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L’estate, la stagione d’allerta per i “genitori speciali”

E’ passata un’altra estate, anche se le temperature ci confondono ancora, è un dato di fatto: un’altra stagione estiva è finita! Per chi può si ritorna fra i banchi di scuola e si hanno quelle ore mattutine di “socializzazione”, per chi no l’estate durerà in eterno. Paradossalmente,  non sempre il periodo delle vacanze per i ragazzi con autismo è un momento sereno e tantomeno per i familiari. Finita la scuola, finisce quella routine quotidiana a cui questi ragazzi ,nel bene o nel male, si abituano. Se fanno uno sport , si chiudono anche le palestre. Il loro calendario giornaliero è stravolto per cui cenni di crisi si presentano già a fine maggio. Non andare a scuola equivale per loro a non vedere più i compagni e dover restare a casa. Gli inviti estivi sono rarissimi, quasi inesistenti. Le attività estive colonie o altro inadatte alla loro esigenze, troppo spesso focalizzate solo sulla disabilità e non sull’inclusione, le stesse spiagge affollate e chiassose sono confusionali per la loro sensibilità sensoriale . Noi genitori viviamo in uno stato totale di allerta ,cercando sempre di inventarci qualcosa e di riempire quegli spazi immensamente vuoti. Le vacanze estive cominciano verso fine giugno, il tempo di adeguarsi ai nuovi ritmi. Ma quei momenti di solitudine, preludio della vita adulta, soffocano più dell’afa estiva. Che fine fanno i ragazzi autistici durante l’estate? Li avete visti  dondolarsi  in riva a mare? Li avete visti andare avanti e in dietro sul lungomare ?Forse li avete visti spostare i prodotti in un supermercato? Muovere le dite in una danza strana mentre mangiano un gelato ?Saltellare d’avanti a un parco giochi per la gioia di vedere bambini ?Qualcuno ha urlato in una sala cinematografica facendovi girare infastiditi? O si è avvicinato a voi per strada e vi ha fatto una domanda diretta e inopportuna ? Non so se avete notato o vissuto una di queste scene. Se si avrete certamente visto  che al fianco di questi ragazzi non c’era mai un amico .C’ era sicuramente un genitori o un fratello, sempre un po’ preoccupati di arrecare fastidio, ma anche stanchi di essere costretti a restare in casa da una società menefreghista ,che non offre alcun servizio di supporto .Purtroppo esiste anche quel genitore che si è  dovuto svegliare  nel cuore della notte, per una telefonata dei carabinieri:  il figlio vagava da solo in strada ,spaesato …forse in cerca di un amico. Abbiamo altre tre stagioni dinanzi a noi  , possiamo pensare a rendere più lieta la prossima estate di uno di questi ragazzi,(forse quello che vive nella vostra strada) aprendo gli occhi, ma ancor prima il cuore. Basta poco anche un giorno a settimana!!!

Colomba  Belforte