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IL CICLO DI VITA DELL’INDIVIDUO: LETTERE DAL PULMINO

Prima di leggere prova a sentirti più piccino/a, hai più o meno 9 anni e vai a scuola. Recupera per un attimo le sensazioni, gli odori, i rumori di tanti anni fa. Leggila così almeno due volte, poi  sarai pronto/a per rileggerla con gli occhi ed il cuore da adulto.

Mamma, papà, vi scrivo perché oggi è stata un giornata difficile. Per cominciare non avevo alcuna voglia di andare a scuola e non perché non mi piaccia, sapete che sono anche brava: mi piace scrivere, leggere e molto meno la matematica. La maestra di ginnastica è simpatica, anche se certe cose non le so fare lei sorride e non mi dice mai che sono imbranata. Con gli amici mi piace giocare, certe volte ci distraiamo e la maestra ci sgrida. Mi piace far dondolare la sedia e vedere fino a che punto riesco a tenermi in equilibrio, mi piace prendere un po’ della merenda degli altri durante l’intervallo, le loro sono sempre più golose. Mi piace disegnare, è quello che mi riesce meglio, non smetterei mai. Insomma, la scuola mi piace abbastanza. Però certe volte è dura. La mattina ho ancora sonno e nel pulmino ci sono bambini che non conosco di altre classi, alcuni sono proprio alti e grossi e giocano a spingersi ed io un po’ ho paura. Alcuni giorni mi prendono in giro e mi vergogno perché non so come rispondere. Il pulmino è un momento della giornata che non mi piace. Dobbiamo salire tutti di fretta e non ci siamo ancora seduti che già riparte. Le mie amiche salgono tutte alla fine e alcune volte non so dove sedermi. Al ritorno siamo stanchi e certe volte nervosi, vogliamo tornare tutti di corsa a casa. Io sono piccola e ho sempre il fiatone, non riesco mai a stare al passo dei miei compagni. Però, quello che mi pesa di più, è quando facciamo le gare di lettura, io so leggere bene ma quando facciamo questo gioco mi sento sudare, il cuore mi batte fortissimo e le parole si arrotolano in bocca. La maestra mi dice di far presto ma io riesco solo a sudare di più, certe volte anche dagli occhi, mi scendono dei lacrimoni!!! Potete dirlo voi alla maestra che non mi piace questo gioco? Noi bambini non lo facciamo mai. Ci piace giocare a rincorrerci, a disegnare, con le figurine, e se qualcuno piange passa presto. L’altro giorno la mamma di Maria si è arrabbiata tanto perché facevamo un gioco e lei ha perso. L’ ha portata via e ha detto che siamo dei bimbi scostumati. Ma Maria non era arrabbiata, perché la mamma sì? Io non capisco che succede. Cari mamma e papà, quando ceniamo vi sento parlare delle vostre giornate, del lavoro in ufficio, dei colleghi. Qualche volta siete contenti, qualche volta tristi. Però ci tenevo a dirvi che anche per me è difficile. Anche alcuni dei miei “colleghi” sono antipatici ma ci devo dividere per forza il banco per tante ore. Alcuni sono sempre arrabbiati e non è facile stare con loro. Le maestre non sono sempre giuste. Certe volte anche io, la sera, quando vi ascolto parlare e penso alla mia giornata, vorrei dirvi: basta mi voglio proprio licenziare!

Il momento del ciclo di vita a cui ci siamo riferite in questo articolo è quello della socializzazione che naturalmente non si realizza solo a scuola, ma le tante ore trascorse tra i banchi lo rendono il contesto in cui i piccoli passano più tempo con persone al di fuori del nucleo familiare. Se guardassimo le giornate a scuola, i compiti, lo sport, l’incontro e gli scontri con gli amichetti con gli occhi dei bambini anche le loro giornate diventerebbero una battaglia,  spesso rischiamo di prendere provvedimenti ingiusti perché invece li guardiamo con superficialità. Quello che a noi sembra una sciocchezza, un capriccio, per loro potrebbe essere una vera sfida.

Dott.ssa Margherita Di Maio, psicologa-psicoterapeuta ad approccio umanistico e bioenergetico. Per info 331 7669068

Dott.ssa Anna Romano, psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva. Per info 349 6538043

 

 

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