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Antonio D’Aniello torna all’attacco: “Sul premio Esposito siamo incoerenti, si rischia di buttar soldi”

Evidentemente Antonio D’Aniello non ha gradito troppo la delibera con cui l’Amministrazione che sostiene si impegnata a co-finanziare per 100 mila euro il “Premio Arturo Esposito”.

Così il Consigliere del PD, eletto nelle fila della maggioranza, si è sfogato sul suo blog.

Uno sfogo che ancora una volta evidenzia come D’Aniello sia ormai l’unica voce critica in seno all’attuale Consiglio comunale. Considerato che le cosiddette opposizioni da tempo hanno fatto completamente perdere le loro tracce. In particolare i 5 Stelle che, quando non erano in Consiglio comunale, arrivarono persino a sollecitare un’interrogazione parlamentare sul Premio. Oggi invece scena muta.

Così, come dicevamo, ci ha pensato D’Aniello che ha invitato i suoi alla coerenza esprimendo in questo modo tutto il suo disappunto…

Il Comune di Piano aderisce con una delibera di giunta al Premio Penisola sorrentina-Arturo Esposito. Nel 2016, complice l’ebrezza post elettorale ci eravamo tenuti alla larga dall’adesione, addirittura il Comune passò all’eccesso di non patrocinare nemmeno moralmente l’evento. (per la cronaca il premio si è tenuto ugualmente al teatro delle Rose). Ovviamente la coerenza non è di questo mondo ed infatti da un eccesso siamo passati ad un altro.

Poi il rappresentante democrat ha aggiunto…

Nelle oltre trenta pagine della scheda progettuale approvata dalla Giunta, non si capisce chiaramente cosa andranno a finanziare i 15.000 Euro di San Michele e i 42.000 per il Natale (se non un richiamo generico alla Cantata dei Pastori e la Canzone de lo Capodanno, che per la cronaca si fa da anni). Il problema, ancora una volta, è la quantità di denaro impegnato, i risultati attesi e quella che è la realtà. Nella scheda progettuale si legge addirittura: “Dall’evento proposto si attendono flussi turistici nell’intera Penisola Sorrentina stimabili in maggiori arrivi e maggiori presenze complessive (che includano anche quelle provenienti dalle aree interne e/o dirette verso esse) pari ad una media di 1000 unità”.

D’Aniello nella sua analisi mette anche in discussione l’effettiva utilità della manifestazione…

Lo scopo del progetto è quello di sostenere la destagionalizzazione, ovvero prolungare l’attività degli esercizi stagionali allo scopo di salvaguardare l’occupazione, anche considerato che il sussidio di disoccupazione a favore dei lavoratori stagionali è stato fortemente ridotto. A questo punto bisogna chiedersi: a) gli operatori stagionali carottesi sono stati coinvolti?; b) i commercianti, i ristoratori, etc. sono a conoscenza dell’iniziativa?; c) è stato elaborato un piano strategico del turismo entro il quale inserire il progetto? d) se si, è stato pubblicizzato?; e) se si, in che modo, in che tempi, e su quali veicoli pubblicitari? Se davvero anche tutte queste domande ottenessero una risposta positiva, ci dobbiamo anche chiedere se i 200.000 € previsti sono sufficienti ad ottenere il ritorno dell’investimento cioè i benefici desiderati. Altrimenti sono soldi buttati. Diamo tutto per buono, resta il il problema principale: Piano di Sorrento non ha un brand turistico locale. Non ci sono dei percorsi strutturati e nemmeno una strategia, che il premio vada alla Bit o in altre fiere nazionali del turismo senza avere chiaro cosa promuovere è addirittura controproducente a mio avviso. Di una strategia da adottare ne ho parlato poco più di un anno.

Per poi concludere ricordando di esser stato sempre critico rispetto al premio ed evidenziando i limiti del Comune…

Per onestà intellettuale negli ultimi cinque anni mi sono sempre espresso sfavorevolmente al premio. Il format non mi piace, ricordo negli anni il premio a Sallusti o Sgarbi, che non sapeva nemmeno di essere a Piano di Sorrento. Organizzare una passerella di attori, personaggi dello spettacolo e della cultura (a volte non hanno niente a che fare con la cultura) come un progetto di enorme valore culturale e turistico ha dell’incredibile. In fondo, il problema del Comune resta quello di non riuscire a sviluppare un progetto proprio per mancanza di personale formato ad hoc. Quindi ancora una volta, si preferisce il premio.

Insomma, altra carne a cuocere.