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La sessualità infantile e la scoperta del proprio corpo

La sessualità infantile?!? questo è il titolo dell’articolo di questa settimana, un argomento molto delicato, soprattutto quando si parla di sessualità e di bambini. Uno tra i primi autori a parlare di questo tema è stato sicuramente Freud (Tre Saggi sulla Teoria Sessuale, Freud 1905) il quale affermava come già nel bambino sia presente la sessualità e come questa rientri in un comportamento assolutamente normale poiché necessaria al suo sviluppo. Per tale ragione Freud definiva lo sviluppo del bambino  “sviluppo psicosessuale”, il quale avveniva con una successione di stadi, dal piacere derivato nel portare gli oggetti alla bocca (fase orale 0-1 anno e mezzo) in cui la principale zona erogena è appunto la bocca, al piacere nel defecare e nel controllo sfinterico (fase anale un anno e mezzo-3 anni ). Fase fallica (3-5 anni) in cui c’è la scoperta dei genitali, inizia l’auto esplorazione e la curiosità per il tema delle questioni sessuali. Fase di latenza (6-8 anni) in cui sembra che il tema sessuale perda di interesse e venga sublimato in altre attività, ed infine si arriva alla fase genitale in cui predomina appunto il piacere puramente sessuale. Lo sviluppo sessuale prevede quindi un passaggio graduale, dove in ogni fase cambia l’oggetto della  zona erogena fino ad arrivare, nella pubertà, alla zona genitale.

Ma veniamo ai giorni nostri, la sessualità è presente nel bambino fin dalla sua nascita già dal fatto di nascere maschi o femmine. Con lo sviluppo sia fisico che psichico e quindi con lo sviluppo sempre maggiore delle sue componenti cognitive  e delle sue competenze, il bambino acquista maggiore consapevolezza di sé. Questo grazie anche alla scoperta del proprio corpo che avviene appunto grazie all’auto osservazione ma anche alla propria esplorazione. Ed è proprio questo lo scopo “dell’autoerotismo infantile”: esplorare per conoscere il proprio corpo, capire e percepire che esistono certe zone e procurano piacere. Ma un piacere in senso lato. Stiamo attenti al significato che diamo al termine della parola autoerotismo e piacere. Siamo noi adulti che interpretiamo tali atteggiamenti in maniera maliziosa e ambigua poichè ne  diamo una connotazione sessuale, sfera però, sconosciuta al bambino. Lui tocca alcune parti del suo corpo perchè sta iniziando a scoprirle e conoscerle, processo fondamentale per un suo sano ed armonioso sviluppo. Se il genitore trasmette al fanciullo che quello che sta facendo è qualcosa di negativo e sbagliato crescerà con un’idea completamente scorretta e non positiva della sessualità, qualcosa con un significato negativo, per cui successivamente, potrebbe essere vissuta in maniera non serena e magari piena di tabù. Non a caso il momento in cui il bambino attua l’autoesplorazione è il momento in cui inizia a comprendere la differenza fisica e genitale  tra i due sessi. Infatti è proprio tra i 2 e i 4 anni che il bambino comincia ad incuriosirsi per le differenze sessuali ed inizia a sviluppare la sua identità di genere (rappresentarsi come maschietto o femminuccia). Intorno ai 4 anni  insorgono invece le domande  riguardanti la nascita dei bambini e quindi il tema delle questioni sessuali. In questo momento l’atteggiamento dei genitori è di fondamentale importanza, e dovrebbe essere il più sereno possibile. Ci tengo a sottolineare una cosa, quando il bambino fa una domanda bisogna sempre rispondere e mai dire “te lo spiegherò quando crescerai o ora è troppo presto”. Questo perchè quando i bambini ci fanno delle domande significa che hanno iniziato a farle già a se stessi e cercano delle risposte su qualcosa che stanno iniziando a scoprire. Quindi è fondamentale dare loro delle risposte semplici e veritiere, poiché il bambino nella sua mente una risposta già se la sta dando ovviamente in maniera fantasiosa e non reale. Per tale motivo è molto importante  rispondere sempre e mai rimandare, proprio per evitare la creazione di concetti errati. Ma quando si deve parlare di questi argomenti al bambino? Semplice, quando è lui a porci tali domande poiché significa che è pronto per accettarle e comprenderle. Sempre in questo periodo e più precisamente tra i 4 e i 7 anni il fanciullo inizia a sviluppare il senso del pudore, anche questa caratteristica è  fondamentale per il suo sano sviluppo sessuale, poiché inizia a prendere consapevolezza della propria intimità, a comprendere e mettere dei confini tra la propria e quella dell’altro. Fino ad arrivare alla pubertà momento critico e di passaggio all’adolescenza in cui lo sviluppo sessuale si concretizza con la prima eiaculazione nel maschio ed il primo ciclo mestruale nella femmina e dove la consapevolezza sessuale inizia via via ad acquisire un significato più concreto.

Concludendo possiamo dire che la sessualità è una tematica presente fin da piccoli ed è fondamentale rapportarsi ad essa nel modo più semplice e sereno possibile, per un suo sano sviluppo. Non va mai detto al bambino, quando inizia ad attuare l’attività autostimolatoria che quello che sta facendo è sbagliato poiché crescerà con un idea negativa rispetto al sesso e questo potrebbe compromettere il  modo con cui da adulto vivrà la propria sessualità.

 

Dott.ssa Rebecca Cataldo