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Castellammare – Inaugurato il Circolo della Legalità in nome di Michele Cavaliere

È stato inaugurato stamattina a Castellammare di Stabia nei locali sequestrati al commercialista Aniello De Rosa accusato nel 1998 di riciclare danaro per il clan D’Alessandro, il Circolo della Legalità – Polo Antiusura e Antiracket, ubicato nei pressi della Cassa Armonica e intitolato alla memoria dell’imprenditore gragnanese Michele Cavaliere.

Si tratta di un luogo simbolo della speranza perché il seme della legalità e dell’onestà continui a germogliare nei giovani attraverso il ricordo di chi ha sacrificato la sua vita per i valori in cui credeva. Un uomo perbene, un uomo semplice che ha pagato per aver detto no al pizzo: questo era Michele Cavaliere morto il 12 Dicembre 1996 in seguito all’agguato di camorra che subì sotto casa.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti Raffaele Cavaliere, figlio di Michele; il Sindaco di Castellammare di Stabia, avv. Antonio Pannullo; il commissario antiracket della Regione Campania, Prefetto Franco Malvano; il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Prefetto Domenico Cuttaia; i vertici territoriali di Polizia, Carabinieri e Marina Militare, e i rappresentanti delle associazioni coordinate da SOS Impresa che ha promosso l’iniziativa insieme a Libera, CPS e Legalmente Italia.

A prendere la parola nell’ufficio del Sindaco è stato il Presidente di SOS Impresa, Luigi Cuomo che ha illustrato quali saranno le attività e gli obiettivi perseguiti dal Circolo: “Dovrà essere il luogo attraverso il quale offrire sempre più spazi di libertà dal condizionamento mafioso e di dignità nell’interesse di tutti. Dobbiamo entrare tutti nell’ottica per la quale se un commerciante denuncia, consente alle forze dell’ordine di estirpare un cancro dal territorio e dunque non opera solo per se stesso ma per il bene di tutta la comunità. A questi commercianti e al loro coraggio va la massima solidarietà. Se sappiamo che c’è un negozio, un ristorante o un bar che ha denunciato per usura, noi dobbiamo privilegiarlo per l’acquisto di una borsa, di una pizza o di un caffè anche se non è il migliore, perché quel commerciante in quel momento, ha bisogno di toccare con mano la nostra solidarietà, il nostro supporto finalizzato a contrastare quella mano criminale che tenta di creare isolamento intorno a lui per far morire la sua attività, per farla soccombere, per vendicarsi.

Abbiamo creato anche un numero verde – 800900767 – attraverso il quale sarà possibile contattarci per chiedere un incontro riservato in luoghi discreti e discutere insieme le strategie e le metodologie antiusura e antiracket.”

La simbologia del bene confiscato alla malavita in pieno centro e restituito alla città, si rivela dunque molto forte e indicativa della volontà di contrastare con l’unità e la coesione sociale, il potere criminale che pervade amaramente i nostri territori. “Bisogna far vedere che è solida la convergenza di tutti sui valori fondamentali del vivere civile attraverso la partecipazione e il contributo che ciascuno di noi può offrire – spiega il Prefetto Cuttaia – perché quando c’è condivisione non ci sono rischi, non c’è pericolo. Quando il tessuto sociale è forte e coeso e pretende risposte chiare e decise dalle istituzioni, allora segniamo un punto a favore nostro, dello Stato nel suo complesso contro la criminalità organizzata.”

Commosso ed emozionato, Raffaele Cavaliere ha commentato: “Anche io credo che la società civile, pur nella sua complessità, oggi sia un fronte unico in cui ognuno può fare qualcosa. Mio padre non volle mai la scorta perché sapeva di essere solo nella sua battaglia e non voleva che un giovane poliziotto morisse al suo posto. Noi oggi con l’aiuto delle forze dell’ordine, della magistratura, degli enti e delle associazioni dobbiamo rendere il nostro territorio più vivibile perché i nostri ragazzi restino con noi e non vadano via.”

La speranza oggi è che quella solitudine di Michele Cavaliere, paragonabile a quella di tutti gli uomini delle istituzioni e non che sono morti per mano della mafia, non riviva in altri. “L’impegno collettivo della comunità deve servire – ha concluso il Commissario Cuttaia – ad evitare che ci siano ancora eroi. Se tutti insieme siamo convinti della necessità di operare onestamente e dell’esigenza di pretendere l’osservanza delle regole, allora potremmo evitare altri delitti e altre sofferenze come quelle già vissute”.

Soddisfatto della mattinata anche il Sindaco Pannullo che ha sottolineato la radicata presenza dello Stato sul territorio e dunque la tempestività, come nel caso di estorsione al Bar Di Martino in piazza Giovanni XXIII, delle istituzioni nell’assicurare alla giustizia i responsabili degli episodi di criminalità che si verificano in un comprensorio come quello dei Monti Lattari, inquinato e purtroppo soggiogato dalla malavita: “La realizzazione del Circolo e la presenza delle forze dell’ordine oggi confermano questa verità. Abbiamo voluto dedicare questo luogo all’imprenditore Michele Cavaliere e insieme a suo figlio, Raffaele, proveremo a diffondere l’esempio di un uomo semplice che è diventato eroe.”

Luigi Buoninconti