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Giovedì riapre Edenlandia, i ricordi di infanzia e un presente tutto da scrivere

A CURA DI SALVATORE FOGGIANO
Il prossimo 26 luglio riapre, dopo tanti anni di chiusura, il parco divertimenti Edenlandia di Napoli.

Per molti è una notizia come un’altra, di non grande rilevanza, ma per quelli della mia generazione e anche per quelli un po’ più grandicelli, non è una notizia da niente. A me personalmente ha riportato il pensiero alle bellissime domeniche trascorse da bambino in quel parco.

La mattina a casa arrivavano i miei cugini, proprio mentre mia nonna e mia mamma stavano ancora farcendo i panini, pronti ed entusiasti nel partire per Edenlandia. Poi, una volta pronti, si partiva; il tempo del viaggio in auto era scandito da canzoncine che noi cantavamo a memoria e che ancora oggi ritornano nella mia memoria ( tipo: un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela…). Arrivati lì, la prima tappa era al negozio per mangiare la mitica graffe con mia nonna e mia mamma, mentre giravamo gli occhi intorno per osservare con attenzione tutto.

La prima giostra che si faceva, erano le auto del vecchio West, dove io, mia sorella e i miei cugini immaginavamo come potesse essere vivere in quell’epoca; io in genere andavo nella macchinina con mia nonna la quale per paura che cadessi mi teneva stretto, decisamente troppo stretto; subito dopo correvamo ai tronchi e qui l’eccitazione saliva perché sapevamo di bagnarci e la cosa ci dava il senso del proibito, la fila era sempre molto lunga ma per noi tutti era indifferente.

La giornata proseguiva con la casa stregata, dove per uscire dall’attrazione dovevi passare attraverso una botola in movimento e per me era proprio un supplizio o ancora la casa degli specchi, il tutto intervallato da corse da mia mamma che con il suo borsellino aperto dispensava soldi per i biglietti. E poi ricordo che mentre saltavo da una giostra all’altra mi avvicinavo ad una delle centinaia di radioline accese per seguire il risultato del Napoli, eh sì anche la nostra squadra del cuore faceva parte di quella magica giornata, anzi aveva una responsabilità molto forte, in quanto se perdeva la mia gioia non era piena.

Ci tornerò presto, sempre insieme a mia sorella, mia mamma e i miei cugini per ritrovare quelle emozioni, anche se so bene che la magia dell’Infanzia non la troverò lì ad aspettarmi, come sarà vuoto il posto in auto che occupava mia nonna, ma sarà bello ugualmente.

Salvatore Foggiano