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Giuseppe Tito “Tangenti al Comune? Una manovra politica”

La parola al Sindaco dopo il rinvio a giudizio

Se qualcuno, dopo aver perso le elezioni e con possibilità ridotte rispetto alle prossime,  ha pensato di sbarazzarsi di me per via giudiziaria; sappia che non demordo, che vado avanti, mi candido e saranno i cittadini, non chi manda esposti , a decidere”.

Giuseppe Tito, sindaco di Meta, è amareggiato per il rinvio a giudizio deciso giovedì scorso dal giudice per l’udienza preliminare Antonino Fiorentino. I fatti contestati  vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione. Alcuni risalgono alla passata consiliatura. Altri all’inizio della nuova. Al centro dell’indagine: l’affidamento del parcheggio alla Marina di Meta. L’appalto per le luminarie e quello per il trasporto scolastico. La prima udienza è fissata il primo febbraio dell’anno prossimo. Tra aprile e giugno si vota del prossimo anno si vota.  E’inevitabile che la vicenda giudiziaria avrà un peso anche in campagna elettorale.

Sindaco secondo lei c’è la mano degli avversari politici in questa vicenda?

Lei lo dice.

In verità è lei che lo dice visto che parla di via giudiziaria per bloccare la sua ascesa politica.

Gli avversari politici si battono nelle urne, conquistando voti, non alimentando veleni.

Ma questa vicenda giudiziaria ha una matrice politica?

L’autorità giudiziaria fa il suo lavoro. Se arrivano denunce, esposti, segnalazioni  sono tenuti a dar seguito. Mi hanno spiegato che si chiama obbligatorietà dell’azione penale.

E allora?

Bisogna vedere chi ha mandato avanti le carte e le persone che mi accusano. E poi vedere se i fatti sono veri.

Fermiamoci al primo punto. Può uscire dal generico?

Si andiamo nel merito. Sta benedetta tangente che avrei preso per il parcheggio alla marina di Meta. Chi caspita me l’ha data? Nunzio Lardaro dice di aver dato i soldi ad Antonio Staiano che me li avrebbe portati. Ma Antonio Staino ha sempre negato. E’ inevitabile che se si arriva davanti ad un giudice per l’udienza preliminare questi dica, ci vuole il dibattimento per chiarire come stanno le cose. Ma c’è di più

  Cosa?

Sul punto chiameremo a deporre gli amministratori dell’epoca. Vedremo cosa potranno dire su questi argomenti. Se possono offrire un contributo per chiarire fatti e situazioni. Alcuni di loro hanno posizioni critiche sul piano politico nei miei confronti, ma va bene o stesso. E’ necessario capire e chiarire. Possibile che all’epoca facessi tutto questo po’, po’ di cose e nessuno avesse sentore o se ne accorgesse?

Ma lei in caso di condanna in primo grado per reati contro la pubblica decadrebbe dalla carica per effetto della legge Severino. Non pensa che questa sua candidatura metta a rischio l’istituzione municipale. Con un sindaco eletto e magari costretto ad andare via?

C’è, nel nostro ordinamento,  la presunzione di innocenza, la sua è una presunzione di colpevolezza. Ne parleremo all’esito della sentenza. Non darei per scontata una condanna. Mi candido perché so di essere innocente.

A proposito di elezioni. Graziano Maresca  ha detto di essere pronto a candidarsi a competere con lei per la carica di sindaco. Un suo giudizio?

Stimo Graziano Maresca e gli voglio bene. E’ un grande tecnico. Lo volevo al Comune dopo l’uscita da Piano. Ora che si pone come mio antagonista non cambio idea. Saranno i cittadini a scegliere. Se ritengono che ho amministrato male mi manderanno via, e sceglieranno altri, diversamente resterò ancora in carica. Ma la scelta dei cittadini si fonderà su quello che abbiamo fatto  in questi anni.

 

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