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La storia di Chicco. Il signore della Marina di Seiano

40 anni di attività sull’arenile, Francesco Savarese si racconta. “Il miglior sindaco? Gennaro Cinque. Con lui la svolta”

Una bagnarola con giaccio per le bibite, due sedie e due ombrelloni comprati  ad Angri con un prestito ed una pagliarella sopra sistemata alla meno peggio”. Così inizia, 40 anni fa, l’avventura di Francesco Savarese conosciuto da tutti come Chicco,  un pezzo di storia della marina di Seiano. Da allora il tempo è passato e non invano. La pagliarella è diventata “Chicci Beach”, arenile in concessione  con servizi  apprezzati , una crescente attenzione alla qualità e la predisposizione dell’accesso a persone disabili. Nel mentre Francesco Savarese ha raggiunto i 73 anni, ha cinque figli, nove nipoti ed una piccola pronipote. Una vita intensa, bella e movimentata. E’ riconosciuto come una delle autorità indiscusse della Marina di Seiano al pari di nomi più altisonanti e blasonati. Motivo? Tutti gli attribuiscono  spirito imprenditoriale e abnegazione nel lavoro.

Come le è venuta l’idea di realizzare una spiaggia attrezzata?

 Lei corre troppo ( e ride). All’inizio non c’era niente e sono partito con poco. E sa perchè?

Mi dica

Perché avevo quattro figli e dovevo portare i soldi a casa. Ho fatto il carpentiere e poi lo spazzino comunale  per qualche anno, ma il contratto era semestrale. Nei mesi restanti dovevo inventarmi qualcosa.

E così è arrivata l’idea di fare qualcosa alla spiaggia?

Si, vedevo gente, senza nessun servizio ed ho pensato di offrirlo. Non avevo soldi. Chiesi un prestito di 250mila lire  a mio fratello che navigava. Comprai due sedie e due sdraio, in una bagnarola per i pomodori  misi bibite e giacchio e così partii.

E poi?

Decisi di mettere una pagliarella. Quando installai il paletto in ferro arrivò il delegato di spiaggia. Mi disse: cosa stai facendo? Risposi: ho 4 figli e voglio lavorare, tu non mi hai visto. Andò via. Altri tempi, altri uomini. Un senso di solidarietà e comprensione per il prossimo che non sempre c’è oggi.

Come è andata avanti?

In seguito ho ricevuto l’autorizzazione per un chiosco, poi è arrivato il bando per la gestione attrezzata arenile.

In passato ci sono state polemiche per l’occupazione permanente con lettini dell’arenile. Cosa replica?

Siamo autorizzati a farlo. Quando in passato offrivamo i servizi su richiesta, c’erano incomprensioni e difficoltà con chi teneva l’asciugamano. Ma ora è tutto superato. Tutti hanno capito, specie i residenti, che oggi grazie alla nostra presenza hanno la possibilità di fare il bagno a costi ridotti, usufruendo di servizi.

Di cosa è maggiormente fiero?

Di Patrizia, Antonella, Donato e Antonio. Sono i  miei  figli che lavorano con me. Sono fiero del  lavoro che fanno e di come lo fanno. Sono il mio orgoglio.

Lei, nel corso di questi anni, ha visto passare tante amministrazioni. Può dirci con chi è stato in maggiore sintonia? 

Ho iniziato con Cannavale che ringrazio, Tommaso De Gennaro un gran signore, così come Tabaccone e gli altri. Ma con Gennaro Cinque c’è stato il salto di qualità.

In che cosa ha dato la svolta Cinque?

Con la chiusura della spiaggia di notte. E’ stato fatto un passo avanti notevole. Prima l’arenile d’estate era esposto ad ogni devianza notturna e la mattina si vedeva sulla spiaggia di tutto. Inoltre,  la sistemazione degli spazi sulla spiaggia, l’illuminazione, il depuratore  e tanti accorgimenti ci hanno consentito di far crescere l’offerta in un contesto che è migliorato. Grazie a tutto ciò possiamo far fare il bagno in un mare  pulito e con di fronte il Vesuvio, la cattedrale ed il verde delle colline. Una cartolina bellissima.