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Rubrica/ Il Pagellone di Bertoldo da Ceremenna sull’ultimo Consiglio comunale

Pubblichiamo a grande richiesta anche on line le pagelle semi-serie dei Consiglieri comunali a cura del nostro opinionista

Torna il Consiglio comunale e torna il nostro pagellone.

Giusto! Avevo detto che me ne sarei andato e non l’ho fatto. In effetti i miei addii assomigliano sempre più alle sigarette del calviniano Zeno.

 

 

Iaccarino Vincenzo (Sindaco)

Nei momenti topici guarda i suoi e poi desiste. Subito dopo impugna il telefono, esce fuori e si affida all’aiuto da casa. Scelta che si rivela infelice, forse sarebbe stato meglio il 50 e 50.

Sfigato: Voto 4,5

 

D’Aniello Pasquale (vice-Sindaco)

Abile come il geco dalla coda a foglia del Madagascar, fiuta il pericolo e torna a mimetizzarsi come ai tempi in cui navigava agli ordini di Giovanni Ruggiero. C’è un problema: all’epoca era uno dei tanti, oggi è il numero 2 e in casi come questi avrebbe il compito di coprire le spalle.

Diabolicamente irresponsabile: Voto 5

 

Russo Rossella (Assessore)

 Segue la stessa strada tracciata dal vice-Sindaco. Bene presto però capisce che la mise scelta per la serata non le può garantire l’anonimato. Quel blu elettrico del suo vestito sarebbe in grado di farla identificare a prima vista persino nel corso dell’Angelus domenicale di Papa Francesco. Allora irrompe sulla delibera cosiddetta “cetrulo” cercando di far capire che è un atto che non dice niente di più di ciò che dice la legge. Per la serie: niente facciamo e se lo facciamo non serve ad una cippa.

Superficiale ed ingenua: Voto 5

 

Russo Costantino (Assessore)

Ad un osservatore distratto appare inadeguato al ruolo che occupa, invece lui è l’essenza prima di questa Amministrazione comunale. Racchiude in un’unica entità. Il bianco e il nero. Le tenebre e la luce. Lo Yin e Yang. Si sublima in quest’arte sulla mozione per l’area sgambatura cani. Peccato che rientriamo tra i distratti.

Tantrico incompreso: Voto 3

 

Cilento Carmela (Assessore)

La partecipazione è tutta in un dettaglio. Sulla vicenda PIP si alza e se ne va. Nessuno se ne accorge.

Eterea: Senza Voto

 

Ponticorvo Sergio (Assessore)

Il Podemos Esposito lo accusa a più riprese di essere reticente. Mai appellativo fu meno appropriato. Il reticente sa, ma nasconde la verità. Nel suo caso l’impressione che si avverte è che non nasconda un bel niente.

Ignaro, ma sincero: Voto 4

 

Russo Mario (Presidente del Consiglio comunale – Consigliere di maggioranza)

Si bea a lungo nel suo ruolo istituzionale, quando Raffaele Esposito sale in cattedra viene percorso da un fremito. Poi si ricorda del celebre monito di Virgilio: “Vuolsi così colà dove si puote,  ciò che si vuole, e più non dimandare” e si riaccuccia.

Dantesco: Voto 5

 

D’Esposito Simona (vice-Presidente del Consiglio comunale – Consigliere di maggioranza)

Al momento della chiama da parte del Segretario generale scopriamo che è presente. La qualità delle immagini in streaming non è delle migliori, per cui non possiamo verificare. Perché però dubitare del dottor Michele Ferraro?

Metafisica: Senza voto

 

Marilena Alberino (Capogruppo di maggioranza) 

Quando si arriva a discutere dei PIP schizza fuori dalla strada come fosse in preda ad un attacco di dissenteria. Rientra a fine argomento distesa e soddisfatta.

Strategica nel momento del “bisogno”: Voto 5,5

 

D’Esposito Marco (Consigliere di maggioranza)

Michelangelo lo avrebbe a lungo osservato ponendo anche a lui  lo stessi interrogativo che riservò al suo Mosè. “Perché non parli?”

Marmoreo: Senza voto

 

D’Aniello Antonio (Consigliere di maggioranza)

Antonio, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando ambizion splendea negli occhi tuoi furbetti e speranzosi, e tu, fiero e pensoso, nello stanzone di Giovanni entravi?  S’aprivan le segrete stanze, e le vie d’intorno, al tuo perpetuo canto,
allor che ai banchi opposti ambiguo stavi, assai contento di quel certo avvenir che in mente avevi. Durò fintanto che ‘l maggio odoroso…”

Ora siamo a marzo dell’anno dopo e non restano che quelle rimembranze. 

Leopardiano: Voto 4,5

 

Gargiulo Marialaura (Consigliere di maggioranza)

Parla tanto per parla’, perché si sente un “friccico” nel core, sulla vicenda PIP. Ottiene solo di far imbufalire inutilmente il Podemos Esposito.

Inopportuna: Voto 4

 

Esposito Raffaele (Capogruppo Podemos)

Diventa devastante quando decide di raschiare il fondo del barile e tirare fuori il meglio di sé: la retorica. Dimostra così che la Tigre non è morta. Unico neo? Se il Cristo di Levi si era fermato ad Eboli, lui si è fermato a Nastro.

Traumatizzato ma efficace: Voto 7

 

Maresca Michele (Consigliere Podemos)

Non è proprio il nostro idolo, è inutile nasconderlo. Riteniamo non sia tagliato per questo tipo di avventura. Bisogna riconoscergli che fa di tutto per farci ricredere, al momento senza esito, ma chi la dura la vince.,,,a volte.

Braveheartiano: Voto 6

 

Cilento Monia (Consigliere Podemos)

Le sue continue contumelie contro la stampa locale ci impongono nei suoi confronti un maggior rigore ed una maggiore attenzione. Riguardiamo la differita dello streming per tre volte, ma ugualmente non ne caviamo un ragno dal buco. E’ certamente un nostro limite. Ubi maior minor cessat.

Trappistiana (neologismo di nostro conio per indicare gli ipotizzati abitanti di Trappist-1): Senza voto

 

Cappiello Maria (Consigliere Podemos)

Fiancheggia, motiva e supporta i suoi, questo al momento sembra essere il suo ruolo. I frutti al momento non si vedono ancora appieno, ma noi non disperiamo.

Rimandata a settembre: Voto 5

 

Mare Salvatore (Consigliere Movimento 5 Stelle)

Assente autogiustificato: Senza voto

 

 

 

Bertoldo da Ceremenna