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Arrivano le casette dell’acqua, ma sono le stesse di quelle autorizzate?

Ad annunciarlo è stato il Sindaco Vincenzo Iaccarino sul suo blog…

Sabato 1 luglio, alle ore 19.30, sarà inaugurata ed entrerà in funzione la prima delle tre case dell’acqua ubicate sul nostro territorio comunale, quella di Via delle Rose. Le altre a Via delle Acacie e Via Gennaro Maresca saranno operative nelle prossime settimane.

Domani, quindi, arriva la prima casetta. Qualcosa non convince però.

I piccoli chioschi furono autorizzati dalla Soprintendenza oltre due anni fa. Il Comune di Piano di Sorrento, pertanto, rilasciò la cosiddetta autorizzazione paesaggistica con un provvedimento del 23 marzo del 2015.

Il parere prevedeva l’autorizzazione…

…per l’installazione di distributori di acqua trattata e sanificata sul territorio comunale così come dettagliatamente riportati negli elaborati grafici, allegati come parte integrante e sostanziale della presente autorizzazione paesaggistica.

Il problema è che gli elaborati grafici riportano una casetta completamente diversa. Certamente meno impattante di quella poi installata.

Come si può notare agevolmente dal confronto tra le due foto. Il distributore non sarebbe dovuta essere interamente bianco. Bensì verde nell’intelaiatura e con tetto color rame.

Inoltre sulle fiancate era prevista una pellicola adesiva rappresentante immagini panoramiche del territorio.

Per vero anche la collocazione risulta un po’ traslata.

Ancora più evidente, invece, il cambio di location in via delle Acacie.

Infatti attualmente è stata collocata a ridosso del muro che delimita il grosso complesso condominiale. Secondo il progetto autorizzato dalla soprintendenza, invece, sarebbe dovuta sorgere al centro dello slargo dove sono collocati i posti auto.

 

Insomma, a meno che non sia stata una seconda autorizzazione paesaggistica che non risulta presente all’albo pretorio, quelle casette non sono conformi a quelle del titolo paesaggistico.

Bazzecole?

Quisquilie?

Pinzellacchere?

Può essere.

Provate però ad immaginare cosa sarebbe accaduto ad un comune cittadino se si fosse preso il lusso di costruire anche solo la cuccetta del cane in maniera difforme da quella autorizzata dalla Soprintendenza.