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Chi non racconta bugie..scagli la prima pietra!

Ammettilo, anche a te, di tanto in tanto, capita di raccontare qualche piccola menzogna. Infondo siamo tutti un po’ bugiardi. Uno studio condotto dagli psicologi del dipartimento di comunicazione dell’ Università del Michigan, su mille cittadini americani, rileva che le persone mentono in media tra una e le due volte al giorno. Lo facciamo in particolare quando ci troviamo sotto pressione: la fretta di dover dare una risposta ci induce ad agire nell’ottica di massimizzare il profitto, laddove invece tempi di riflessione più lunghi ci permettono di portare l’attenzione a quelle che potrebbero essere le conseguenze del nostro comportamento, come evidenziato da Shaul Shalvi, psicologo dell’Università di Amsterdam. Impariamo a mentire piuttosto presto, i bambini ci colpiscono per la loro capacità di farlo in maniera piuttosto spontanea e naturale. Pare addirittura che l’abilità di saper mentire abbia consentito un passo avanti nell’evoluzione della specie: secondo la teoria machiavellica dell’intelligenza, l’homo sapiens avrebbe sviluppato un cervello più grande rispetto ad altri primati quando, trovandosi in condizioni di competizione con gli altri per accaparrarsi il cibo o un partner, gli si è reso necessario avere la capacità di ingannare l’altro per avere il sopravvento su di lui. Dunque veniamo al mondo e nel giro di qualche anno diventiamo abili menzogneri, cosa assolutamente normale, entro certi limiti ovviamente. Mentire ci permette di preservare i rapporti sociali in alcuni casi. Il bambino lo fa per evitare il rimprovero del genitore e mantenere la percezione di essere apprezzato, ad esempio. L’adolescente potrebbe mentire perché mica è facile tenere in piedi il rapporto di fiducia con il genitore ed essere apprezzati dal gruppo di pari? Due mondi con diverse aspettative e che pongono, a volte, richieste contrastanti: mezze verità possono quindi rivelarsi necessarie per mantenere una certa immagine. L’adulto sa che è meglio mentire spudoratamente di fronte ad un regalo che non piace, poiché è sconveniente farlo presente a chi ha avuto un pensiero per noi. Insomma le bugie non vanno da subito etichettate come negative: è importante capirne la motivazione e sulla base di questa valutarle. Proprio sulla base delle motivazioni che sottendono la menzogna, alcuni ricercatori  (Lewis M., Saarni C., 1993) le hanno classificate in differenti tipologie. Potremmo mentire per timidezza, e dunque per mascherare un’immagine negativa di noi stessi. Oppure per nascondere una trasgressione, ed evitare dunque un rimprovero o una punizione. O ancora, per salvaguardare la propria privacy: non siamo tenuti a condividere tutto della nostra vita con gli altri e, talvolta, una bugia diventa l’unica via percorribile di fronte ad una domanda di troppo. Qualche volta mentiamo semplicemente per dare spazio alla nostra fantasia, oppure per guadagnare punti agli occhi degli altri migliorando in maniera fasulla la nostra immagine. In alcuni casi mentiamo addirittura a noi stessi, non volendo riconoscere, più o meno consapevolmente, le motivazioni che si celano dietro alcune delle nostre condotte, arrivando persino a negare alcuni aspetti della realtà pur di proteggersi dal prendere contatto con qualcosa che potrebbe rivelarsi doloroso. Dunque mentire qualche volta è necessario e funzionale ad uno scopo, è umano e normale. Serve a tutelare noi stessi e il rapporto con gli altri. Occhio però a non esagerare. Diverso è quando mentire procura deliberatamente un danno all’altro, lo tiene all’oscuro di cose che sarebbe meglio sapesse: quando mentire è al servizio di una motivazione inadeguata assume una differente e più riprovevole connotazione. Fermiamoci un attimo e chiediamoci come si potrebbe gestire meglio la situazione. Diverso è quando mentire diventa la norma, una spinta che prescinde addirittura da una specifica motivazione e di cui il soggetto stesso finisce per perdere il controllo e, talvolta, la consapevolezza: sfociamo in questo caso nel terreno della patologia.

Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043