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Sorrento, “mai una gioia”: continua la maledizione play off

Si infrange col Cervinara il sogno del ritorno in D

Tabellino, cronaca e pagelle di Fulvio Cascone

SORRENTO – AUDAX CERVINARA 0-1 finale playoff regionale

SORRENTO: Pezzella 5.5, Cioffi 6, Ammendola 4, Vitiello 6, Arpino 6.5, Terracciano 6, Savarese 6, Fontanarosa 5, Esposito Lauri 5.5, Scarpa 5 (56’ Bolzan 5), Marcucci 6.5 (69’ Favetta 5) A disp: Santaniello, Banco, Serrapica, Raimondi, Vitale all. Coppola 4
AUDAX CERVINARA: De Luca 5, Pepe 5.5, Liguoro 5.5, Saginario 6, Calabrese 5.5, Furno 6, Russolillo 6.5 (90’ Majella s.v.), Calandrelli 7, Zerillo 6.5, Befi 6, Fusco 5.5 (76’ Colarusso 5.5) A disp: Fincato, Parente, En Namli, Greco all. Ferraro 6
ARBITRO: Perri di Roma uno 6
MARCATORE : 91’ Zerillo
NOTE: espulso al 49’ Ammendola per fallo da ultimo uomo ammoniti: Savarese, Saginario, Cioffi, Liguoro, Zerillo spettatori 700 di cui 200 provenienti da Cervinara angoli 5-2

I sogni nel cassetto si dissolvono al minuto novantuno nella partita dalle grandi motivazioni che, per il settimo anno di seguito, vede il Sorrento recitare nei panni della vittima designata. Una sorta di maledizione accompagna il club, leggendo di seguito si capisce facilmente il perché.
Al credito immemore con la dea bendata fanno da contraltare le scelte inopinate dell’allenatore, nel momento topico sbaglia i cambi e il tutto svanisce in una bolla di sapone.
Tanti coloro che ritornano a sedere sulle tribune, volti noti che da tempo avevano ponderato di disertare via Califano, la delusione e l’amarezza riguarda l’ambiente intero.
Il Sorrento parte fortissimo e nei primi sei minuti colpisce due legni con Marcucci, al 2’ il palo e al 6’ la traversa. La veemenza degli attacchi sfiora soltanto il bersaglio, poi gli ospiti prendono le misure e i pericoli svaniscono.
Il ritmo è alto, le squadre si fronteggiano senza tirare indietro il piede, di occasioni neanche a parlarne. La retroguardia di casa amministra con tranquillità le velleitarie proposte caudine, insidiose solo in fase di ripartenze.
A inizio ripresa il canovaccio è il medesimo, ma al 49’ si verifica l’episodio che stravolge l’andamento. In una azione di contropiede Ammendola commette fallo da ultimo uomo, il direttore di gara proveniente da Roma estrae il rosso.
Gli ospiti ne approfittato per assumere il predominio a centrocampo, senza incidere nelle conclusioni. Coppola modifica l’assetto, entra Bolzan per uno spento Scarpa. I biancoazzurri tentano l’assedio, qualsiasi tentativo viene rispedito con fermezza al mittente.
Nonostante l’inferiorità numerica Marcucci al 60’ coglie la traversa, tre pali rappresentano un record per un giocatore, roba da non credere. Al 69’ Coppola assume una decisione che trova pochi consensi sostituendo Marcucci, l’unico punto di riferimento offensivo, con Favetta.
Le avanzate degli ospiti trovano baluardi insormontabili nel duo centrale formato da Arpino-Terracciano, da li non si passa. Nel frattempo Favetta è troppo isolato, ha poca collaborazione da Savarese, l’inserimento di Vitale appare la mossa doverosa.
Eppure Favetta in contropiede ha due grosse occasioni per chiudere la qualificazione, sfrutta in entrambi i casi i pasticci tra difensore e portiere, ma alza troppo la mira a porta sguarnita
La legge del calcio è inesorabile gol sbagliato gol subito, al 91’ un cross radente proveniente dalla destra trova sul secondo palo Zerillo a depositare indisturbato in rete.
Finisce qui la stagione del Sorrento, che porta sul groppone una tradizione infausta di eterno perdente.
FULVIO CASCONE