitori come la serotonina, sintetizzata nel cervello e in altri distretti a partire dall’aminoacido Triptofano. Cibi ricchi in Triptofano, ma anche omega 3 ed antiossidanti, rientrano a pieno titolo in questa categoria, tra i principali troviamo: cioccolato fondente, pesce azzurro, legumi, cereali integrali, noci e semi oleosi. Ancora, praticare regolarmente attività fisica, dedicare tempo alla preparazione dei nostri piatti, mantenere un equilibrio emotivo, ci aiuterà a ritrovare il buonumore.

Sappiamo che l’alimentazione ha effetti positivi e/o negativi sul sonno. Nelle indicazioni per migliorare l’igiene vi sono anche accorgimenti alimentari: può dirci quali sono?
Corrette abitudini alimentari possono farci cadere più facilmente tra le braccia di Morfeo. Nelle ore serali aumenta la produzione di serotonina, cruciale per il passaggio dalla fase di veglia all’addormentamento. Per cui, anche in questo caso, alimenti ricchi in triptofano possono essere d’aiuto. Inoltre, la combinazione tra questo aminoacido e vitamine del gruppo B, aiuteranno l’organismo a sintetizzare melatonina, l’ormone del sonno.
Via libera a latte, legumi, pasta, riso, verdure a foglia… Nelle ore serali, inoltre, è bene consumare pasti leggeri e preferire cotture semplici. Da evitare cibi ad alto contenuto di zuccheri, fritti, bevande eccitanti (caffè, tè, energy drink).

Ci sono alimenti che possono invece renderci più ansiosi o tristi?
Non esistono specifiche categorie di alimenti che ci fanno “arrabbiare”, tuttavia alcuni di essi possono contribuire al nostro cattivo umore. Meglio evitare alimenti ricchi di zuccheri (torte, bevande gassate, caramelle…), “junk food”, caffè, carni lavorate (wurstel, mortadella, insaccati). Questi promuovono un rapido aumento dei livelli di glicemia nel sangue, con conseguenti picchi insulinici. Alti livelli di insulina, determineranno crollo nei livelli di zuccheri, causando sbalzi d’umore e irritabilità.

È vero che le persone celiache presentano alterazioni dell’umore (es. maggiore irritabilità) finché assumono glutine?
Accanto ai classici disturbi quali diarrea, rallentamento della crescita, ipotrofia del muscolo, i bambini affetti da celiachia possono manifestare alterazioni psico-comportamentali. Secondo una recente ricerca, i bambini piccoli con malattia celiaca non ancora diagnosticata, mostrano più frequentemente ansia, depressione, comportamenti aggressivi, rispetto a loro coetanei con malattia individuata e trattati con dieta gluten free. Questa relazione, da confermarsi con altri studi, suggerirebbe quindi, che il rilievo di sintomi legati alla sfera psicologica, in bambini con predisposizione genetica a sviluppare la patologia, può rappresentare un’indicazione ad eseguire test diagnostici per la conferma o esclusione della malattia.

Come possiamo “aiutarci” e migliorare l’umore attraverso l’alimentazione?
Da nutrizionista suggerisco di assumere un corretto e consapevole atteggiamento nei confronti del cibo. Un’alimentazione sana, con il giusto apporto di tutti i nutrienti ed un’adeguata attività fisica giornaliera, ci aiuterà a star meglio. Impsriamo fin da piccoli a prenderci cura del nostro intestino, è solo così che riusciremo a star bene.

Dott. Salvatore Cuomo, biologo nutrizionista, cell. 3391894623; ig: dott.cuomo_nutrizionista; Fb: Dott. Salvatore Cuomo

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Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa-psicoterapeuta ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043