lunedì, Luglio 22, 2024
Homeeros e psicheMa dove'è il punto G?

Ma dove’è il punto G?

Pubblicato il

Marcello Coppola Consulting

Nel linguaggio comune si parla molto spesso di punto G, rispetto al quale gli esperti hanno opinioni contrastanti. Ma esiste sul serio oppure no questo tanto famoso punto G? Ed è un fattore che aiuta realmente  il raggiungimento dell’orgasmo femminile? Ecco cerchiamo di sfatare alcuni miti.

Iniziamo con il dire che del punto G ne parla per la prima volta  un ginecologo tedesco Ernst Grafenberg (da cui ne deriva il nome), il quale per primo ipotizza e afferma la presenza di tale punto nelle donne e in una specifica area all’interno della vagina (parte superiore del terzo esterno della vagina, parte adiacente all’orifizio vaginale). Sono stati effettuati moltissimi test scientifici per confermare o meno tale ipotesi, ossia  se esistesse nella vagina un’area di maggior densità di terminazione nervose la quale aiuterebbe, se stimolata, il raggiungimento dell’orgasmo. Alcuni studi recenti e nello specifico un articolo dal titolo Clinical Anatomy of the Female Patient  pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Anatomy in uscita a Gennaio 2013 confermerebbe che il punto G non esiste tanto meno l’orgasmo vaginale. Cerchiamo però di chiarire questo punto. Non esiste il pungo g per come lo intendiamo e per come ce lo fanno intendere ossia quel punto che se stimolato ci permette di raggiungere l’orgasmo. Possiamo dire che il punto G esiste è una zona con alta densità nervosa che può aumentare il piacere ma non è sicuramente quel tasto magico che ci fanno immaginare, che se stimolato porta al raggiungimento dell’orgasmo poichè, come vedremo a breve, l’orgasmo è solamente uno ed è dato grazie alla stimolazione del clitoride. Anche questo è un altro mito da sfatare. Nell’idea comune esiste il concetto di due diversi orgasmi nella donna, un orgasmo vaginale e uno clitorideo. Niente di più sbagliato! Anche lo stesso Freud parlava di due differenti orgasmi, ma non è assolutamente così. L’orgasmo femminile è uno solamente ed è provocato dalla stimolazione del clitoride in maniera diretta o indiretta (come ad esempio durante il coito in cui la stimolazione del clitoride avviene in modo indiretto). Il clitoride è circondato da una piega cutanea (cappuccio clitorideo) molto analogo al prepuzio (pelle esterna al pene) nell’uomo; il cappuccio è a sua volta collegato alle piccole labbra. Durante il rapporto sessuale il fallo introdotto nella vagina esercita una trazione meccanica sulle piccole labbra e in questo modo procura una stimolazione del clitoride, tramite i movimenti del cappuccio clitorideo. E’ quindi tramite la pressione sull’osso pubico e tramite il meccanismo di trasmissione piccole labbra-cappuccio clitorideo, quello che provoca l’orgasmo coitale nella donna e non la pura stimolazione della vagina. Ma durante l’orgasmo il clitoride non prende parte alla scarica orgasmica, essendo le contrazioni ritmiche dei muscoli vaginali e circumvaginali a costituire l’orgasmo femminile vero e proprio. Il clitoride è l’elemento essenziale per innescare la scarica orgasmica.  il clitoride è così squisitamente sensibile al tatto, che la stimolazione tattile diretta potrebbe provocare sensazioni di fastidio, sopratutto quando non è troppo lubrificato. La maggior parte delle donne preferisce una stimolazione indiretta, o con la pressione sul monte pubico, o tramite la trazione delle piccole labbra. Le sensazioni di piacere delle stimolazioni vaginali differiscono da quelle del clitoride, la maggior parte delle donne afferma di reagire a una combinazione di sensazioni vaginali e clitoridee Quindi vi possono esistere due sperimentazioni differenti, una esperita durante il coito e una in assenza di coito, ma ciò che viene stimolato e porta al raggiungimento dell’orgasmo è sempre lo stesso organo, il clitoride, che in ogni donna va stimolato in maniera differente poichè è un fattore molto intimo e personale. Ovviamente la penetrazione e il rapporto sessuale aumentano le sensazioni del piacere date proprio dalla penetrazione stessa. Ma oltre all’aspetto puramente fisiologico molta importanza va data all’aspetto psicologico. Questa è una componente molto importante che influisce nel modo in cui viene vissuta la sessualità, e influisce molto, sopratutto nella donna, nel raggiungimento dell’orgasmo, la quale sembrerebbe aver bisogno di tempi maggiori, ma non è solo una questione di tempo è sopratutto una questione di lasciarsi andare a un livello più profondo.

D.ssa Rebecca Cataldo

Ultimi articoli

C. Mare. Antonio Coppola: nuovo ospedale e rilancio delle Terme

“È un’ottima notizia l’avvio della gara di progettazione del nuovo ospedale sulla collina...

Piano.Non fitto ai B&B: è Fernando Maresca che parla non Giuseppe Arpino

Nel numero di Agorà oggi in edicola, per un involontario errore di impaginazione, è...

“Politelling – le storie che cambiano il mondo”: la nuova politica tra narrazione e comunicazione raccontata nell’ultimo libro di Pasquale Incarnato

Napoli – In un mondo in continua evoluzione, tra tecnologia e innovazione, anche lapolitica...

Invalsi. Le prospettive di Agenda Sud

Si terrà il prossimo martedì 27 febbraio, il seminario “I dati INVALSI per il...

Articoli simili

Comportamenti sessuali estremi o perversioni?

Successivamente alla rivoluzione sessuale del ‘68 e all'introduzione dei vari contraccettivi, la sessualità ha...

La sessualità infantile e la scoperta del proprio corpo

La sessualità infantile?!? questo è il titolo dell'articolo di questa settimana, un argomento molto...

Eros e Psiche. Disfunzioni sessuali femminili

  Nell'articolo precedente abbiamo visto quali sono le disfunzioni sessuali maschili e abbiamo più volte...